22 gennaio 2012

18 Gennaio 2012


GIUDICE - Imputato, alzatevi! Come vi chiamate?

IMPUTATO - Rossi Alberto, nipote di Rossi Pio.
GIUDICE - Di che cosa siete accusato?
PUBBLICO MINISTERO - Per l'appunto, signor Giudice, l'imputato è accusato di avere gravemente offeso suo zio. 
Si figuri che in un tema in classe ha scritto: Lo zio è il padre dei vizi! 
I testimoni sono tutti concordi: il signor zio è un modello di virtù. 
Non beve, non fuma, non si asciuga i piedi nell'asciugamano delle mani, non prende il sale con le dita, non si mette le dita nel naso, non ficca il naso negli affari altrui.
GIUDICE - E vero tutto questo? Imputato, rispondete.
IMPUTATO - È verissimo, signor Giudice.
GIUDICE - E voi avete osato scrivere nel vostro tema che - questo cittadino esemplare è, nientemeno, il padre dell'invidia, dell'avarizia, della gola, dell'ira?
IMPUTATO - Ma, signor Giudice, è stata tutta colpa di un apostrofo.
GIUDICE - Quale apostrofo? lo qui non vedo apostrofi.
IMPUTATO - Appunto. Si tratta proprio di un apostrofo mancante.
AVVOCATO DIFENSORE - Signor Giudice, l'imputato Rossi 
Alberto aveva intenzione di scrivere: L'ozio è il padre dei vizi. 
Ma l'apostrofo, forse consigliato dai cattivi e compagni, è fuggito dalla penna.
Lo zio - Si,signor Giudice, sono convinto anch'io che mio nipote; in fondo, sia un bravo ragazzo.
GIUDICE (commosso) - Lei è proprio una persona di buon cuore. 
Faremo così. (rivolto all'imputato) 
Cercherete di rintracciare l'apostrofo fuggitivo e di convincerlo a rientrare anche lui sulla retta via?
IMPUTATO - Lo prometto, signor Giudice.
GIUDICE -Va bene; per questa volta siete perdonato.
(Zio e nipote si abbracciano. . Anzi: s'abbracciano con l'apostrofo ).



Gianni Rodari