5 febbraio 2009

Scoutedì

Ultimamente, ho visto folle bestemmiare gridando "Eluana Svegliati", Sacerdoti negare l'Olocausto, delinquenti assassini dar fuoco al proprio prossimo per sport, uomini di potere calpestare la Legge e le basilari regole della vita sociale, con il solo risultato ultimo di aver ancora più voglia di impegnarmi nel mio Servizio in Agesci. Non credo nelle mainfestazioni di massa, non credo in un Obama nostrano, non credo nei grandi gesti che cambiano le vite e non credo in tante altre cose, ma , a volte, irragionevolmente, mi sembra di credere di rappresentare nel mio ruolo di capo, una specie di ultima e sottile linea di difesa tra la barbarie avviluppante e i ragazzi ed il futuro che rappresentano. Poi torno in me e mi rendo conto che l'onda di piena ci ha già sommerso tempo fa... A qualcosa servirà, immagino, fare tanti sacrifici, tuttavia, so che ne servirebbero ancora di più.
Lo scoutismo è un modo di essere e di vivere che non ha bisogno di tempi fissi.
In pratica, però, il tempo per le attività, la formazione continua, la preparazione logistica, l'analisi delle singole esigenze dei ragazzi non è mai abbastanza.
Così, qualcuno, la settimana scorsa ha coniato un simpatico neologismo: lo scoutedì.
E servirebbe davvero un miracoloso ottavo giorno della settimana in cui concentrare tutti gli impegni associativi in modo da lasciare abbastanza tempo per il resto della vita.
Ieri riunione di Noviziato, oggi Comunità Capi, Sabato varie ed eventuali... Poi il 15 uscita di Comunità Capi, 21 e 22 attività per la Giornata del Pensiero...
E questo è un mese tranquillo...
Fatto sta che per organizzare un'uscita in montagna con pernottamento-strada-cucina sui fornelli eccetera, insomma, niente di eccezionale, roba da ABC, bisogna muoversi con almeno due mesi di anticipo...
Assieme al posto fisso sparirà anche la figura del Capo Scout?