25 aprile 2010

25 Aprile 1945, 25 Aprile 2010: senza tregua



Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore

23 aprile 2010

Le parole sono pietre e l'italiano non è l'italiano...



Un bisturi ed un coltello tagliano entrambi.
Ma nessuno usa l'uno al posto dell'altro.
Gridare " Chi non salta potentino è " non è la stessa cosa che rivendicare spazi legittimi di rappresentanza democratica per il proprio territorio.
Non in contrapposizione, ma in collaborazione. Certo, gli ultimi eventi non sono incoraggianti. Ma preferisco pensare a quello in cui noi abbiamo mancato ed a correggere i nostri errori e le nostre magagne: non è sempre meglio così? Dopotutto chi fa da se fa per tre...
L'italiano: è il ragionare.

Cosa mi può più interessare?

Siete Proprio dei Pulcini


by Afterhours



Sono così dispiaciuto che tu
non riesca a capirlo
Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo
E se sto gemendo di piacere è che
Sarò vecchio, sarò passato ma
Sto per venire
Cosa mi può più interessare
Cosa mi può più interessare
Vi guardo con l'occhio del pitone
Così vivi caldi e il resto
Bisogna sceglier bene ma bisogna sceglier presto
Dite che vi va di creare
Siete proprio dei pulcini che mi va di mangiare
Cosa mi può più interessare
Cosa mi può più interessare

19 aprile 2010

365 Giorni Dopo e nel frattempo?

Cosa è rimasto del nostro Servizio dell'Anno scorso in Abruzzo?
Cosa?
Le fotografie?
Qualche lettera scritta, una cartolina ed un po' di rabbia ad ogni speculazione sui terremotati a cui mi è toccato di assistere in questo breve anno che ci separa dagli eventi e da quelle persone che transitano nel mio cuore, come il sangue che lo attraversa ogni istante.
Eppure, Tempéra si dissolve, erosa non  dai giorni, ma dall'azione di chi si è impegnino tantissimo nel dimostrare che tu lì non ci sei mai andato e che se l'hai fatto l'hai fatto per tuo tornaconto, che tu non sei assolutamente diverso da uno a caso dei tanti arrivisti capaci di usare a mo' di spot pubblicitari carrieristici ogni gesto, ogni azione apparentemente disinteressata.
A che è servito allora?
A che è servito se ti trovi a scrivere lettere che non puoi spedire perchè sai che non ci sarà risposta, a che è servito se nessuno segue le tue orme, a che è servito se le Persone per cui sei partito nel cuore della notte non hanno riavuto la loro vita?
I fatti, che a me sembravano così definitivi, si scoprono fasulli.
Se fossero stati veri, se avessimo dato vera dimostrazione di capacità di Servizio gratuito ( e non mi riferisco al solo intervento in questione, ma a tutto il continuativo e pesante impegno in Agesci &  attività anche NON consociate e correlate ), sarebbero andate così le cose? Quando premesse così differenti portano agli stessi risultati di chi non ha scelto il servizio, di chi  non si è fatto scrupoli nell'usare per profitto personale certe bandiere, di chi ti paragona senza batter ciglio alla tua stessa antitesi, di chi sabota col sorriso sulle labbra i tuoi sforzi di correttezza,  diventa necessario domandarsi, in fine:
sono false le cose che ho fatto o sono falso io?
Purtroppo, mi sto rendendo conto di dovermi quasi vergognare di pezzi della mia vita che, sulla carta, avrei dovuto portare con orgoglio nel mio zaino.
Fesso tu che ci sei andato in Abruzzo, fesso tu che in campagna elettorale non ti sei fatto il santino in uniforme, fesso tu che vorresti dare un senso ad ogni istante nelle cose che fai,  fesso tu che ti candidi con gli "altri", è molto più facile dire due balle in croce e aggiungere " E che mi vuoi fare ?"
Intanto, fesso tu che ritorneresti a Tempéra domani.
Che non ti penti delle cose (in)utili seminate dietro i tuoi passi.
Che giochi coi dubbi e le incertezze ma non ti lasci paralizzare.
Che non ti gonfi di superbia per i risultati della fatica che accumuli tra lavoro, Polis, scoutismo e pure nella scrittura se è per questo!!
Lo so che ho scritto parecchie righe praticamente indecifrabili e non c'è chiave di lettura che tenga , dato che mi riferisco ad esperienze diversissime di cui solo io riesco a cogliere il quadro d'unione, appunto.
Ma è passato un anno intenso, un anno da quelle giornate che hanno davvero segnato un 'prima' ed un 'dopo'. E vedo che non stiamo usando nel migliore dei modi l'eredità di quei giorni di gelo e fatica.
Non che mi aspettassi una favola, ma un po' di malinconia per qualcosa di così fondante che scompare tra i flutti del passato la getto qui con con tristezza.
E, per quanto riguarda il resto, sono una persona paziente, ma non mi accontento di verificare di esser vivo.

8 aprile 2010

Aprile

Quante Persone ho incontrato, quante mani, quante speranze, quanta indifferenza, quanta Vita. Mi avevano avvertito: "Dopo, non ti deprimere" ed ora capisco il perché. Anche nel mio caso, con un risultato al di là delle più rosee aspettative, un minimo di inquietudine ti passa addosso. Sto  ringraziando le persone che ho contattato in questo mese frenetico, tiro le somme di queste suole consumate, di questo lavoro continuo mentre l'adrenalina delle ultime settimane evapora nella primavera di Matera.
Il meno è fatto.
La Città Differente è ancora tutta da costruire, ma abbiamo dimostrato che non è un'astrazione, uno sterile esercizio di stile da intellettuali.
Abbiamo condotto una campagna elettorale faticosa, curata collegialmente e densa del lavoro di tanti. Non ci siamo guardati attorno cercando appigli ai difetti degli altri, ma abbiamo badato a dimostrare che le nostre idee sono realizzabili, che abbiamo progetti e visioni d'insieme che porteranno vantaggi per tutti!
La nostra Scelta Etica ci ha premiato, anche se devo dare pubblicamente ragione a Giulia quando mi suggeriva caldamente le dimissioni irrevocabili dall'Agesci: abbiamo dovuto   lavorare parecchio per evitare conflitti di interessi ed usi impropri di questo Servizio che considero fondamentale nella mia vita: non solo abbiamo penalizzato notevolmente la nostra campagna elettorale, ma ci siamo trovati a gestire comunque difficoltà di cui avremmo volentieri fatto a meno. Oggi, tuttavia, sono contento della scelta fatta a suo tempo: l'ho pagata fino in fondo ma mi ha lasciato sereno e sorridente.
Tagliamo la testa al toro: il Partito Democratico con cui ho affrontato ( e sto affrontando ) la campagna elettorale, è tutt'altro che perfetto. Elencatemi pure le sue manchevolezze, i suoi problemi, sarò probabilmente d'accordo su tutto. Ma, poi, rispondete a questa semplice domanda: “E quindi?”
Quali alternative concrete che migliorano il nostro vissuto avete in mente?
E non mi riferisco a purissimi esercizi di stile al 2% dei consensi o a qualsivoglia esperimento capace di riasfaltare una strada forse solo dopo un paio di consiliature di preparazione.
Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Ci siamo assunti il rischio e l'onere di infondere nel Partito Democratico energie fresche, perché è nel 2010 che vogliamo che vengano presi provvedimenti adeguati alla situazione di questa città. Non possiamo aspettare una maturazione delle coscienze che, forse, non avverrà mai!
Non crediamo a mutamenti improvvisi del sentire comune.
Ma ad un cambiamento costante, graduale, basato su piccoli ed economici interventi capaci di prosciugare la palude della stasi locale e nazionale in cui ci dibattiamo.
Certo, servirà ben altro che le poche cose elencate nel nostro pieghevole elettorale. Eppure, qualcosa di mai visto da queste parti è già successo. A partire dal risultato.
142 Persone che hanno avuto fiducia in un gruppo di sconosciuti rappresentati da Angelo Giordano.
Il doppio di un buon esordio medio.
Ci sono liste con cui si è eletti con molte meno preferenze.
La fiducia riposta in noi è qualcosa che ci sprona a proseguire e a fare del nostro meglio perché i nostri piccoli progetti vengano realizzati anche lavorando al di fuori del consiglio comunale: continueremo a spingere, a fare iniziative, a combattere per il nostro futuro!
Del resto, qualche risultato iniziale lo abbiamo già ottenuto: non stappiamo certo lo spumante perché il nostro candidato Sindaco, Salvatore Adduce, durante il comizio finale della sua campagna elettorale, ha parlato in Piazza Vittorio Veneto, di fronte ai Materani, di Software Libero et similia. Lo stapperemo solo quando il denaro che sarebbe stato speso per acquistare software proprietario sarà equamente diviso tra il risparmio per la pubblica amministrazione e la positiva ricaduta sul territorio e le sue imprese. Prima che Openoffice soppianti Office occorrerà lavorare duramente. Ma quando mai un candidato Sindaco di Matera ha avuto la volontà di portare questi temi all'attenzione del grande pubblico durante la campagna elettorale? Questo è o non è un segno concreto, per quanto ancora impalpabile, del nostro successo politico, delle nostre iniziative in campagna elettorale, frutto a loro volta di un impegno politico collegiale di lunga data?
Il senso del nostro intervento, del nostro impegno, è nelle cose concrete di sinistra da progettare e realizzare per il bene comune. Non nella disfunzione costruttiva, tante volte auspicata, per il rinnovamento del Partito Democratico. Noi crediamo che impegnarsi sul territorio, proporre soluzioni effettive senza “se” e senza “ma”, riscavare le nostre radici nella Comunità, con le unghie e con i denti, valga molto di più di qualche solonica presa di posizione contro i difetti ed i problemi del Partito. Contiamo di risolverli per via indiretta, perché nella Matera delle povertà, del bullismo, della desertificazione dei cuori, contano di più le buche riparate, la legalità e le politiche concrete di supporto allo sviluppo ed alla tutela ambientale che uno scacco al satrapo di turno.
Certo, ancora una volta, la Campagna Elettorale ha saputo tirare fuori il peggio di qualcuno, ma, tutto sommato, la mia testimonianza, invece, è di fiducia diffusa incontrata nei posti più impensati, di buona volontà, di persone che ti aiutano al di là di ogni sospetto e di una volontà ferma e ragionevole di cambiamento che non sospettavo esistesse.
Il Partito Democratico deve essere aperto.
Deve includere, non escludere.
Deve potersi rinnovare e costruire in pochi mesi col contributo diretto di personalità diverse ma che abbiano la volontà e la capacità di migliorare la quotidianità mantenendosi concentrati sull'obiettivo primario senza cedere a tentazioni di sterile polemica.
Ed è su queste basi, su questa affermazione, su questi fatti concreti già realizzati che possiamo senz'altro lanciare un appello a tutte le forze rinnovatrici e fattive, a tutte le persone di ogni età che hanno voglia di realizzare un cambiamento culturale e costruire una rappresentanza efficiente ed efficace perché portino il loro contributo in una collettività che ha come obiettivo la concretezza della quotidianità.
Idee ed Azioni per la Città Differente, il resto verrà da se.
Grazie ancora e a presto!