16 settembre 2008

Addio, Stefano!

7 Dicembre 1948, 15 Settembre 2008

Colpo di stato, di Stefano Rosso

E tra gente che gesticola con le armi
e tra i nuovi santi illuminati al neon
sta nascendo un nuovo tipo di ideale
quello yankee tipo "fatelo da voi".

E tra scioperi d'autonoma estrazione
lo studente che si interroga da sè
sta covando forse la rivoluzione
mentre la signora bene prende il the.

Colpo di stato
ma che colpo se lo stato qui non c'è
colpo di stato
e qui intanto farà il colpo del caffè.

L'altra sera ha detto la televisione
si rafforzerà la polizia perchè
ha confuso infine il capo protezione
beh, non vorrei che poi colpissero anche me

Mentre tu che spingi poi di aver paura
l'ignoranza è nelle cose che non sai
e cerca insomma tu di farti una cultura
dieci e un libri rilegati e letti mai.

Colpo di stato
ma che colpo se lo stato qui non c'è
colpo di stato
metti la benzina e il colpo prende a te.

E c'è chi fa l'estremista per prudenza
chi comanda rappresaglie e lui non c'è
chi riempie di farina la credenza
chi fa guerra blaterando nei caffè.

Poi c'è chi cercando la rivoluzione
ha trovato infine le comodità
chi confonde il pranzo con la colazione
chi confonde la salute con l'età.

E da migliaia d'anni non cambia la storia
Giulio Cesare, Cavour testa pelata
e il copione ormai lo san tutti a memoria
e è la solita, non cambia la menata.

Colpo di stato
ma che colpo se lo stato qui non c'è
colpo di stato
vai allo stadio? Aspetta, vengo insieme a te