18 ottobre 2011

il leone e l'agnello: le mie simpatie vegetariane

Mi piacerebbe avere la forza di volontà per diventare vegetariano. Cosa che, ammetto allargando le braccia sconsolato, è oggettivamente al di là delle mie possibilità attuali.
La carne mi piace troppo anche se ne conosco il terribile prezzo in termini di sofferenza animale e, purtroppo, anche umana ed ambientale che ne implica il consumo.
Non sono affatto indifferente alle tematiche del vegetarianesimo.
In gran parte sono pronto a sottoscriverle in pieno.
Ma non ne ho la forza.
Da un punto di vista pratico, per fortuna, a casa mia la carne la si mangia raramente, con frequenza settimanale e non di più.
Il mio motto, a riguardo, è poco ma buono.
Oltre ai dubbi di natura etica, vi sono anche quelli legati alla mia responsabilità verso l'animale che muore e verso l'ambiente. 
Infatti, come scrivevo in un mio precedente post, credo sia fondamentale per noi occidentali recuperare il contatto con la realtà.
Mio Padre sa tirare il collo ad un pollo, pulirlo, accendere un fuoco con la legna bagnata e cucinarlo. Io ho perso i primi due passaggi mentre me la cavo ancora con gli ultimi due.
E rappresento comunque una minoranza.
Nel giro di una generazione si è completamente perso il rapporto che c'è tra l'uomo e la bistecca che c'è nel suo piatto.
Questa faccenda, tutto sommato, mi disturba parecchio.
La bistecca arriva sul piatto ma ci rifiutiamo di sapere come e a qual prezzo.
Questo davvero non mi piace.
Rifiutiamo scientemente non solo di assumerci le nostre responsabilità, ma anche di relazionarci con premesse ( la macellazione ) e conseguenze.
E vorremmo salvare il mondo così? Con premesse estranianti?
Certo, io non sono Zuckerberg che può permettersi di mangiare la carne solo degli animali che uccide, ma so di sentirmi sempre bene quando riesco a vivere in armonia con l'ambiente ( che so, durante la Route o durante un Trekking sul Pollino ) riconoscendomi parte di esso e non suo Padrone. E sono anche consapevole del fatto che, se tutti noi diminuissimo drasticamente i consumi di animali, pur senza diventare vegetariani o vegani, ne guadagneremmo in salute per noi e per la Terra.
Ma, lo stesso, non resisto di fronte ad una Podolica di Pantaleone, o al cosciotto dello Sposo di Federico Valicenti, o alla salsiccia casereccia. E' più forte di me.
Quindi, cari amici vegetariani, abbiate pazienza con me per un motivo banale:
tutte le mie energie psichiche sono concentrate sul resistere all'accidia che da sempre mi affligge.
Spero mi preferiate carnivoro ma costantemente impegnato a fare quel che voi ben sapete  che faccio piuttosto  che vegetariano e socialmente vegetale ed apatico: ogni cosa ha il suo prezzo...