24 aprile 2009

Cronache di BAS 35: 13 Aprile 2009, Lunedì dell'Angelo

Ha piovuto durante la notte e pioviggina anche al mattino. Sveglia alle 7, mi sono fatto la barba usando come specchio il mio fido piattino di hard disk e sono riuscito a lavarmi, con un po' di buona volontà, assai meno felinamente dei giorni precedenti. Stamattina la colazione è classica all'italiana: Caffè, latte caldo, cornetto alla crema, pezzi di cioccolato provenienti dalle uova di Pasqua, biscotti e succo di frutta. La colazione è il momento più calmo della giornata. La Tenda Mensa è semideserta e la stessa aria, più che il caffè, sembra infonderti l'energia, la volontà di fare, dare, operare. In Italia è Pasquetta, a Tempera è un altro giorno di lavoro per tutti. Ci riuniamo coi ragazzi della squadra abruzzese. Sono passate quasi 48 ore dal nostro arrivo in Tendopoli ed è la prima volta che riusciamo a guardarci tutti in faccia. Allora non sapevo quanto avremmo legato, lavorato, combattuto nelle poche giornate successive. Ci organizziamo un po', iniziamo a mescolarci, a conoscerci, ad apprezzarci. Ma pochi minuti dopo sono già nei miei 'negozi', ossia nelle tende magazzino in cui mi capita di lavorare più spesso. Mi servirebbe una scopa per spazzare, mi servirebbero pantofole comode e calde per signora e tante tante tante scarpe numero 42. Invece ho uno scatolone di scarpe leopardate coi tacchi a spillo... Ma anche il magazzino Letti richiede una bella ripassata per riordinare e distinguere lenzuola, federe, coperte, asciugamani e piumini. Salvo che per la mezz'ora del pranzo è tutto un susseguirsi di faticosi spostamenti e selezioni di merci. I ragazzi di Chieti ( Marco e Antonio ) hanno iniziato a costruire le scaffalature per i containers. Siamo andati avanti ad oltranza, senza neppure salire per la grigliata di Pasquetta che i ragazzi della Cucina sono riusciti ad organizzare per la Tendopoli. A dir la verità qualcosina è arrivato pure giù da noi, per forutna...
A questo punto devo riferire di un fatto per noi scout antipatico. Sia per evitare accaparramenti, che per poter fare una statistica delle necessità, ci viene richiesto di effettuare una registrazione di quello che diamo alle persone. Noi lo facciamo malvolentieri, ma la gente invece ne è contenta: forse lo prende come un segno di attenzione, un indizio di normalità.
Dopo cena andiamo a Paganice per cercare uno Zio di Maddalena impegnato nella Protezione Civile, senza successo. Torniamo subito alla tendopoli, il paesaggio è spettrale e non rende incline ai giri turistici. Restiamo in macchina per scaldarci un po', siamo lì lì per andare a dormire quando ecco la scossa: una spinta laterale che ci scuote improvvisa. Nessun danno, neppure un vero spavento. Ma il peggio arriva, terribile, subito dopo. Dalla tendopoli emergono figure di persone disperate, che corrono a vedere le proprie case, che vanno verso le macchine per passarci la notte incuranti delle nostre rassicurazioni. Vedo ancora la signora che, affranta, mi dice:" Non finirà mai". Il volto della disperazione di chi esce dal sonno per svegliarsi in un incubo.
Andiamo a dormire, la notte è fredda ma serena.