16 dicembre 2011

Beni Comuni


È necessario un processo costituente per immaginare la società dei beni comuni e sovvertire l'ordine costituito fondato sulla crescita capitalistica. 

Così potremmo riassumere il bel dibattito a cui ho assistito oggi al secondo piano di Palazzo Lanfranchi.
L'incontro, organizzato da "Campo Libero", ha avuto come ospite il Professor Ugo Mattei che ha solo colto come pretesto la presentazione del suo libro - manifesto "Beni Comuni" per introdurre un ragionamento di più ampio respiro.
Io, di seguito, riporto le mie impressioni, ma sia chiaro che potrei aver commesso un sacco di errori di comprendonio e di trascrizione, quindi eventuali bestemmie concettuali vanno ascritte solo alla mia pochezza di cronista.
Le persone fisiche sono mosse da molti fattori: le persone giuridiche sono mosse esclusivamente dalla strenua volontà di massimizzare i profitti.
Le persone fisiche sono consapevoli di dover morire, quelle giuridiche sono, invece, consapevoli di poter diventare virtualmente immortali se riescono a massimizzare i profitti.
Le corporations possono diventare più forti degli stati stessi.
E non solo degli stati deboli del terzo mondo.
Di fatto, gli interessi privati hanno preso il sopravvento su quelli pubblici.
Acqua, No TAV, Nucleare, Ponte sullo Stretto, Crisi del Debito, Spread, abrasione dei diritti dei lavoratori, sono tutti concetti e parole sintomo della grave malattia che è la Crisi della Democrazia Rappresentativa.
Perchè, ad esempio, l'attacco al debito italiano è solo un tentativo ( riuscito ) di uscire dalla crisi saccheggiando democrazia e diritti.
Si è costruito uno "Stato di Necessità" tale per cui "Si devono placare i mercati", ossia si deve affidare l'agnello al lupo.
L'Italia è il paese occidentale in cui il debito è cresciuto meno dall'inizio della Crisi, mentre i mercati non hanno 'pensato' di attaccare i paesi in cui la crescita del debito sia stata esponenziale.
Ma l'Italia, come la Grecia, attraverso il Referendum sull'acqua e altre prese di posizioni forti anticorporation della sua opinione pubblica, si è mostrata pericolosamente disallineata nei confronti del predominio globale delle "Persone Giuridiche"
La Crisi non è una crisi globale, è una crisi dell'Occidente, una crisi di eccesso di Crescita.
L'Italia non ha un problema di crescita: come facciamo a crescere se non facciamo più figli? A cosa serve crescere se possiamo permetterci di cambiare cellulare ogni mese? Crescono i paesi con alta natalità. Crescono i paesi che devono risolvere i problemi primari.
L'Italia ha un problema differente: quello di ridistribuire adeguatamente la ricchezza.