2 gennaio 2011

Vivo o Morto, Tom Clancy ritorna, l'America non si sa...

Ok, 
a tempo di record, complice la più classica influenza di Capodanno, ho divorato l'ultimo romanzo di Tom Clancy, Vivo o Morto. Mi prendo la briga di perdere dieci minuti di tempo per parlarne non certo per le sue spettacolari qualità letterarie, ma per nostalgia di un tempo passato e, soprattutto,  per lo smarrimento accompagnato da fiducia e speranza che ho trovato tra le 850 pagine di questa nuova avventura di Jack Ryan.
Iniziamo dal finale, ma tranquilli: niente spoiler. Per quanto il protagonista sia più Jack Ryan Junior che senior, è evidente che il nostro buon vecchio Jack, come si dice, Will came back!
Tom Clancy sembra tornato agli antichi fasti, quindi, se le sue vecchie avventure vi avevano conquistato a suo tempo, probabilmente anche questa vi piacerà.
Cosa mi ha 'colpito' del romanzo?
Beh, il disastro irakeno e quello afgano non potevano che aver duramente segnato e sconvolto il nuovo Omero dell'epica militare USA. Si avverte, tra le righe, quasi la sorpresa per l'accaduto: ma come, non volete i nostri blue jeans?
Contemporaneamente, la fede nell'America, resiste. E Clancy rilancia.
Condanna l'uso della tortura, ovviamente non per motivi umanitari o perchè contraria allo spirito americano. Correttamente, il nostro, fa notare che un agente del controspionaggio competente riesce a strappare più informazioni da un prigioniero mettendolo a suo agio e magari durante una partita di ping pong piuttosto che col water boarding...
Insomma, l'era Bush non è condannata come meriterebbe, ma un certo disagio per come sono state condotte le operazioni si avverte.
Non sono riuscito a capire se nel romanzo l'amministrazione Obama sia condannata o meno, ma non è poi tanto importante. Clancy, per quanto Repubblicano di Ferro, è Americano. 
Lo so, voi mi direte: embè?
No, dico, noi siamo italiani. Per un americano esistono innumerevoli circostanze per cui essere repubblicano o democratico è una cosa completamente irrilevante. Cosa che, da queste parti, non è...
Quindi, alcune tematiche, per Clancy, sono perfettamente bipartisan.
La cosa che mi è piaciuta, in fondo, è il sottofondo di speranza per l'America e l'Occidente che ne vien fuori: "Ok, ci siamo comportati da stronzi per lustri, ultimamente ci siamo fatti trovare coi calzoni calati, ma non è detta l'ultima".
Che dire, anche Ubuntu ( in una fantomatica versione 1.3, ci vedo lo zampino della traduzione... ) fa la sua parte per combattere i cattivi...
Ah, piccola nota su cui farei riflettere un sacco di benpensanti:
Clancy non ha mai espresso grande stima per le forze armate del Bel Paese.
In questo romanzo, invece, si lancia in un'inaspettata lode dell'efficienza e dell'efficacia dei nostri servizi segreti...
Cosa sa lui che noi non sappiamo?