29 dicembre 2012

L'Assiro e Ninive


Chi è Tiglath Assur?
Un personaggio poi non troppo indimenticabile.

* Fisicamente prestante e diverso dai suoi conterranei
* mezzo greco, così da potersi presentare ai lettori come Occidentale
* leale alla sua religione fino a sfiorare il suicidio, tipo Pio Enea.

Segue i voleri di un Dio.
E' capace di crudeltà ed anche di vigliaccheria, purchè non di fronte ad un nemico armato.
Di fronte alle donne, invece, sì.
E' un vigliacco.
Questa coppia di romanzi mi ha accompagnato per anni.
Credo di averli riletti almeno 4 volte in tandem.
Ok, non è propriamente letteratura di spessore, ma lo spessore dei due romanzi è garanzia di parecchie ore di sano svago.
Tiglath ci racconta la sua vita, lunga e ovviamente avventurosa iniziata nel palazzo reale di Ninive.
Il nostro, infatti, è un principe assiro.
Degli assiri si sa parecchio, ma non è un impero noto al grande pubblico.
Era gente che non andava troppo per il sottile nel trattare i vinti e Nicholas Guild, l'autore dei romanzi, è abile nel descrivere un mix di storia, sesso, guerra ed amore.
E' un peccato che non si sia quasi più cimentato col genere storico (Possiedo anche 'il Macedone', la storia della giovinezza di Filippo II, il papà di Alessandro il Grande,  di cui attendo ormai da anni, invano, un seguito).
Tiglath assapora la gloria del campo di battaglia, il potere, la fama e poi gli tocca di girare il mondo, emigrare, tornare a casa e ... basta spoiler.
Perchè mi piacciono questi due romanzi?
Perchè mi portano in Assiria, in Egitto, in sogno.
Perchè mi rendono quasi spettatore e non lettore.
E perchè non richiedono più di due neuroni per l'elaborazione.
E in cambio ti danno ben più di niente.



23 dicembre 2012

Fondamenta



Non c'è Vita per l' uomo senza un collegamento alla sua sorgente, senza una collocazione in una comunità di appartenenza dove il suo nome possa divenire segno di una speranza per tutta l'umanità. 
(Pierre Durande, l'Arte di Educare alla Vita, pag. 84).

12 dicembre 2012

Non esiste l'ultimo metro.

Metti una sera al comizio

Visto che ieri ho scritto una cosina sulle Primarie che oggi pare siano state ufficializzate facciamo un altro passettino avanti.
Immaginiamo che tu, caro lettore, debba scegliere tra un abbondante pugno di candidati.
Come farai?
Su che parametri ti regolerai?
Vediamo, tutti ti parleranno di creare posti di lavoro.
E tutti vorranno, senz'altro, dare un sostegno alle famiglie.
Scommetto che proporranno di finanziare il tutto con la lotta all'evasione fiscale.
Caro lettore, problemi tuoi scegliere.
Pensiamo un attimo alla storia dell'aiuto alle famiglie.
Io, ad esempio, esporrei direttamente qualche proposta per risolvere il problema degli elevati prezzi delle abitazioni.
No, tranquilli, non vi ammazzerò con la mia proverbiale logorrea, le mie proposte a riguardo le trovate già qui.
Però ...
Ecco, mi piacerebbe che i candidati alle Primarie del PD si affrontassero a viso aperto esponendo progetti di questo genere.
Come ridurre il prezzo delle abitazioni?
Io ritengo che si debba partire da un censimento degli immobili vuoti, che vada incoraggiato fiscalmente tenere una casa affittata piuttosto che vuota e che si diano alle amministrazioni comunali gli strumenti per demolire vecchi edifici e ricostruire lì abitazioni più capienti ed energeticamente efficienti senza occupare un solo centimetro quadro di suolo in più.
E poi... 
GASP! La logorrea!
Mi sono spiegato, no?

11 dicembre 2012

La Mia Candidatura alle primarie di Collegio della Provincia di Matera per il Partito Democratico

Non ci serve un miracolo.
Non ci serve un uomo forte.
Nè una ricetta magica.
Serve un gruppo di persone professionalmente e culturalmente competenti e non guasterebbe neppure che avessero un minimo di infarinatura politica, giusto per evitare di confondere  pii desideri con progetti realistici.
L'ho sostenuto spesso negli ultimi anni e credo sia arrivato il momento di incentrare su questo il nostro ragionamento:

Ci occorre una Classe Politica che non solo abbia un programma organico di riforme e provvedimenti adeguato alla situazione presente, ma anche e soprattutto che abbia ben chiaro in se il modello di Italia che si vuole costruire  per offrirlo ai cittadini.

Ed è per questo che mi candido alle primarie di Collegio della Circoscrizione di Matera per le Politiche 2013.
Per sollecitare una riflessione profonda e condivisa sull' Italia che vogliamo plasmare e sugli Italiani che vogliamo diventare.
Su quello che deve essere il frutto delle ricette proposte da tutte le forze politiche della Sinistra.
Perchè dobbiamo andare oltre l'idea della cura: 

ci serve un Progetto di Guarigione.

Ed un altro di Buona Salute della Società Italiana.
Io non ho tutte le ricette, nè tutte le medicine.
Ma ho chiara l'idea di Società che vorrei costruire.
Ed ho ancor più chiaro quanto sia fondamentale che gli italiani possano scegliere non solo tra le singole proposte o tra le immancabili promesse, ma che possano votare una nuova Speranza di Vita.

Ecco perchè mi candido.

Non per indicare una Via, ma per sollecitare un confronto differente rispetto alla 'classica' campagna elettorale.
Il Partito Democratico non può permettersi di affrontare queste storiche elezioni in maniera tradizionale, secondo il ventennale schema di opposizione a Berlusconi.
Deve offrire un orizzonte di Speranza basata sulla competenza e sulla voglia di riscatto di due generazioni di italiani che non chiedono altro che salvare il Paese e se stessi.


Ah, dite che non ci sono ancora le Primarie di Collegio?
Sempre a lamentarsi che quelli di Sinistra arrivano in ritardo e poi ...


9 dicembre 2012

Copiare se stessi: la costante universale della Sinistra vs il Papy

Lamenti, lamentazioni, angoscia e stridor di denti.
Papy torna e getta nello sconforto milioni di italiani.
Ricapitoliamo:
Papy, 20 anni fa, scende in campo e getta nello sconforto milioni di italiani.
Vince le elezioni, poi le perde, poi ritorna e getta nello sconforto milioni di italiani.
Sembra che Prodi lo abbia nuclearizzato ma poi ritorna e getta nello sconforto milioni di italiani.
Tra un'orgia ed un provvedimento pro domo sua getta nello sconforto milioni di italiani.
Travolto dall'impazienza della finanza internazionale scappa via lasciando gettare a Monti nello sconforto milioni di italiani.
Ora Papy  torna e  getta nello sconforto milioni di italiani.
Insomma, stamattina, facendo le pulizie e monitorando due cose di lavoro mi è venuto in mente che l'unica costante di questa storia è  lo sconforto di milioni di italiani.
Bacheche di Facebook, twitter, discussioni al pranzo domenicale, magari pure sul 20 notturno di ieri sera.
Che pagliacciata.
E non mi riferisco al ritorno del Papy.
Il suo è un calcolo banale, di quelli da farsi con le dita di una mano:

  1. Me ne vado: Mediaset affonda e mi mandano i carabinieri dietro.
  2. Rest: a Febbraio divento colonna del Monti bis, dato che anche se PD+SEL prendessero il 45% non potrebbero governare manco le loro liti e siccome M5S farà da blocco interdittore resto solo io a cui inchinarsi.
Facilefacilefacile.
La pagliacciata è lo sconforto degli italiani.
E la loro reazione Identica allo stesso identico problema.
Il PD ha ri-fatto le primarie.
La società civile ha ri-pubblicato i suoi post sul web.
Ma un progetto nuovo, differente, insomma, qualcosa che dimostri di aver capito la lezione ripetutaci per 20 anni 20 dall'uomo di Arcore, di aver imparato a reagire diversamente alla medesima minaccia, di questo non c'è traccia.
Cari indignados del web, fate qualcosa.
Non dico qualcosa di sinistra.
Fate qualcosa che non abbiate già fatto l'altra volta!
Almeno smettete di riciclare post  tweet et similia!
Prendete una tessera di partito, rompete le palle perchè il PD faccia le primarie di collegio per la scelta dei candidati, fate qualcosa, qualcosa di diverso, cancellate il futuro che state già scrivendo ricalcando le vecchie pagine del vostro taccuino.
Niente è scritto, purchè non si sia così pigri da copiare se stessi.

5 dicembre 2012

Saghe

Questo è l'autunno delle saghe.
Fringe.
Tiglath Assur di "l'Assiro" e "Ninive".
"Don Camillo", di cui mi sono visto i film nel week end.
Quasi quasi, anzi, mi rileggerò tutte le 1200 pagine dei suoi racconti.
Ora è il momento di Star Wars.
Poi, forse, prima di Natale, verrà il turno di Harry Potter.
Saghe.
Le trovo rilassanti.
E sono un ottimo diversivo dal dover scrivere la mia.

27 novembre 2012

Il mio voto Cristiano per le Politiche 2013

Il mio voto alle prossime Elezioni Politiche  vorrei che possa essere Cristiano.
Il "Vorrei" è condizionato dalla scarsa probabilità di trovare sulla scheda elettorale qualcuno che corrisponda minimamente alla mia intenzione di voto Cristiana.
Lo so, in Italia il voto dei cosiddetti cattolici, secondo i tiggi', appartiene a gente tipo Casini o la Binetti o agli organizzatori del family day e quella gente lì, ma è solo propaganda, l'azione politica di costoro forse obbedisce al potere temporale di varie gerarchie umane, ma di Cristiano non ha nulla. 
Cosa io intenda per voto cristiano è facile: quello che cerca di realizzare in Terra una passabile imitazione di Società Cristiana.
Ma, secondo me, una Società Cristiana non è quella in cui tutti vanno in Chiesa o l'aborto è punito per legge.
E' una società basata sulla Relazione tra uomini liberi.
Messi nella condizione di imparare ad amarsi.
Certo, i punti di partenza sono importanti:
"Partiamo dal Lavoro, no, dalla Scuola! Anche, ma pure dall'Ambiente, dall'Energia, dalla Cultura, dalla Legalità!"
Partiamo, sì, certo, partiamo!
Ma per andare dove?
Ecco, io ritengo indispensabile fermarsi a riflettere sul tipo di società in cui vogliamo vivere.
Ed io voglio vivere in una Società basata sulla Relazione tra Persone.
Per me, cioè, sinonimo di Società Cristiana.
La Società Cristiana ideale non è quella in cui l'aborto è proibito, ma quella in cui è statisticamente inutile.
Perchè educazione sessuale, contraccezione e servizi sociali avanzati lo rendono, nella prassi, superfluo.
La Società Cristiana ideale non è quella in cui i rapporti prematrimoniali costituiscono stigma sociale, ma quella in cui è possibile tornare a sposarsi a 25 anni.
La Società Cristiana ideale non è quella in cui le Chiese sono piene la Domenica, ma quella in cui le mense della Caritas sono vuote.
La Società Cristiana non è quella in cui si lascia libero il ladro (o lo si mette assieme ad altri 14 in una cella da 4), ma quella in cui gli si consente di risarcire la vittima e di non dover rubare più. 
(Nota: la Società in cui i ladri non esistono dicesi Paradiso, non bisogna esagerare con le attese...)
La Società Cristiana non è quella in cui uno dei fulcri non è il Consumo, ma la Relazione.
Relazione.
Sarebbe troppo lungo elencare i requisiti per realizzare quello che intendo per Relazione.
Potrei fare una descrizione estesissima della mia Città Cristiana Ideale.
Ma a che servirebbe?
Chi mi legge credo avrà capito.
Ho bisogno di sapere dove il mio 'candidato' vuole andare a parare.
Non solo 'come', il che sarebbe già moltissimo, dato che nessuno dei candidati alle primarie della Sinistra, o di M5S se è per questo,  mi sembra abbia uno straccio di dettaglio a riguardo.
Io voglio una Speranza.
Una speranza matematicamente plausibile di una Vita diversa dal binomio
"Vegeta e Disperati" vs "Produci Consuma Crepa "
Quindi, sì: il Software Libero è importante.
Il fotovoltaico è importante.
La Scuola è importante.
La guerra alla Speculazione Edilizia è importante.
Un lavoro degno per tutti è importante.
Ma, più importante di tutto, per me, è avere l'opportunità di vivere in Relazione col mio Prossimo.
Perchè è la base della Vita per come la intendo.
Una Vita Cristiana, appunto.

24 novembre 2012

Quel che rimane dopo le primarie

Ma guarda un po' quanta bella gente ha scoperto la Politica per queste Primarie.
Ci si agita, si esternano pensieri, si linkano le frasi dei leaders e si dribblano le armi batteriologiche di 5 Stelle, sembra proprio una bella festa, no?
Essenzialmente, è così.
E' un bel momento di Democrazia.
Io non voterò alle primarie, intendiamoci, per meri motivi logistici.
Sarebbe stato carino poter votare qui a Casalecchio, ma non avevo voglia di affidare alle Poste Italiane il mio certificato elettorale.
E, poi, queste modalità così macchinose quanto meno mi indispettiscono.
Bisogna sempre mettere l'acino di pepe che guasta la minestra, vero?
Beh, due cose separate e distinte.
Chi avrei votato se avessi potuto?
Non Bersani nè Vendola nè Renzi.
Bersani mi piace, non mi piacciono i suoi compagni di viaggio.
Ha una vision (ci tornerò) ma i suoi compagni di viaggio sono la garanzia che tale resterebbe.
Vendola mi piace di più, ma ci sono dei vuoti nella sua proposta, vuoti gravi.
La politica estera, tanto per cominciare.
Delle due l'una: o Vendola crede davvero che l'Italia NON sia nel centro del Mediterraneo (sulla linea del fronte, in altri termini) o non si cura affatto della sicurezza del Paese.
Renzi?
Lo scarto non per i suoi difetti, di cui non mi importa.
Ma per l'assenza di pregi.
"Io sono giovane"
"E come crede di risolvere il problema X e la questione Y?"
"Facendo il bravo" (traduzione di Spendiamo Meglio i fondi europei, facciamo meglio ecc.)

Deboluccio.
Non ho avuto modo di informarmi adeguatamente sugli altri candidati.
Io avrei votato Pippo Civati, ma non si è  candidato.
Peccato.
Mi piacciono i suoi progetti per l'Italia, sapete, quelle cose rarissime in Politica, in cui uno si prende la briga di descrivere pubblicamente un processo complesso per la risoluzione di problemi complessi.
Ma non si è candidato.
Andrà come andrà.
Ma quanto è rilevante come andrà?
Mettiamo che vinca Renzi.
Cosa succederà dopo?
Mettiamo che vinca Vendola.
Cosa succederà dopo?
Mettiamo che vinca Bersani.
Cosa succederà dopo?
Già.
Dopo.
Dopo cosa?
Un rito?
Cosa sono le Primarie, a lungo termine?
Le Primarie ci sono già state in passato.
E cosa hanno lasciato in eredità?
Non credo che le prossime lasceranno un'eredità differente.
L'illusione di cambiare le cose organizzando, partecipando e votando alle Primarie l'ho già vissuta.
Ho già dato, grazie.
Pensate a Gennaio.
Quanti di quelli che ora si agitano su Facebook a Gennaio muoveranno un dito anche solo per sostenere nei fatti il candidato di loro scelta che ora esaltano qua e la?
Quanti sono consapevoli che la situazione attuale non è solo responsabilità dei vari capoccia ma di tutte le teste pensanti che alla Politica non hanno avuto alcuna voglia di pensare?
Scoprirla per le Primarie è troppo comodo E troppo tardi.
Per queste Primarie.
Votate.
Ma, poi, agite.
Vita Natural Durante.

17 novembre 2012

Un Polpo alla Gola




Due ore a San Pardo.
Due ore passate a leggere questa graphic novel con gli occhi, due ore indietro nel tempo nel parco degli ulivi che, nel 1980, era di fronte la Scuola Elementare di San Pardo.
A Matera.
Ora lì c'è solo cemento.
Ma la mia infanzia è tornata a trovarmi senza malinconia, leggendo questo secondo libro di Zerocalcalre.
Non è la nostalgia del passato che mi ha regalato, ma la tenerezza di un bambino che imparava a distinguere il bene dal male. Ed il ricordo di amicizie che si sono trasformate nel tempo e che magari scopri trent'anni dopo ancora saldissime. 




E' stato bello leggere, è stato bello ricordare, è stato bello guardare avanti dopo aver chiuso l'ultima pagina.
Bravo, Zerocalcare, grazie ancora.

11 novembre 2012

Sintomi Preoccupanti

E' iniziato tutto ignorando la questione della Provincia di Matera.
Avevo iniziato a scrivere un post in cui mi interrogavo su quanto davvero sia grave la chiusura della Provincia rispetto ad altri problemi e provocavo i lettori su quanto magari saremmo fortunati se, assieme alla Provincia, svanisse la gigantesca emorragia di denaro pubblico gettata negli stipendi parassitari di tanta parte della Pubblica Amministrazione Locale.
Cioè, voi lo sapete,  vero, che ogni Pubblico Dipendente inefficiente e/o dannoso e/o pleonastico ipergarantito negli orari di lavoro e nei diritti sindacali implica lo stato di disoccupazione e/o lo sfruttamento di parecchie altre persone? 
Questo fatterello lo possiamo dare per acquisito, vero?
Quindi concludevo il mio pezzo con qualcosa tipo "Vada pur via la Provincia se assieme cadano anche le migliaia di filistei di cui sopra".
Poi, ho cancellato il post.
"Ma chi me lo fa fare di mettermi a litigare? Ho ben altro da fare in questi giorni!"
Le cose si sono aggravate con le primarie del Partito Democratico.
Bersani, Renzi, Outsiders, Vendola, le regole, la registrazione al portalone, il senso delle cose, i dispettucci, tutte informazioni che mi entrano da un orecchio per uscire subito dopo dall'altro.
E anche qui ci ho provato, scrivendo qualcosina su Vendola che chiede diritti per le bambine afghane nella stessa frase in cui chiede di consegnarle ai Taleban ritirando quello schifo di contingente che teniamo laggiù.
Ma è un problema mio questo? 
Dico, che un candidato alle Primarie non abbia alcuna idea dei fatti della vita? 
Certo che sì, ma io che ci posso fare?
E neppure le tragicomiche vicende del Movimento 5 Stelle locale e nazionale degne del miglior direttivo PD, mi hanno spinto anche solo a togliermi qualche sassolino dalla scarpa.
Dulcis in fundo, la notte elettorale americana non mi ha provocato il minimo brivido emotivo.
E' grave?
E' grave questa sensazione non di rigetto, ma di irrilevanza di ogni parola letta, ascoltata, pronunciata e scritta?
O è solo un'intossicazione momentanea? Una indigestione, un riposo, un respiro?

O, forse, è la politica che mi ha reso impossibile appassionarmi alla Politica?

Kobo Glo, un e-reader coi baffi


Ci sono cascato Il mio Sony Reader funziona ancora piuttosto bene, durata della batteria a parte. Complice la classica megaofferta da centro commerciale annesso a libreria mondadori ho ceduto. Il Koblo Glo è largo 11,4cm x 15,5 ed è spesso meno di un centimetro. Le dimensioni effettive dello schermo sono di 9 x 12 cm, i dettagli tecnici li lascio alle riviste specializzate, però ci tengo a raccontarvi che lo schermo e-link è di ultimissima generazione ed è di una nitidezza mai vista prima. Inoltre, è illuminato... Parentesi: i tablet, i monitor dei pc e dei portatili sono retroilluminati per definizione. Stancano la vista. Gli schermi e-link degli e-book readers non sono lcd, quindi, ad esempio, io lavoro al computer con gli occhiali, sennò non vedo niente, ma leggo libri ed e-book senza. Al buio, però, gli e-book sono illeggibili, esattamente come i libri di carta. Quindi, di sera, serve una lucetta per leggere gli e-book reader. Beh, il Kobo Glo ha un sistema di illuminazione integrato dello schermo. Comodissimo, quando si legge a letto! Inoltre, lo schermo è un tuch controllato mediante infrarossi, quindi può essere anche usato coi guanti: farò la prova quest’inverno... Il lettore ha solo due pulsanti fisici: quello di accensione - standby e quello per attivare l’illuminazione. Ora, veniamo ai formati. Il Glo legge praticamente tutto, incluso il blindato e proprietarissimo .mobi di amazon. Qui, però, scatta l’applauso: il Glo legge anche i CBZ ed i CBR, i formati su cui sono distribuiti sul web i fumetti... Cioè. Vi rendete conto, vero? Il Kobo permette di leggere abbastanza comodamente fumetti, anche grazie allo slot MicroSD che consente di immagazzinare altri 32 GB di dati oltre al GB e rotti consentito dalla memoria interna. Che va benissimo per gli ebook, un po’ meno per i fumetti, di gran lunga più esigenti in fatto di spazio. Quindi, lo slot microsd, cade a fagiolo. Alla prima accensione il mio Kobo ha chiesto di connettersi al wifi domestico e ha scaricato l’aggiornamento del firmware. L’interfaccia tattile non è intuitivissima, si deve fare un po’ di fatica per ottenere l’elenco dei propri e-book, il tutto è studiato più per accedere al portale http://www.kobobooks.it/ che a gestire i files locali. Ma la lettura è piacevole con questo schermo così nitido e rapido nel cambio di pagina. Per cambiare pagina basta un ‘tap’ sul lato destro dello schermo (ma la cosa è personalizzabile) ed è facile cercare una parola sul dizionario, basta premerci un polpastrello sopra. Non ho esplorato molto il portale, esiste una applicazione desktop ed una per dispositivi mobili, è possibile acquistare gli ebooks e sincronizzarli via wifi e via pc con l’ebook reader. Il Glo è basato su un ecosistema aperto, quindi ha il vantaggio di un portalone per acquistare gli ebook (by Mondadori) assieme a quello di non avere alcun vincolo di formato come capita al cugino Amazon (praticamente identico nell’hardware). Inoltre, ecosistema aperto implica l'esistenza di una comunità di sviluppatori pronti lì con firmware alternativi e migliorati... Piccola chicca: nel menu extra è presente un browser per navigare sul web a 16 toni di grigio ed anche alcuni giochi tra cui gli scacchi. Insomma, se non avete un ebook reader il Glo è davver un’ottima scelta, se ne avete uno di vecchia generazione e vi piace l’idea di uno schermo illuminato, il Glo è l’ereader che fa per voi. Se lo comprate a breve dovrebbe essere ancora valida l’offerta Mondadori di 3 ebooks (scelti tra 9 best sellers) inclusi con il lettore. Nota negativa? Il logo Mondadori come screensaver: non è un bel vedere...


5 novembre 2012

1Q84: L'Amore, naturalmente

Ieri sera ho portato a termine la monumentale lettura della seconda (tecnicamente la terza) parte del romanzo di Murakami.
In Italia le prime due parti sono state pubblicate in un unico volume a cui è seguita quest'anno la pubblicazione della terza parte in un secondo volume.
Massimo dei voti, nonostante un centinaio di pagine abbondanti piuttosto noiose all'inizio del libro 3.
Perchè mi piacciono carnalmente i romanzi di Murakami?
Perchè leggere le sue pagine ti fa un effetto semplice ma potente.
Esci dalla tua Vita e non leggi: parli.
Gli occhi leggono, la mente parla coi personaggi.
Nei romanzi di Murakami la trama è un pretesto.
Un pretesto per mettere in contatto menti e cuori.
E alla fine la ricetta è semplice semplice.
Amore, quant'è semplice questa parola.
Definire l'Amore è roba da poeti o da amanti, poi ci sono gli scrittori che parlano d'Amore.
Murakami non parla d'amore.
Sono i lettori a leggerne.
Semplice, no?

3 novembre 2012

Spore Emigranti. L’Alfa e l’Omega


So che in molti attendono un mio commento sulla mia non certo volontaria ed entusiastica emigrazione.
Beh, piano piano, a pezzi e bocconi, sono riuscito a mettere assieme un ragionamento che spero sia sensato.
Andar via non è stata una vera scelta.
Restare o andare. Se resto mi devo accontentare di un lavoro meno qualificato e di servizi inferiori, se vado lavoro, reddito e servizi saranno superiori ma perdo la mia Terra e la mia Comunità... 
Mica è stato questo il ragionamento che ho potuto fare.
No, bisognava andare e basta!
Grazie al perverso meccanismo dei contributi minimi di Inarcassa, per esempio, non mi era rimasta altra scelta che trovare un lavoro entro poche settimane o fronteggiare i mastini di Equitalia.
Magari ci si aspetta che spari fuoco e fiamme, che inveisca, che sfoghi in parole scritte la rabbia.
Ma di quella rabbia non c’è traccia, qui, a Nord della Linea Gotica.
Solo pietà.
Andiamo con ordine.
Io non me ne sarei mai voluto andare da Matera.
Ho fatto di tutto per  potermi costruire una vita ed una carriera accettabili a Matera.
Sognavo una vita fatta di lavoro, scoutismo ed impegno sociale.
E domeniche passate tra un Reparto, una famiglia e gli amici.
Ho combattuto tantissimo per questo, ma non sono riuscito a raggiungere questo risultato.
Io non ci sono riuscito.
Non c’è stato un complotto mirato per impedirmelo.
Quindi, non intendo incentrare il mio racconto su quanto siano state stronze le circostanze.
Lascio volentieri ad altri il pianto greco.
La mia storia inizia con la chiusura dell’azienda per cui lavoravo a Taranto.
E’ passato un anno da allora.
E dopo quest’anno di battaglie ho dovuto prendere la via del nord.
E’ stato un anno di guerra.
Vi racconto un  esempio spero paradigmatico: a Gennaio rispondo ad un annuncio di lavoro di un'azienda privata pugliese. Dopo 14 minuti dall'invio della mail vengo contattato telefonicamente e mi si fissa un appuntamento. Seguono i rituali tre colloqui e proposta di assunzione finale. Sembra tutto a posto ma si deve aspettare “l'ok burocratico” del principale cliente dell'azienda per la cui commessa verrei assunto. Un Ente Pubblico con sede in Basilicata. Certo, in prospettiva si prevedono altri  incarichi presso altri clienti, ma, per ora, si deve iniziare da lì. Da febbraio 2012, fino a Luglio, il vostro ingegnere aspetta paziente tenendosi in contatto periodicamente con l'azienda barese che avrebbe davvero bisogno di inserirmi lì dove vorrebbe. Ma l'”Ok burocratico” non arriva, finchè, a  Luglio, è ormai evidente che  non arriverà mai. Giusto per colmare la misura vengo ufficiosamente informato del fatto che un pezzo di quello che avrebbe dovuto essere il mio lavoro su server Linux lo sta facendo, invece, un consulente esterno che fa il pendolare dal Nord Italia. 
E’ stato quando ho ricevuto questa notizia  che ho deciso di emigrare... 
E di esempi come questi ne potrei descrivere altri: finanziamenti per bandi vinti e mai arrivati o, tanto per riderci su, un contratto da me firmato con un ente pubblico per un lavoro di breve durata (1 mese) che mi ha obbligato a mantenere aperta la partita iva, che doveva iniziare subito dopo la firma per poi essere rimandato sine die di settimana in settimana senza spiegazioni impedendomi, per mesi, di impegnarmi altrimenti: per completezza di ragionamento, sappiate che l'azienda pugliese di cui sopra avrebbe voluto offrirmi un breve contratto su Bari sperando che la situazione lucana, nel frattempo, si sbloccasse, ma ho dovuto rifiutare proprio a causa di questo contratto già firmato di cui poi non si è saputo più nulla. 
Io, gli impegni con lo Stato (Inarcassa, Ordine degli Ingegneri, fisco) li devo rispettare, ma, ovviamente, non vale il viceversa.
Chissà cosa sta facendo, ora, in questo momento, il dipendente pubblico responsabile di questo evento.
Sarà tranquillo a casa sua coi pensieri di tutti gli uomini...
Già...
Il succo del discorso è che un lavoro avrei anche potuto trovarlo se non fosse stato per la Repubblica Italiana e per i suoi ‘servitori’ locali, in questo caso.
O se avessi voluto ‘accontentarmi’.
Ma ad un certo punto ho detto basta.
Da un giorno all’altro.
Non ce la facevo più a vivere in questa sospensione del tempo omicida.
Mi sono reso conto di non essere riuscito a raggiungere l’obiettivo e che bisognava cambiare strategia e tattica.
Questa cronaca non sarebbe completa senza affrontare l’argomento “Partito Democratico”.
Come credo sia evidente dai fatti, il mio non è stato un tentativo clientelare, nè, purtroppo, un tentativo riuscito.
Tentativo di cosa?
Ma di fare Politica.
Non di riformare, aggiustare, sistemare, ripristinare, correggere.
Solo di agire in base ad un pensiero meditato.
Ho consumato molte energie nella Segreteria del Partito Democratico Materano e non sono affatto soddisfatto dei risultati.
Di risultati pratici, praticamente, non ce n’è.
Politicamente, invece, qualcosina c’è.
Roba simbolica, si intende.
Ma concreta in un momento storico in cui idee realizzabili sembrano tabù nella Politica.
E’ stato dimostrato che è possibile parlare di argomenti come le energie rinnovabili, le nuove forme di lavoro, gli spazi di aggregazione giovanile, la speculazione edilizia e l’ovvio software libero anche nelle stanze del Direttivo del Partito Democratico materano.
Insomma, se un simpatizzante del PD volesse sapere se casomai qualcuno nel PD di Basilicata abbia mai parlato di altro rispetto al solito potrebbe andare a dormire tranquillo, se ciò gli bastasse per conciliarsi il sonno.
Il che, ovviamente, non può essere.
Questa esperienza mi ha lasciato un sapore agrodolce.
Quello di una vita agra per ignavia di ben precise scelte fondate su paura ed egoismo a breve termine.
E dolce per l’incredibile ricchezza umana di chi cerca l’incontro anche dove, secondo i moderni canoni del nuovo che avanza, ci dovrebbe essere solo violento e spietato scontro.
Le persone del Partito Democratico che porto nel cuore non sono poche e mi hanno insegnato molto.
Per me l’esperienza in Segreteria è stata una vera e propria scuola di Politica, ma, come per tante altre cose, anche di questa esperienza ne usufruiranno altre Comunità.
Ne ho già parlato precedentemente nel mio blog, ma ora vorrei quantificare un minimo.
Cosa perde Matera dalla mia emigrazione?
Una certa competenza tecnica in ambiti specialistici: sistemi aerospaziali, impianti fotovoltaici, sistemi IT piuttosto sofisticati e capacità di gestire le infrastrutture IT con sistemi open source.
E ho potuto constatare che parte di queste competenze si sono quasi estinte sul territorio materano.
Un Capo Scout brevettato: ad occhio, direi che una ventina di ragazzi materani all’anno non potranno correre lungo il sentiero educativo scout.
I Boy Scout sono spesso pubblicamente derisi, ma le liste d’attesa dei gruppi materani sono sempre ben satolle e lunghe ...
Più una discreta capacità di operare nel sociale e nel volontariato aggiuntive allo scoutismo (vedasi PD e Linux Day ad esempio).
Tutto questo ora passa a Casalecchio.
Il resto appartiene al privato.
L’unica sofferenza inquantificabile.
E di cui ritengo fuori luogo parlare ulteriormente qui.
Alla fine una cosa l’ho capita:
cambiare le cose non è impossibile, a patto che si lasci perdere l’idea di cambiare le cose.
Possiamo cambiare solo noi stessi.
Non gli altri.
Ecco perchè, ultimamente, sto passando molto tempo a pensare ai miei errori.
E ho praticamente smesso di pensare a quanto i i fattori esterni abbiano danneggiato il mio tentativo di vivere a Matera.
No, mi sono convinto che analizzare le altrui mancanze e le altrui scorrettezze sia tempo perso.
Mi sono laureato, sono tornato, ho cambiato un paio di lavori, è successo quel che è successo e francamente la domanda che ritengo abbia senso è: “Dove ho sbagliato?”
Cosa avrei potuto fare diversamente?
Per esempio, anche la recente vicenda del Linux Day materano, se ci penso la prima cosa che mi chiedo è:” Dove ho sbagliato? Cosa ho fatto di sbagliato che ha impedito la nascita di una Comunità vitale ed autosufficiente?” 
E’ un dato di fatto.
Sono stati i miei errori a costringermi all’emigrazione.
Io ho sbagliato a fidarmi di imprenditori scorretti, io ho sbagliato nel mettere energie in cause perse, io ho sbagliato nell’impiegare il tempo in iniziative controproducenti.
Sono i miei errori che pago, non l’indifferenza e l’egoismo di altri.
L’indifferenza, i sorrisetti di compiaciuta commiserazione (finchè parli di spostare qualche centinaia di migliaia di €uri dalle tasche di Micro$oft a quelle dei laureati materani, ma appena inizi a parlare di cemento e mattone subito si accende la spia rossa e diventano sorrisi zannuti), l’ignavia pervicace mi suscitano solo pietà.
Poveretti coloro che avrebbero dovuto semplicemente lasciar fare, neppure fare.
Ma la cui paura li ha dominati fino ad impedire che altri agiscano per il bene comune.
Un mese fa mi sono messo in macchina e sono partito per il Nord.
Statisticamente, altre 4 persone hanno lasciato la Basilicata con destinazione Nord quello stesso 3 Ottobre.
Molte relazioni si sono lacerate quel giorno.
E altre sono nate subito dopo.
Ma il più grigio e squallido cielo padano è senz’altro più colmo di Speranze rispetto all’azzurro più puro che si staglia sul più bello degli scorci del Parco della Murgia.
Inseguiamo la Vita e lasciamo indietro Nostalgia a combattere in retroguardia.

26 ottobre 2012

Spore emigranti: spora 3, il Linux Day 2012,

Per la prima volta in 6 anni l'ultimo sabato di Ottobre mi vedrà a spasso invece che impegnato nei frenetici preparativi per il Linux Day.
Il Linux Day è un evento che mi ha dato molto.
Umanamente.
Le persone che ho conosciuto organizzando quelle poche ore ogni anno mi hanno cambiato la vita.
Quest'anno ci abbiamo provato, ad organizzare il Linux Day nonostante tutto.
Ma non è andata.
O, meglio, ho appreso ieri che qualcuno un Linux Day l'ha organizzato davvero a Matera.
Gli faccio i miei auguri.
Ma questo episodio è un'ennesima dimostrazione della debolezza strutturale della Società Materana.
Per settimane gli organizzatori del Linux Day hanno cercato aiuto, supporto, qualcuno a cui lasciare 'le chiavi' della macchina, ma niente. Scarsi riscontri.
Poi, a 24 ore dall'evento, si scopre che qualcuno un Linux Day l'ha organizzato, senza farne punto parola sul sito istituzionale del locale LUG o su facebook.
Un ennesimo esempio di politca dello zero a zero.
Davvero, non capisco. Io sto con le chiavi di un'auto (non mia) gridando che voglio cederne  la guida ma c'è sempre qualcuno in giro disposto a spaccare il vetro e rompere il bloccasterzo piuttosto che prendere le chiavi dalle mie mani.

Quasi quasi installo Windows 8 :P


19 ottobre 2012

Bologna, l'Agesci, sorrisi lontani

Bologna ti accoglie bene.
Col sorriso.
Sorridono tutti.
I colleghi, i vicini, le persone sull'autobus e le cassiere dei supermercati.
Se, al centro commerciale, studi più di dieci secondi un'etichetta una signora magari si fermerà a chiacchierare con te tra le corsie dei templi moderni.
Ma Bologna ti accoglie anche con una Comunità Capi aperta e pronta a spalancarti le porte.
Purtroppo ho poco tempo per descrivere in dettaglio la bella serata di questa settimana in cui sono stato ospite della Comunità Capi del Casalecchio 1.
E' stata una riunione preparata con cura proprio sul Progetto Educativo di Gruppo ed il ruolo della Comunità Capi.
Il linguaggio, i contenuti, i sorrisi, mi sono stati subito familiari.
Bologna è accogliente, è vero, ma niente è accogliente come una casa ed una famiglia.
E l'Agesci è anche casa e famiglia per chi è lontano dalle proprie.


10 ottobre 2012

Spore Emigranti. Spora 2: tamburi lontani


Laggiù stanno succedendo ovvie e ripetitive cose turche in ambito che non definirei di urbanistica se non parecchio ubriaco.
Sul merito ho poco da ripetere rispetto a quanto scritto tante, troppe volte, su questo blog.
Censimento delle case vuote e sfitte da parte di un ente indipendente, primo ed indispensabile passo antecedente alla costruzione di un singolo pollaio.
Ma non è di questo che voglio scrivere.
Ecco:
Vale la pena anche solo leggerle certe notizie?
La domanda non è retorica.

1 ottobre 2012

Spore Emigranti. Spora 1: il vuoto professionale

Facciamo finta che il post sull'emigrazione io l'abbia già scritto e voi già letto, così come quello sul PD Materano ecc ecc ecc.
Magari li scriverò, una volta sistematomi.
Invece ora scrivo due righe su un fenomeno in cui mi sono imbattuto, appunto, emigrando.
Quello dell'assenza di un successore professionale.
Intendiamoci, non è che io abbia un parco clienti gigantesco, quindi statisticamente la cosa forse non fa testo.
Però, ad esempio, fino all'anno scorso sapevo che più o meno eravamo in tre a fornire un certo tipo di servizi IT entrato sull'Open Source e su GNU/Linux.
Quando si è trattato, quindi, di chiudere i contratti coi miei tre clienti tre, ci siamo trovati nell'imbarazzante situazione di non avere altri professionisti sotto mano disponibili a gestire il passaggio di consegne.
E non sto parlando di particolari soluzioni Linux, ma di banali faccenduole Windows!
Almeno non su Matera.
Pare che sia arrivato buon ultimo anche nella corsa all'emigrazione
Solo su Bari abbiamo trovato qualcosa, ma con disponibilità e prezzi ben diversi da quelli abituali.
Consentitemi la polemica col sorriso: è sempre molto divertente assistere all'illuminazione di persone che scoprono lì per lì che i costi di trasferta non li paga Zio Paperone e che quel lavoro fatto alle 11 del mercoledì può costare anche il triplo se fatto alle 9 del Sabato...
O che la 'reperibilità' è un servizio che si conttrattualizza prima e si paga poi!
Ovviamente fermi tutti: il mio mercato è troppo piccolo per poter generalizzare più di tanto, so solo che per garantire configurazione e progettualità del dato sistema X (anche basato su Windows, eh) le competenze locali si sono apparentemente estinte.
Lascio ogni considerazione ai miei sessanta lettori quotidiani ...

27 settembre 2012

Sallusti, la Diaz ed il gelato alla crema

Ho preso atto senza dolore della condanna di Sallusti al carcere per diffamazione.
La vicenda è complessa e mi spinge a qualche considerazione di merito e di metodo.
Primo punto, quello banale.
A chi è utile che quest'uomo vada in carcere?
A me, no.
Alle vittime dirette del reato neppure.
A noi tutti un altro detenuto costerebbe circa € 250,00 al giorno.
Se qualcuno mi dovesse (facciamo le corna) aggredire e procurare un danno fisico e materiale a me interesserebbe per caso qualcosa del suo destino?
A me interesserebbero due cose: essere risarcito completamente ed abbondantemente da costui e che mi venisse garantita l'irrepetibilità del gesto verso di me e verso altri.
In genere, questa seconda necessità è garantita dalla Società con l'incarcerazione.
Ma non sempre.
E non per tutti.
Quindi, no, grazie, ritengo che non sia di alcuna utilità che quell'uomo sia incarcerato. Quell'uomo come gran parte dei detenuti italiani.
Vi è, poi, la questione della 'libertà di informazione', ossia del 'reato di opinione'.
Questa è una cosa seccante.
Mi fa incazzare parecchio che si considerino certi lucidi tentativi di mentire al pubblico come 'opinioni'.
"Mi scusi, lei preferisce il cioccolato o la crema?"
Questa è un'opinione.
Ma affermare falsità risibili per scopi personali mica è un'opinione.
Se è successo il fatto x ed uno scientemente afferma che invece è succeso y mica è un reato di opinione quello che hai commesso, hai detto una balla e maggior ragione è una cosa grave quanto più tu guadagni dalla balla a danno di chi da questo fatto ne riceve grave offesa.
Le opinioni sono una cosa, le menzogne infanganti un'altra.
Ancora non considero utile a nessuno che Sallusti vada in carcere.
Ma non è stato condannato per reato di opinione.
Ma per una gravissima aberrazione della realtà.
Io posso anche pensare che la Terra sia piatta, purchè non minacci con violenza chi ritiene che sia rotonda.
Un ultimo punto.
La Repubblica Italiana ha inflitto punizioni corporali con danni permanenti a decine e decine di giovani innocenti, incolpevoli, torturati e massacrati senza processo alcuno nella Scuola Diaz e nella casema di Bolzaneto da Pubblici Ufficiali quasi tutti ancora adesso, in questo istante, in servizio presso la Repubblica Italiana.
Sallusti ha avuto tutti i modi ed i tempi per difendersi e ha negligentemente ignorato tali possibilità.
Quanti nonsallusti sono in galera, magari innocenti, per molto meno, senza aver avuto un millesimo delle possibilità difensive del nostro 'fantasioso' direttore?
Se pur  la Repubblica Italiana, col plauso del Sallusti & C., si è permessa di pianificare ed attuare "La peggior sospensione delle libertà civili in Europa dai tempi della Seconda Guerra Mondiale", saremo noi favorevoli ad un insensato contrappasso?
No.
Ma non in silenzio.
Se l'innocenza ha meritato la minaccia di stupro col manganello, fratture e denti rotti, violenza indicibili, cosa meriterà, in Italia, l'atroce menzogna speculativa di un uomo potente?
Neppure il carcere? Sia pure.
Ma non in silenzio.
Che si sappia, che sia chiaro a tutti quanto questa cagnara su questa condanna sia non ingiusta, ma inutile.
Meglio il silenzio di fronte alle gigantesche ingiustizie perpretate dalla Repubblica ai danni degli innocenti.
Cari giornalisti, chiedete pietà ma non sporcate il vocabolario attribuendo reati d'opinione dove opinione non ce n'è.

18 settembre 2012

Se.



Leggere cadono, parole senza anima
non ho che ricordi ormai, nè sogni da dividere
ma parlami forte, parlami ancora, parlami e forse...vorrei.

Vuote rimangono, parole senza anima
non ho più lacrime nè mani per tenermi qui
ma parlami forte, parlami ancora, parlami e forse...vorrei...vorrei.

Se questa terra fosse mare,
se questa pioggia non facesse così male,
io tenterei...vorrei.

Karma, 1994

16 settembre 2012

16 Settembre 2012, ci vediamo, ciao.




ed i Rosai rifioriranno ad ogni Primavera fino alla Primavera che non finisce, dove non ci sarà più nè inverno nè notte.

14 settembre 2012

Lettera a Radio Tre su Materadio 2012: i sommersi e i pagati.



Spettabile Redazione di Radio Tre,

mi chiamo Angelo Giordano e vi scrivo da Matera.

Sono impaziente di potervi accogliere nella mia Città la prossima settimana per potervi anche vedere, oltre che ascoltare, come faccio tutti i giorni.

Sono, infatti, un vostro fedele radioascoltatore da molti anni.

Vi segnalo, quindi, un piccolo episodio che mi ha fatto riflettere e su cui chiedo il vostro parere.

Ho letto sul web (via twitter, per la precisione, con re-indirizzamento su http://www.matera-basilicata2019.it/it/news/195-cercasi-volontari-per-materadio.html) che, per l’organizzazione di Materadio 2012, occorrerebbero volontari.

Tanti volontari.

Volontari anche qualificati, capaci di parlare inglese e fare traduzioni simultanee.

Radio Tre è sempre molto attenta a trasmettere, nei suoi programmi, un’idea di Cultura capace di produrre reddito e ricchezza ed è anche sempre molto attenta a denunciare l’insostenibilità della situazione dei giovani laureati italiani. Pertanto, chiedo la vostra cortese opinione sull’opportunità di pianificare Materadio 2012 ‘contando’ sul lavoro non retribuito di alcune decine di giovani qualificati tanto da poter effettuare traduzioni simultanee da altre lingue.

Anche io, ad esempio, cerco volontari per l’organizzazione del sesto Linux Day materano.

Ma, per il Linux Day, tutti gli organizzatori, nessuno escluso, operano gratuitamente.

Non abbiamo 'stipendiati e non', ma solo volontari.

Non sarebbe stato più opportuno, forse, prevedere di dover pagare il lavoro qualificato che, invece, viene qui richiesto gratuitamente?

Ovviamente, non imputo a Radio Tre un desiderio di sfruttamento dei giovani intellettuali meridionali, ma mi piacerebbe porre alla vostra attenzione il tema di come sia ‘facile’ trovarsi ad essere, nostro malgrado, parte attiva nel meccanismo di sopraffazione di questa generazione perduta.

Grazie per il vostro lavoro quotidiano, per me e per tanti come me è Speranza.

Addio Fabbrica Italia e grazie per tutto il pesce

La quadratura del cerchio è in vista.
Lo Statuto dei Lavoratori 'sotto osservazione' di Monti.
L'attacco a quel che resta dello Statuto dei Lavoratori è la seconda faccia della stessa medaglia:
La Dottrina Marchionne portata alla sua logica conclusione.
Cinesizzare l'Italia, invece di Germanizzarla.
Marchionne va oltre: butta fuori la FIOM perchè 'incompatibile con Fabbrica Italia'.
Perde regolarmente in tribunale coi suoi comportamenti antisindacali.
Ottiene tutto quello che aveva chiesto per poter finalmente investire i vantati miliardi di € in "Fabbrica Italia", inclusa uscita da Confindustria.
E poi?
E poi marcia indietro.
Avuta la grazia gabbato lu santu.
Niente più "Fabbrica Italia".
Perchè 'il mercato' non consente.
Ma chi ha freso così debole 'il mercato'?
Chi ha sbriciolato il reddito degli italiani per poter, non sopravvivere, ma aumentare i profitti personali di poche migliaia di eletti?
E' piena la cronaca di industrie delocalizzate, industrie non in passivo, ma attive, efficienti, i cui proprietari non si accontentavano più di guadagnare 10 al netto delle tasse, volevano 15.
E delocalizzano.
Salvo, poi, rendersi conto di non avere più clienti a cui vendere la merce delocalizzata.
Ecco la Dottrina Marchionne: miliardi di guadagno per pochi, povertà per molti, salvo poi lamentarsi in pubblico di un 'mercato' che non c'è.
Avendo in mano la pistola fumante con cui lo si è ucciso.
La Cina è davvero vicina...



13 settembre 2012

L'eterna Morte del Mediatore

Nel 1934 un'organizzazione ebraica statunitense organizzò una campagna di stampa e di altre iniziative di protesta contro il governo nazista.
I gerarchi nazisti si infuriarono e convocarono l'ambasciatore USA in Germania per inveire  contro le manifestazioni antinaziste. Ho parlato qui del saggio che racconta l'esperienza dell'Ambasciatore USA William Dood nella Germania Nazista degli anni 30.
Dood, di fornte alla veemenza della protesta nazista rimase stupefatto.
Dal suo punto di vista, infatti, era piuttosto evidente che convocare l'ambasciatore USA o il presidente della camera di commercio Turca era la stessa cosa se si voleva discutere della libertà di pensiero e di manifestazione negli Stati Uniti.
Man mano che la conversazione andava avanti, Dood si rese conto con crescente orrore che i suoi interlocutori nazisti non erano semplicemente in grado di comprendere che negli USA un cittadino poteva dire e fare quel che gli pareva nell'ambito di cui si stava discutendo senza che il governo USA fosse minimamente interessato e titolato ad esprimere qualsivoglia parere o censura.
Il concetto di Libertà Individuale non era  presente nel pensiero dei nazisti.
Tutto qua.
Come meravigliarci, quindi, del fatto che un uomo di Dialogo, di Pace, di Comprensione, come l'ambasciatore USA in Libia Chris Stevens, sia stato ammazzato per 'protesta' contro una boiata prodotta da estremisti antislamici negli Stati Uniti?
Mica gli 'offesi' hanno fatto una colletta per assoldare un killer e punire il blasfemo estremista!
No.
Ammazzano l'uomo del dialogo.
Semplicemente perchè per loro non esiste dialogo e non esiste differenza tra un uomo colto, sacro perchè ambasciatore, ed il loro vero antagonista - gemello, l'estremista antislamico.
L'ambasciatore USA in Libia, causa cecità psichica, è contiguo all'estremista antislamico. Mentre è vero il contrario: è l'estremista antislamico parente stretto degli islamisti violenti.
Ma siamo sicuri che vada così solo altrove?
Non è forse sempre stato di moda ammazzare i mediatori?
Non i moderati, quelli sono un'altra categoria.
(La parola 'moderato' in Italia è ormai inutilizzabile nell'accezione originale causa inquinamento similradioattivo)
I Mediatori.
Quelli che si sforzano di comprendere il punto di vista altrui e di espor loro quello di terzi.
Guai a volersi ostinare a mediare con estremisti violenti.
Si diventa in fretta bersagli perfetti.

12 settembre 2012

Il Coraggio delle Aquile

Ho acquistato questo film per un motivo semplice: è uno dei pochissimi film sullo scoutismo non girato in chiave caricaturale.
Oltre a questo bel film francese ricordo il Disneyano "I Ragazzi di Camp Siddons" ed un vecchissimo film in bianco e nero con protagonista un ragazzino adottato e storie di riformatorio ed hyke nella neve che ricordo a sprazzi e di cui non ho mai ritrovato il titolo...
Il Coraggio delle Aquile è un film, lo dico subito, in cui gli adulti non fanno una bella figura.
I Capi Scout di questi ragazzi sono piuttosto sconsiderati e si meriterebbero una bella tirata d'orecchie, ma non divaghiamo.



Questo film mi è piaciuto tanto perchè descrive alla perfeziona la vita di una squadriglia.
Lo so, lo stereotipo vorrebbe dipingere i 7-8 ragazzini tra i 12 e i 16 anni come angioletti noiosi intenti a strimpellare la chitarra ed altre amenità che vi potete immaginare.
Una squadriglia maschile, invece, è un luogo di grande solidarietà ma non certamente di parlar forbito e di ascelle lavate.
I rapporti tra ragazzi, a quell'età, sono assolutamente diretti e anche sporadicamente violenti.
E l'argomento principale delle conversazioni non è sicuramente il pensiero di B.P. o commenti sulle Parabole del Vangelo.
La parola "Tette" viene citata più frequentemente, di gran lunga più frequentemente della parola "Mamma".
Per fortuna.
Ecco, in questo film i ragazzi parlano come parlavo io alla loro età nelle Squadriglie Mustang e Volpi del Glorioso Sagittario, Matera 1.
In questo film c'è poco o nulla di costruito e la retorica non sa nemmeno dove stia di casa.
Avventura e scoperta della Responsabilità del Prossimo come fondamento della Vita.
Solidarietà del cuore e non dei gesti.
Il film è tratto da una storia vera, il regista è stato scout e ha voluto portare sul grande schermo le sue esperienze dell'epoca.
La Francia è in guerra, la Guerra D'Algeria. Un incubo che incombe sulla squadriglia in generale e su un ragazzino in particolare dato che ha un fratello nell'esercito di occupazione.
E, poi, la montagna, nelle parole del Regista:
"Bella, seducente, indomabile e terribilmente pericolosa, simboleggia in qualche modo l'elemento femminile. La montagna è dunque la donna in tutto il suo splendore, in quello che può avere di pericolose e inaccessibile."
Il Coraggio delle Aquile è un film realistico, pieno di calore.
Se siete stati scout riconoscerete ogni dettaglio della vita di squadriglia.
Se non lo siete mai stati scoprirete come vanno davvero le cose tra i ragazzi oltre gli stereotipi autoqualificanti.
Da vedere e conservare.