21 marzo 2010

Sette Giorni

Siamo poco conosciuti, ma non sconosciuti. Le nostre iniziative un po' di visibilità ce l'hanno data. Probabilmente, la massa del materani non sa chi sia Angelo Giordano ed ignora l'esistenza stessa della sua Candidatura Collettiva. Ma, qualche centinaio di persone le abbiamo raggiunte, sicuramente più di un migliaio.
Alcuni, hanno già aderito con entusiasmo alle nostre proposte. Altri stanno percorrendo sentieri opposti ai nostri. Moltissimi, pur avendo espresso a parole di avere 'altri impegni elettorali', o di averci educatamente sorriso ed augurato il miglior successo, sono, di fatto, indecisi.
Ora, a Sette giorni dal voto, è cruciale che ognuno si prenda le sue responsabilità. Ai sostenitori, che non ringrazieremo mai abbastanza, ricordiamo, di fatto, le stesse cose che ricordiamo a questi innumerevoli indecisi, ai forzati del voto al cuggino – nipote – zio da votarsi in quanto tali e non secondo scienza e coscienza.
Desideriamo ricordare un concetto semplice: o le elezioni sono uno strumento per migliorare la propria ed altrui vita o non lo sono.
Effettivamente, se si ritiene valida la seconda ipotesi, si decide per la schiavitù, ma anche per la tranquillità. Chi non crede che sia possibile cambiare alcunché è fortunato, soprattutto se poi non passa la vita a lamentarsi per la cattiva qualità dei propri amministratori. Chi accetta stoicamente lo schifo è serenamente rassegnato e coerente. Ha tutta la nostra stima ed ammirazione. Ha fatto una sua precisa, umana e ragionevole scelta.
Ma, chi almeno a parole vorrebbe vedere in vita sua un singolo segnale di cambiamento e non è disposto a modificare di una virgola le proprie priorità quotidiane o a fare qualcosa a riguardo è un vero e proprio complice del sistema marcio che tutti ci stritola. Scusateci la franchezza, ma è Domenica prossima che possiamo cambiare qualcosa, poi potremo solo amaramente ricordarci, ad ogni buca nell'asfalto su cui sfasciamo la macchina, il mancato supporto datoci, ad ogni disservizio dell'Amministrazione, il voto dato al nipotino che non sapeva neppure in che lista era, ad ogni caro che emigra lontano l'insufficienza dei nostri sforzi personali nel trasformare tante, troppe belle parole in realtà. Quindi, vi chiediamo di abbandonare il bispensiero berlusconiano che inquina il comportamento anche di chi berlusconiano non si professa. Contattiamo tutti quelli che non abbiamo pensato di contattare fino ad ora, portiamo avanti i nostri ragionamenti senza paura, forti della coscienza di proporre il meglio, di proporre progetti realizzabili e non programmi di promesse vacue. Rimandiamo alle 15:00 del 29 Marzo tutto il rimandabile per non doverci, poi, pentire di aver sacrificato alla quotidianità ordinaria la conquista di un voto utile per la costruzione di un futuro migliore per noi tutti.
Questi sono giorni straordinari, raccogliamo le occasioni irripetibili di cambiamento che sono vive oggi e non lo saranno più tra sette giorni.
Dobbiamo attraversare il deserto della sfiducia ricordando a tutti che è la stessa sfiducia a mantenere eterni ed onnipotenti i poteri della stasi e dell'arretratezza che ci opprimono.
Un uomo, una donna, un voto diverso, una città differente.