18 ottobre 2011

quello che non c'è

Se esistesse nel Paese una classe dirigente giovane e scalpitante per soppiantare i timonieri del disastro attuale, credete che preferirebbe arrivare al potere attraverso l'affermazione della propria fresca vitalità in libere primarie e libere elezioni o a colpi di spranga in scenari da guerriglia urbana?
Se esistessero dei trenta - quarantenni ( visto che sono sulla fatidica soglia mi piacerebbe non escludermi da me da quel che resta del futuro ) capaci di fare qualcosa di diverso da battibeccare sul web, capaci di essere operativi, collaborativi e banalmente in grado di mettere gli scopi finali davanti alla propria quotidianetà senza storia, credete che ci si troverebbe a mormorare con vergogna "però, tutto sommato, 'na pietra in testa a certi pezzi di merda la tirerei".
E non mentite.
Siete stanchi, arrabbiati, frustrati. Certi pensieri possono scappare.
Ma quello che scappa via davvero è il senso della realtà:
senza tornare ai fatti di Roma, pensiamo a quello che è successo ieri in Molise: ha rivinto la destra e i miei compagni molisani non hanno saputo far di meglio che scaricare le responsabilità su 5 stelle. Passi negli anni '90, ma nel 2011 questo ha dell'incredibile: almeno si taccia, no?
Ma non è tutto.
Da 5 stelle si sghignazza.
Lo capirei se avessero portato a casa un risultato utile per le proprie stesse proposte programmatiche.
Ma è qui che arriva la Realtà: ha vinto Iorio, ha vinto la destra aka 0 prospettive per il programma 5 stelle.
Bel piano.
Soprattutto ben riuscito.
Oppure, ma qui la cosa è un po' meno elegante perchè sono parte in causa, la faccenda più generale del Partito Democratico, inteso come cardine futuro di ogni velleità riformista.
Non che io mi ci sia sposato, per carità, ma se voglio che l'Italia affronti un processo riformista non è che posso sperare che accada con la forza del 5% di elettori, serve per forza un partito che sappia convincere almeno 1 italiano su 3.
Il leit motiv è: "Il PD fa schifo / non ha idee / è diviso / è clientelare ecc."
Mi sta anche bene. 
Non mi sta bene che non si faccia nulla per renderlo " carino / pieno di idee / unito / meritocratico ". Ad ora, infatti, se si desiderasse che il PD fosse altro da quel che è l'unica via è iscriversi e partecipare. Manco per idea. "Chi, io, in quel  partito lì? "
Soluzione alternativa proposta? Nessuna.
Si è in attesa che gli attuali dirigenti del PD si autoriformino, autopensionino o equivalente.
E c'è pure chi ha pensato di votare destra per incoraggiare questo processo di autocancellazione delle presenti classi dirigenti della Sinistra.
Un altro bel piano che non mi sembra abbia funzionato in maniera soddisfacente.
Quindi ridiamo con Crozza delle sue battute sul PD ma non muoviamo un muscolo per cambiare le cose.
E così a ritroso, all'infinito.
Forse, dico, forse, è inutile stare a cavillare sull'"ingiustizia" della Società Italiana che ci ha tolto il futuro.
Forse, dico, forse, sarebbe ora di smetterla di guardare la pagliuzza nell'occhio del fratello e iniziare a preoccuparsi della trave che ci sodomizza.
Resterà lì se non la togliamo.
La Realtà, in genere, prevale.