22 gennaio 2011

Secessione? Sì, grazie!

Già.
Ci vorrebbe proprio la secessione.
Ho un ardente desiderio di secessione.
Voglio scindere la mia vita da quella di chi sporca il marciapiede dove mi tocca camminare, ingombra di auto dove non potrebbe posteggiare, tratta il prossimo a pezza da piedi per sport.
Vi piace la polizia col manganello? Padronissimi: viveteci voi in uno stato dove vieni fermato per strada mentre te ne vai per i fatti tuoi e non sai che fine fai.
Vi piace la dottrina Marchionne?
Vi piace il Grande Fratello?
L'isola dei famosi ed altre trasmissioni sonda-succhiacervello?
Se-cediamoci.
Sarete liberi di scansare cacche di cane alternate a monnezza sul marciapiede, liberi di incidentarvi con altri colleghi amanti di alcool e cocaina, liberi di affidarvi a medici scelti dai vostri rappresentanti politici eletti per simpatia nell'emulazione dei loro reati.
Potrete abolire le librerie, esser contenti se le vostre figlie imitano a 12 anni i buoni esempi del leader maximo, star felici di evadere le tasse e di crepare di cancro perchè non vi potete pagare la chemioterapia nella vostra splendida sanità privata, cancro, si intende, causato da inquinamento, termovalorizzatori, benzene nell'acqua e pure uno spizzico di radionuclidi.
Chi vi verrà a rompere le scatole se vi scompiscerete di fronte a barzellette su donne nude ed ebrei macellati trasmesse in mondovisione nello sconforto generale, chi vi verrà più ad importunare se sarete ben lieti di lavorare 60 ore a settimana senza pensione perchè così vi sarà più facile sperare di fare anche voi il botto e diventare ricchi imprenditori come i vostri idoli.
Già che ci siete, sarete anche liberi da giudici e pastoie burocratiche in modo da poter finalmente fare il baciamolemani al boss di turno alla luce del sole pure in bergamasco stretto oltre che in calabrese.
Perchè, la secessione, che mi auguro di tutto cuore, è culturale olrte che geografica. Pazienza se in certe zone del Nord le due cose coincidono quasi alla perfezione.
Secedetevi, tenetevi Silvio e tutte le sue reincarnazioni, tenetevi Borghezio e fatevi la Santanchè presidente della vostra repubblica, santificate Minzolini, calate i calzoni per legge davanti a Lele Mora ed accoliti, con tutto quel che ne consegue: treni puliti come la coscienza di Dell'Utri, poste rapide come i disegni di legge sui beni culturali ed una frustata se vi scappa da pisciare al lavoro.
Dividiamoci qui, cari cattolici della domenica, letteralmente, cattolici dalle nove alle dieci, dieci e mezzo se bisogna farsi vedere uscire a braccetto col prete dalla Messa, satanisti nella pratica per il resto del tempo.
Secediamoci.
Non vi stiamo sul cazzo con la nostra pretesa di legalità, diritti, serenitò, giustizia?
Vi siete rotti delle nostre scocciature sul software libero tanto voi office e windows lo piratate?
Ve ne fregate della raccolta differenziata e preferite discariche ed inceneritori fuori norma e non ne potete più degli ambientalisti?
Andatevene, anzi, ce ne andiamo noi se vi sta meglio così.
Perchè siamo arrivati al punto di rottura.
Certo, poi a noi toccherà restare con Veltroni, ma la perfezione non è di questo mondo.