1 settembre 2010

Il Liberismo ha i giorni Contati ( ma più dei miei )

E’ difficile resistere al Mercato, amore mio
Di conseguenza andiamo in cerca di rivoluzioni e vena artistica
Per questo le avanguardie erano ok, almeno fino al ’66
Ma ormai la fine va da sé E’ inevitabile
Anna pensa di soccombere al Mercato Non lo sa 
perché si è laureata Anni fa 
credeva nella lotta,  adesso sta paralizzata in strada Finge di
essere morta Scrive con lo spray sui muri  che la catastrofe è inevitabile

Vede la fine in metropolitana, nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco Nella sua borsa di Dior
Legge la Fine nei saccchi dei cinesi
Nei giorni spesi al centro commerciale
Nel sesso orale, nel suo non eccitarla più
Vede la Fine in me che vendo dischi
in questo modo orrendo
Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà

E’ difficile resistere al Mercato, Anna lo sa Un tempo aveva un sogno stupido:
un nucleo armato terroristico Adesso è un corpo fragile
che sa d’essere morto e sogna l’Africa. Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe

Vede la fine in metropolitana, nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco Nella sua borsa di Dior
Muore il Mercato per autoconsunzione
Non è peccato, e non è Marx & Engels.
E’ l’estinzione, è un ragazzino in agonia.
Vede la Fine in me che spendo soldi
e tempo in un Nintendo  dentro il bar della stazione
e da anni non la chiamo più.

Baustelle, Amen.