15 dicembre 2007

476 DC

Non è che voglia tenere segreti i motivi di tanta prolungata assenza, ma se inizio ad entrare nei dettagli non la finiamo più. Alla base della mia mancanza di tempo e voglia nel riempire, in questi giorni, di Post il blog c'è un serio problema lavorativo che si è verificato la settimana scorsa. Problema ora praticamente risolto e superato ma che potrebbe avere futuri strascichi seccanti. E che mi lascia con un'amara sensazione di futilità.
Da ragazzino ero appassionato di Storia Romana. Leggevo Livio e ammiravo i Romani dell'età repubblicana, il loro senso dell'Onore e della Virtù. Il senso civico, il senso dello Stato, il senso della Comunità e del Lavoro. E già allora pensavo con angoscia alla differenza tra un Romano dell'età di Cincinnato e un Romano dell'età di Romolo Augustolo. Come vivevano a Roma l'anno della caduta dell'Impero d'Occidente?
Cosa pensavano le persone comuni in quei tempi di apocalisse?
Eppure il grano germogliava e i bambini nascevano anche mentre le aquile imperiali volavano via per sempre.Io vivo in una piccola città sporca e incolta di una piccola regione di cui non parlano neanche alle previsioni del tempo. Anche alla radio dicono:" Pioggia su Puglia, Campania e Calabria". Una regione depressa di un paese in declino. Non posso fare a meno di portare su di me questo senso di catastrofe incombente, anche mentre mi rimbocco le maniche senza lamentarmi. Anche ora che sto uscendo per fare Servizio a dei ragazzini innocenti ed ignari del cupo futuro che erediteranno dai Padri. Ma considero già un successo preoccuparmi del Declino Italico come se non ci fosse un domani e vivere l'Oggi come se non vi fosse alcun Declino.
Oggi monteremo il Presepe sulla facciata della Chiesa e domani dovrei riuscire a fare lo stesso l'Uscita di Clan-Noviziato.
Basti ad ogni giorno la sua pena.