6 gennaio 2009

il gregge china la testa.

Non ho scritto più nulla riguardo la situazione mediorentale. Credo sia evidente il perché: preferisco tenere per me analisi e considerazioni che non interessano a nessuno, soprattutto agli eventuali lettori di un blog dedicato in massima parte allo scoutismo.
Del resto, sarebbe tutto vaniloquio, no?
Nel corso di molti anni ho passato del tempo a leggere ed informarmi a riguardo. Diciamo che so distinguere un AK-47 da un M-16, un razzo d'artiglieria da una bomba a guida laser. Non credo che sia possibile, durante un combattimento, distinguere effettivamente tra obiettivi civili e militari. Ma credo sia possibile riconoscere quando si mira deliberatamente ai civili.
Mentre io festeggiavo i primi minuti di ferie, Hamas ha rotto la tregua lanciando razzi sulle cittadine israeliane di confine. Mentre mi ingozzavo al cenone di Natale Israele inizia a bombardare Gaza. Mentre già intravedevo un nuovo anno di lavoro, il numero di morti ammazzati è cresciuto costantemente. E il conto del macellaio sale.
Su radio tre si sente di tutto di più.
Su certi blog si leggono cose da far impazzire di gioia Hitler.
Non mi va di entrare nei dettagli, ricostruire catene di eventi che finiscono comunque nel sangue. Hamas che lancia i razzi, che rompe la tregua, che tiene in ostaggio milioni di persone... E poi?
Mica Hamas è sorto per miracolo! Hamas è un prodotto, un prodotto perfetto di anni di occupazione e violenza. Ma ora è lì. E nel suo credo c'è lo sterminio di ogni persona di religione ebraica vivente o nascitura. E la catena si allunga.
E passa anche da queste parti.
Cari operatori di pace, minuscola, che mentre i razzi cadevano su Israele eravate troppo disrtratti dai regali di babbo natale per soffiarvi almeno il naso con la bandiera di Hamas, non è che mi secchi il vostro silenzio, non mi seccano le bandiere israeliane bruciate, bensì il senso dell'assurdo che tutto ciò mi spara nel cervello.
Come potete solo immaginare che Israele possa smettere di sparare su tutto quello che percepisce come una minaccia, che ragazzini e ragazzine dell'età dei miei rover nel pieno del terrore della battaglia si mettano a disquisire sulla natura dei bersagli, che si chieda ad Israele di trattare con Hamas se il massimo che sapete fare per la Pace è bruciare bandiere israeliane? Voi, che non vivete sotto il tiro dei razzi, che avete acqua potabile a volontà, come potete immaginare le sofferenze di milioni di persone ostaggi dell'odio?
Eppure, vi ergete a giudici e giurie e la vostra azione ( od inazione ) altro non porta che ad altro odio e violenza.
Si dice di volere la pace, ma si punta ad una Pace vittoriosa per la parte per cui si tifa al momento: l'Apartheid per i Palestinesi per chi tifa Israele, lo sterminio degli ebrei per chi tifa Hamas.
Ma, i commenti, le proposte convergenti al raffreddamento degli animi, al rendere l'uso di razzi e bombe controproducente, ad aiutare persone che si odiano non già ad amarsi, ma almeno a smettere di spararsi, sono tristemente rari.
Forse, riprendendo anche il tema del mio Post precedente, l'Impegno sociale è un qualcosa di così serio che forse è meglio dedicarsi ai reality, si fa meno danno.