5 gennaio 2012

Equitalia e i Promessi Sposi

"I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che,
in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non
solo del male che commettono, ma del pervertimento
ancora a cui portano gli animi degli offesi."


Ecco, questa piccola citazione dal Terzo Capitolo dei Promessi Sposi mi pare descriva degnamente il mio stato d'animo riguardo gli attuali preoccupanti segnali di insofferenza 'esplosiva' nei rapporti tra Stato e Cittadinanza.
Alessando Manzoni, ma come hai fatto a descrivere così perfettamente l'Italia di 150 anni dopo la tua morte?
Secondo me l'hai fatto tu un viaggio nel tempo, nel futuro, ai giorni nostri, e poi te ne sei scappato nel tuo simile passato per scrivere i Promessi Sposi con la certezza di mettere nero su bianco parole di eterna rilevanza pratica, almeno per il Belpaese.
Mi riferisco al caso Equitalia, ma vale lo stesso per tutti i rapporti anomali tra cittadini e pubblica amministrazione, partendo dai crimini di Bolzaneto e Diaz, passando per le ingiustizie subite dai terremotati d'Abruzzo e finendo alle singole angherie quotidiane a cui non facciamo nemmeno più tanto caso.
Tanto per cambiare, ritengo sia una catena di eventi su cui è legittimo sprecarsi in superlativi come "gravissimo, pericolosissimo, ecc".
Legittimo ma poco pratico.
Analisi, contranalisi, appelli, sparate populiste, di zuppa ce n'è in giro a sufficienza.
Spero di riuscire a mettere le cose da un'altra prospettiva.
Dando torto a tutti.
Dò torto ad Equitalia perchè nel 2012 è inaccettabile sperare di far passare per buono il vecchio adagio "Io obbedisco soltanto agli ordini".
Non è più di moda dal 1945.
Prendiamo un cittadino che deve al fisco mille euro di tasse che non riesce a pagare perchè un ente pubblico non gli ha pagato i tremila euro che gli spettavano per un lavoro su cui è stato giustamente tassato.
Un funzionario di Equitalia che sequestra l'auto ad un cittadino che è sì debitore del Fisco (un Servizio di Stato) di una somma di denaro, ma che è preventivamente anche creditore dallo Stato di una somma probabilmente superiore, senz'altro agisce nel pieno rispetto della legalità.
Ma non nel rispetto dei diritti del cittadino di cui è servitore.
Lavorare e non essere pagati è già abbastanza triste, doloroso, umiliante.
Che chi non ti paga poi pretenda anche le tasse su quanto NON ti ha corrisposto è davvero troppo.
Le implicazioni economiche, sociali, morali e pratiche del perdurare, da parte dello Stato, di questo atteggiamento ignavo porteranno senz'altro alle superlative espressioni di cui sopra abbondanti nel Web in questi giorni.
Dò torto, quindi, anche al mio sconquassato Partito Democratico, che, ovviamente, (è la base) difende la Legalità ed il personale di Equitalia ma non spiccica manco una parola sulla necessità di chiudere una-volta-per-tutte con uno Stato che ha cento mani ognuna delle quali ignara ed indifferente all'operato delle altre.
La Polizia non si cura quanto deciso dai Carabinieri, i Tribunali sono irresponsabili, e, ad esempio, i vigili urbani se ne catafottono delle prescrizioni degli assessori competenti. Poi, quando ci si trova ad opporre ad un'illegittima richiesta di un ente la documentazione prodotta da un ente terzo, nel 99% dei casi ci si accorgerà di avere in mano cartastraccia agli occhi dei nostri interlocutori.
Dire semplicemente che, se Equitalia invece di perseguitare un imprenditore moroso di 1000,00 € di tasse ma creditore di 2000000,00 di € nei confronti di uno Stato concretamente duemila volte più moroso del cittadino farebbe bene a segnalare a chi di dovere le manchevolezze del dirigente statale inadempiente per il mancato pagamento, era troppo difficile?
Dò torto, inoltre, a 5 Stelle, che vuol capire le ragioni.
Le ragioni di un povero cristo che magari ha svolto regolare concorso e ora si trova con un occhio di meno perchè gli è esplosa una busta in faccia?
Ennò.
Le ragioni di chi manda i proiettili (per ora con poca energia cinetica)?
Ma c'è qualcuno dotato di buon senso che crede che sia un cittadino come quelli degli esempi da me citati a preparare pacchi bomba?
Di chi dovremmo comprendere le ragioni? 
Di chi è capace di mettere esplosivo e spedirlo per posta ad un altro essere umano?
Quante automobili legittimamente, ma ingiustamente, sequestrate, vale la mano di una persona?
Quisquilie? Pinzillacchere?
Questa comprensione per l'uso della violenza è solo una cartina di tornasole.
Amara.
E' il nuovo che avanza, una forma di populismo per giovani istruiti che ha come supplemento di rischio quello di non fornire facili soluzioni, ma di proporre solo apparentemente innovazione ragionata.
Perchè, nella pratica, poi, i delicati meccanismi che fanno funzionare (male) le cose sono ignorati e vilipesi come dal più rude dittatore sudamericano del secolo scorso.
Torniamo all'incipit di questo pezzo, troppo breve per esprimere tutte le mie considerazioni, troppo lungo per l'attenzione media degli internauti.
Dubbi ed incertezze. 
Per lo più.
Ma una ferrea e triste convinzione.
Non tutte le azioni compiute a norma di legge sono giuste.
Tutte quelle compiute al di fuori della legge sono foriere di peggiori mali.
Che hanno due effetti: il danno diretto e quello a catena causato dal pervertimento della vita della vittima.
Da qui voglio iniziare.
Dalle Vittime e dal pervertimento del loro animo.
La mia solidarietà va a chi prova angoscia: quella di aver subìto da parte dello Stato l'oltraggio di una sanzione ingiusta, ma anche quella di aver paura di stare al proprio posto di lavoro.
Il mio disprezzo, parimenti, a chi fa il male in coscienza anche nel pieno rispetto della legalità, soprattutto nel Servizio Pubblico
Non sono pochi, in queste lande.
Sono troppi, comunque, a vivere nell'angoscia.
Siamo in troppi a considerare d'impulso come cose buone e giuste eventi che ci dovrebbero fare orrore.