30 aprile 2012

Diaz: il sangue indelebile

Ho già scritto più volte del G8 di Genova.
Sono relativamente documentato sui fatti.
Certo, non ho letto le sentenze, ma ho approfondito un po’ la faccenda, nel corso del tempo.
Reduce dalla visione di “Diaz”, tuttavia, non intendo abbandonarmi ad un inevitabilmente goffo tentativo di recensione critico politica.
Il film mi ha lasciato in uno stato d’animo complesso.
Nulla di quello che ho visto mi era ignoto a priori.
Sono entrato nel cinema sapendo dell’orrore del pestaggio e pienamente consapevole dell’altrettanto, se non maggiore, orrenda realtà, quella che vede ogni cittadino italiano a rischio di incontrare sulla sua strada gli agenti protagonisti dei fatti in questione, tutti attualmente in servizio.
Non sarà mai ricordato a sufficienza il fatto che il film è basato sugli atti della sentenza di secondo grado del procedimento in corso.
Sono uscito dalla sala con lo stomaco contratto e le mani tremanti.
Non so dire se il film sia cinematograficamente ben fatto, non ho avuto modo di accorgermene.
La mia attenzione era divisa tra il mio stomaco e le urla.
Ora, le parole ed i ragionamenti che seguono vorrei farli in due vesti ben precise.
Quella di militante del Partito Democratico.
E quella di Capo Scout.
In entrambe le vesti il mio curriculum è pubblico.
Il mio supporto ai corpi armati dello Stato è, inoltre, non solo pubblico, ma anche  pratico e ne ho concrete prove.
Questo non toglie che io mi sia sentito libero di criticare, costruttivamente, la gestione politica di tali corpi armati che ne ha gonfiato gli effettivi portandoli ad una paralisi per elefantiasi.
Ed è ai membri delle forze dell’ordine che mi rivolgo per primi:
Caro agente che ora sei seduto in un’auto di un corpo armato dello stato per uno stipendio di poco superiore alla cassa integrazione.
E che devi pagarti di tasca tua il dentista se un delinquente ti fa arrivare un pugno in faccia.
Tu, caro agente, che non hai mai abusato del tuo potere e hai fatto un po’ di più del tuo dovere.
Sei per caso andato a vedere “Diaz”?
Se sì ed assumiamo di sì, scommetto che sei uscito dalla sala quasi col mio stesso stato d’animo.
Disgusto,
rabbia,
magari anche le mani che tremano, un nodo allo stomaco.
Abbiamo anche un’altra cosa in comune: nè tu  nè io sappiamo se il collega che ti sta seduto a fianco sia mai stato alla Diaz, quella vera.
O equivalente.
Qui le convergenze cessano:
Tu corri il rischio di lavorarci.
Io di trovarmelo di fronte.
Sto parlando di uno di quegli agenti della Diaz nemmeno identificati.
Altro che processati e condannati.
Caro agente, vedi che abbiamo un altro problema in comune?
Io mi riferisco a te come ‘agente’.
Come devo riferirmi parlando di quei particolari agenti della Diaz e di Bolzaneto?
Devo proprio chiamarli come chiamo te?
Spero di no.
Comunque, caro agente, cerca di essere un po’ egoista, finalmente.
Ti conviene, nell’era dei videofonini che trasmettono direttamente sul web, andare in missione con uno della Diaz?
Non pensi che il primo a correre dei rischi lasciando in circolazione gente del genere sei proprio tu?
Hai davvero voglia di pagarti avvocati a vita se ti dovesse capitare di essere coinvolto in un replay della Diaz?
Anche solo di striscio...
Ed è nella tua convenienza che un sacco di gente abbia terrore di te quando la fermi per chiedere i documenti ad un posto di blocco stradale?
Ecco, come vedi non faccio appelli all’umanità o cose del genere.
Ma alla tua sana paura dei guai.
Ecco perchè ti esorto, ovunque ti sia possibile, di manifestare la tua legittima indignazione e fare le dovute pressioni perchè giustizia sai fatta.
Prima per te.
Poi, magari, anche per gli altri.
Ecco, facciamo appello ad un sano egoismo, dato che l'altruismo non porta a nulla in questo Paese.
Poi, vorrei parlare come militante del Partito Democratico.
E chiedere al mio Partito un impegno preciso:


  • Commissione d’inchiesta parlamentare sui fatti di Genova che rimedi alla prescrizione e faccia chiarezza politica.
  • Impegno per sospensione (dal servizio, se non dallo stipendio) degli agenti e dirigenti condannati: vi paghiamo, ma state a casa.
  • Impegno per il licenziamento di tutti i condannati. Nell’Italia del 2012 hanno perso il lavoro persone migliori di loro e ci sono un centinaio di vittime della Diaz e di Bolzaneto che attendono doveroso e minimo risarcimento.

Non sono richieste faraoniche, non sono pretese irragionevoli.
E sono una base di riconciliazione tra stato e cittadinanza, quella parte della cittadinanza, non necessariamente migliore, ma quella attiva, che inizia a vedere nello Stato stesso e nei suoi rappresentanti non un ostacolo, ma il nemico, l’hostis publicus.
Giustizia per Genova vuol dire disinnescare una bomba da un lato ed impedire nuovi sconquassi dall’altro.
Ora, con dolore, voglio parlare della faccenda nella mia veste di Capo Scout.
E lo faccio con una domanda secca:
il distintivo "Italia" che c'è sulla mia uniforme scout è lo stesso dei poliziotti che hanno partecipato all'irruzione in quella maledetta notte?
Vedere lo scudetto tricolore cucito sulla spalla di costoro mi ha fatto una profonda impressione.
Quando ho fatto Servizio (anche) per le forze dell’ordine, l’ho fatto anche ad uno di costoro?
Il suo distintivo Italia è uguale al mio?
Abbiamo servito lo stesso Paese?

26 aprile 2012

Tassa di soggiorno? Ah sì?

Apprendo dalla stampa, con un certo ritardo, che il Comune di Matera ha deciso per una tassa di soggiorno.
Non me ne intendo di turismo, quindi lascio volentieri ad altri analisi puntuali dei fatti.
Il Partito Democratico, quello 'seconto me', per dirla all'Abatantuono, magari avrebbe tassato il turismo mordi e fuggi, tipo gli autobus.
Appunto, 'secondo me', dato che nessuno me l'ha chiesto.
Magari 'ste faccende, tipo lo sviluppo economico, non son cose in cui il PD debba metterci becco.
Tutto può essere.
Io, poi, personalmente di persona, avrei lasciato perdere la tassazione dei meccanismi economici "che funzionano", tipo il turismo.
Io, magari, avrei tassato le case sfitte.
Le case costruite e non accatastate.
La speculazione edilizia, per dirlo in altri termini...
O è troppo comunista 'sta cosa?

25 aprile 2012

Ubuntu & Xubuntu 12.04: Hurrà!

Come d'abitudine ho atteso il giorno precedente l'uscita ufficiale di Ubuntu per scaricare l'ultima build live ed evitare il sovraffollamento dei server tipico del giorno zero.
Complice il giorno di festa ed i numerosi impegni futuri, poi, questa è proprio la mattinata giusta per installare l'ultima nata della Canonical su Portatile e Serverino. Ho anche effettuato l'avanzamento di versione (che va avanti dalla 9.04 in poi senza interruzioni od insuccessi di sorta) sul PC dei miei genitori. Per il desktop lavorativo attenderò domani pomeriggio, mentre il netbook si accoderà alle formattazioni  - avanzamenti di versione dei PC di Parenti ed Amici, sempre più numerosi nelle schiere degli utenti GNU/Linux.
Ma andiamo con ordine.
Prima nota di mera cronaca: 
ho installato i miei sistemi a partire dalla daily build del 23 aprile: sono 2 giorni che la daily è la stessa, considerando che la versione ufficiale esce domani a questo punto credo di poter affermare che se andate ora a scaricare la vostra iso vi ritroverete al 99,999999% la versione definitiva senza dover attendere domattina e saltando il sopracitato affollamento dei server, quindi affrettatevi...
Il mio Notebook HP 6540b ha installato Ubuntu 12.04 partendo da dvd in circa 25 minuti.
Non c'è stato nessun tipo di problema e l'installazione è andata via liscia.
Al primo riavvio, in apparenza, sembra che poco sia cambiato dai tempi di ubuntu 11.04.
Unity, invece, è molto migliorata e suggerisco ai critici di dare una nuova chance al desktop di casa Canonical.
La barra del launcher è finalmente visibile di default e soprattutto le icone possono essere personalizzate direttamente senza plugin aggiuntivi cliccando col tasto destro sul desktop e selezionando la schermata di cambio dell'immagine di sfondo.
Il pacchetto software è stato aggiornato alle ultime versioni dei vari libreoffice, firefox, thunderbird e compagnia bella. Torna rytmbox per la gestione della musica ed io ho installato VLC 2.0 come unico software per la visione dei film.
Francamente, note negative non ne ho: la stampante HP  M1212nf si è installata senza problemi usando il tool HPLIP, anche i drivers (proprietari) della scheda video AMD HD 4500 mi hanno consentito di configurare senza patemi il doppio monitor.
Virtualbox si è installato ed ha importato le macchine virtuali con due click.
In pratica, una recensione propriamente critica, al momento, risulta inutile.
Devo solo ricordare ai neofiti, che per installare chrome da linea di comando, dopo aver scaricato il .deb dal sito di google, non è sufficiente il tradizionale "sudo dpkg -i google-chrome-stable_current_amd64.deb", infatti mancano delle librerie al pacchetto di google.
Niente paura. Basterà, subito dopo, un "sudo apt-get -f install" perchè la vostra macchina rimetta tutto a posto configurando correttamente il browser di Google.
Ubuntu 12.04 funziona bene. E' scattante, ha riconosciuto tutto il mio hardware (Pennetta TIM Huawei E 1692 incluso) al primo colpo senza alcun tipo di problema di compatibilità.
Per non parlare della semplicità di riconfigurazione: è stato sufficiente ricopiare nella home le cartelle che avevo salvato prima della formattazione. Così, con un semplice copia incolla ho riavuto indietro:
  • Tutta la posta elettronica e Thunderbird configurato a puntino con inclusi i plugin di sincronizzazione dei contatti e del calendario col cellulare.
  • Le VPN.
  • I parametri di remmina, il software di telecontrollo.
  • I parametri del programma di backup.
  • la personalizzazione dei tasti del mouse Logitech MX.

Mi riservo di aggiungere, in seguito, considerazioni puntuali sul funzionamento della Dash e dell'HUD, ci devo lavorare per qualche giorno prima di farmi un'opinione.
E anche l'avanzamento di versione del vecchio sempron 2800 dei miei genitori è andato liscio come l'olio.
La macchina è rimasta reattiva ed apparentemente identica, nell'interfaccia, cosa cruciale per utenti inesperti, allo stato precedente, solo che ora viaggia su una  distribuzione con supporto a lungo termine (LTS) che la accompagnerà fino a rottamazione.
Una particolare nota di plauso va a Xubuntu che ho installato sul serverino domestico.
Più leggera della distro originaria, ne conserva praticamente tutte le funzionalità ed ha un'interfaccia basata su XFCE che, mi dispiace dirlo, è meglio gestibile in desktop remoto rispetto ad unity e gnome 3.
Non l'ho scelta tanto per la 'leggerezza', quanto proprio per quest'ultima caratteristica: l'usabilità in remoto.
Nessuna difficoltà di configurazione, il mio file server è tornato operativo nel giro di un'ora.
Beh, aggiornerò questo post man mano che scoprirò 'magagne' e funzionalità.
Nel frattempo posso solo suggerirvi nuovamente (ah, la logorrea) di scaricare ora la vostra ubuntu: se alle 17:20 del 25 aprile l'ultima build disponibile è quella del 23 vuol dire che il 26 non ci saranno grandi differenze...


In Cerca di Patria: la rimozione del contributo dell'Esercito al 25 Aprile e la Diaz

Per molti anni, nella mia infanzia e prima adolescenza, ho immaginato il partigiano come un eroe capace di minare così profondamente la resistenza dei nazisti e dei loro servi repubblichini da consentire una facile avanzata degli Eserciti Alleati dalla Sicilia a Milano.
Poi, crescendo, ho scoperto che ci sono stati altri italiani che hanno contribuito in maniera ancor più sostanziale, da un punto di vista militare, alla Liberazione:
i giovani dell'Esercito cobelligerante con gli Alleati.
La letteratura a riguardo è scarsa e specialistica, ma c'è. 
Il testo di più semplice reperibilità è "In cerca di una Patria" di Alfio Caruso.
La consapevolezza dell'importanza anche solo banalmente materiale di questo contributo è, tuttavia, praticamente inesistente in chi, in queste ore, sta ricordando la Nostra Liberazione dal Nazifascismo.
Alla fine degli anni '40 la Divisione Folgore era un'unità in cui l'odio per i fascisti macellai era vivo e vegeto, come l'amore per la Repubblica. 
Ma si sa: a noi comunisti non poteva piacere, in piena era stalinista, una forza di possibile opposizione a Mosca.
Così, pochi anni dopo, noi comunisti ci siamo destalinizzati, siamo diventati 'sinistra', ma la damnatio memoriae verso il contributo della generazione sfortunata alla Liberazione Nazionale è rimasto.

L'aver rimosso il sacrificio delle decine di migliaia di giovani soldati italiani alla Liberazione Nazionale ha gettato il nostro Esercito Repubblicano nelle amorevoli braccia dei neofascisti, quasi increduli nel poter recuperare una così preziosa risorsa alla propria causa.
Col risultato che negli anni '60 il nostro Esercito e tutte le altre organizzazioni paramilitari non erano proprio equilibrate per rappresentanza politica, regalate per ideologismi di parte dalla Sinistra ai figli e nipotini del duce.
Cari Compagni, voi credete che la "Diaz" sarebbe stata possibile se lì ci fossero stati un po' di ufficiali di Carabinieri come il Capitano, partigiano, de "Il Giorno della Civetta" di Sciascia?
Io credo di no.
Io credo che la "Diaz" sia stata un terrificante episodio tra le cui concause ci sia stata la repulsione culturale da parte di mezzo paese, per mezzo secolo e più, nei confronti di Esercito e Polizia.
Una repulsione ingiustificata e parziale. Dopotutto, dai Vietcong ai Feday, finendo coi bei tomi di Hamas, l'uso della Violenza, purchè rigorosamente antioccidentale, non è che ci abbia, culturalmente parlando, fatto così schifo come l'idea che si possa essere uomini d'Onore Pace e Giustizia anche in un reggimento di fanteria.
E' stato un lungo, praticamente irrimediabile, devastante, errore di valutazione.
Che ha germinato i "servizi deviati", il "Golpe Borghese", la violenza contro i militanti di sinistra, forse Ustica e tutta la fottuta strategia della tensione.
E anche la Diaz.
Oggi è il 25 Aprile, una data che considero Sacra.
E' tempo di Memoria.
Memoria è anche assunzione di Responsabilità.
Memoria è riconciliazione del Cuore tra passato e futuro
Ecco, perchè, io posso perdonare e riconciliarmi con un repubblichino novantenne che a 18 anni si è schierato con Hitler contro l'Italia.
Perchè la conservazione di una Memoria condivisa lo richiede. Richiede non che la mia memoria confluisca con la sua, ma che la sua memoria sia conservata assieme alla mia perchè una tale terribile differenza non ritorni più.
Non posso certo riconciliarmi, oggi, con ragazzini di vent'anni neofascisti, cresciuti nella bambagia e nell'ignoranza del Cuore dei concetti di Amore e Libertà e militano nei vari casapound e compagnia bella.
Costoro insultano anche i repubblichini con la loro vuota violenza.
Oggi, semplicemente, ricordo i partigiani e i loro sacrifici.
I contadini, gli operai e gli studenti, uomini e donne, che lasciarono case, scuole ed officine per ridare Onore e Dignità all'Italia lacera.
Ma non mi vergogno di inserire nei partigiani quei contadini, operai, studenti, che dall'8 Settembre del 1943 al 25 Aprile del 1945 combatterono con coraggio, valore e sacrificio i tedeschi nei reggimenti dell'Esercito Italiano.
Un Esercito che era in cerca di Patria, come noi ora.




22 aprile 2012

Un Reparto in un prato...


Aggiungere descrizioni è superfluo:
la gioia non si descrive.

Ieri pomeriggio avevo una specie di influenza.
Stamattina ho pensato bene di mettermi in uniforme e partecipare all'uscita di Reparto.
Sono guarito.

18 aprile 2012

La Solitudine del Militante

E' da un po' che rimando la pubblicazione di queste mie riflessioni.
Rimando perchè la situazione politica sembra in continua involuzione e faccio fatica a centrare il bersaglio delle mie considerazioni.
Scrivo, ma manco sempre il punto, che si è regolarmente spostato in peggio.
Dagli scandali e dalle catastrofiche decisioni prese a livello nazionale.
Quello che mi sconcerta non è assolutamente l'ascesa di Grillo.
Voglio dire: in Italia si prendono fior di voti esternando omofobia, qualche sprazzo di xenofobia, contraddizioni ed espulsioni di liberi militanti e tanto tanto tanto bacchettamagicismo.
Poi, però, la passione civile di gran parte dei militanti a 5 stelle è fuori discussione ed è completamente ammirevole, non è certo colpa loro se si trovano a seguire un comico che ogni tanto deborda nel Borghezio style. 
La cosa sconcertante è il silenzio di tutti i livelli del Partito Democratico.
Meglio il silenzio che certe affermazioni, direte voi.
Fino ad un certo punto, ribadisco io.
C'è sempre la speranza che le cavolate dette  portino alla caduta di certi personaggi.
Il Partito Democratico, inutile nasconderselo, a livello nazionale è in forte difficoltà, una balena arenata il cui primo problema sta nel continuare a credere di star ancora galleggiando in acque profonde seppur affollate di predatori.
Da queste parti i problemi mi coinvolgono direttamente ed a livello personale.
L'ultimo mese è trascorso nel limbo di un'assenza di notizie sul destino del PD Materano che mi lascia senza parole.
Dopo aver speso non poche energie nella Segreteria locale credevo almeno di avere il diritto di essere informato sullo status quo.
Non mi sto 'lamentando' del fatto che ad un mese dal Direttivo del 19 Marzo tutto taccia perchè la situazione generale è così grave da rendere superflui anche i paragoni retorici del caso.
Io non vorrei, in questa sede, parlare dell'Amministrazione Comunale, ma restare al tema del Partito.
Anzi.
Dei militanti del Partito.
Delle persone di Sinistra.







Ognuno resta nel suo intimo, come se si avesse paura di rivendicare con orgoglio la militanza coerente con idee e proposte pratiche 'di sinistra', come se si avesse paura di rispondere anche a muso duro, ad esempio, che i fondi per la mobilità sostenibile non si possono usare per costruire una tangenziale o che la raccolta differenziata va male perchè ci manca almeno il 50% delle risorse minime.
Quando si parla della situazione politica  è il fatalismo della catastrofe a farla da padrona: 


" Il Piddì crollerà, i grillini faranno man bassa ed il PDL rivincerà le elezioni".


Ecco, la profezia è già scritta e ci si affanna per realizzarla.
Se  non fosse per le circostanze economiche sarebbe un film già visto ai tempi della caduta di Prodi.
Durante la campagna elettorale del 2010 avevo l'impressione di far parte di un tentativo di riscatto, di rinnovamento, di essere un elemento di un progetto realistico, calcolato con cura per risolvere i problemi senza aspettative miracolistiche.
Ora mi sento un po' isolato, laggiù in trincea.
In altre parole: dove siete tutti?
Elettori, sostenitori, direttori e collaboratori?
Cosa state pensando?
O siete paralizzati dallo sguardo del cobra, la catastrofe della stessa portata di quella di novant'anni fa, stessa spiaggia stesso mare?
No, perchè, io, invece, paralizzato non mi sento affatto.
Se per la politica non ho talento, con assoluta supponenza ne ho per cose come il Linux Day, ad esempio, per tacere dello Scoutismo a cui non posso più dedicarmi per esclusive motivazioni economiche.
Più modestamente, un certo talento per le cose politiche devo pur averlo, numeri elettorali alla mano.
A tutti piacerebbe che il PD avesse in TV gente che parla come Civati e nelle assemblee elettive persone efficienti come il team organizzativo di Materalinux.
Peccato che così non sia.
Ora, io non mi illudo assolutamente che raccontare quanto sia spiacevole la realtà smuova le cose: chi ha deciso che non glie ne frega niente di niente non cambierà certo idea, dopotutto ha tutte le sue buone ragioni per aver smesso di lottare nell'arena pubblica.
Nè mi illudo che la frammentata dirigenza del Partito possa, ormai, dar corso effettivo a qualsivoglia tentativo di rinnovamento.
Neppure per autoconservazione.
Ma ci tengo a testimoniare questo ennesimo Otto Settembre della nostra storia in cui le prime linee sono abbandonate più che dai generali dalle retrovie.
Io credo che sia arrivato il momento di lasciar cadere tutte le foglie di fico della ragionevolezza interna.
Tanto delle due l'una: o ci si da una mossa e chi non è in grado di portare avanti un progetto sensato si fa da parte (io per primo) o si verrà travolti semplicemente dall'inedia.
Anche per l'Italia è arrivato il tempo per tutti di misurare le cose in giorni e non in mesi.
Se questo Partito Democratico deve sopravvivere è bene che inizi a dare segni di vita quanto prima.
Nel frattempo, io spero di non smarrire la rotta e continuare a vivere facendo più cose di sinistra possibile.
Come oggi, come ieri.





E non dimentichiamo che Ubuntu 12.04 è alle porte!

La prossima versione di Ubuntu sta arrivando


Già:
la prossima settimana Ubuntu 12.04 verrà a farci compagnia.
Non ho avuto assolutamente modo di testarla neppure in macchina virtuale, ho fatto solo delle prove con Ubuntu Server, quindi per me sarà una completa sorpresa installarla sulle mie macchine.
Nutro parecchie aspettative per questa versione con supporto a lungo termine: ben 5 anni anche per la versione Desktop.
Personalmente, vorrei tentare di personalizzare la mia installazione partendo, per netbook e serverino domestico, da una installazione Server con interfaccia LXDE minimale, mentre per Desktop e Notebook spero di poter configurare al meglio la perfezionata interfaccia Unity, confidando che i problemi che ho riscontrato l'anno scorso siano stati superati
Insomma, a partire da Giovedì 26 sarà tutto un formattare ed avanzare di versione...

16 aprile 2012

Sicurezza informatica e strumenti GIS Free e Open Source per l'Ingegneria


Venerdì 4 Maggio a partire dalle ore 16:00 e fino alle 19:00, presso la sala dell'ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera di Via Trabaci 1, in collaborazione con Diotima srl e GEOFEMengineering, si svolgerà il convegno:

"Sicurezza informatica e strumenti GIS Free e Open Source per l'Ingegneria"


con il seguente programma:


16:00 – 16:50 Principi di Sicurezza Informatica per gli Studi Professionali, Applicazioni Office / CAD per Workstations su GNU / Linux
A cura dell’ Ing. Angelo Raffaele Giordano.


16:50 – 17:40 Introduzione ai Sistemi Informativi Territoriali (SIT), panoramica sull’uso di Google Earth e Quantum GIS.
A cura dell’ Ing. Gabriele Nolè.


17:40 – 18:30 Overview sul software libero GRASS GIS e applicazioni per l’analisi di dati territoriali ed ambientali.
A cura dell’Ing. Margherita Di Leo, Ph.D.

L'evento è pubblico e gratuito, ed è finalizzato alla diffusione di tecnologie innovative ed economicamente sostenibili. 


Profilo dei relatori:

Dr. Angelo Raffaele Giordano, Ingegnere Aerospaziale, CAD & system Administrator, specializzato in sistemi IT basati su soluzioni GNU / Linux, Matera.
giordano@giordanoeng.it

Dott. Gabriele Nole`, Ingegnere per l'Ambiente e il Territorio; Dottorando in Scienze e metodi per la città e il territorio europei. Potenza
gabriele.nole@imaa.cnr.it

Dr. Margherita Di Leo, PhD in Metodi e Tecnologie per il Monitoraggio Ambientale.
Ingegnere per l'Ambiente e il Territorio. Charter Member di OSGeo (Open Source Geospatial Foundation). Membro del Consiglio Direttivo di GFOSS.it
(Associazione Italiana per l'informazione geografica libera.)
Progettista presso GEOFEMengineering, Via Mondine del Sud 23, 84022 Campagna (SA)
dileomargherita@gmail.com

13 aprile 2012

Politech Redux: teoria matematica del sedile del water

Applichiamo un po' dell'analisi matematica del Politecnico di Torino, che, a detta della guida dello studente, avrebbe dovuto consentirmi di 'affrontare i problemi con rigore e spirito critico'.
Io continuo a sospettare che sia servita (e serva tutt'ora) per giustificare alcuni stipendi favolosi resi dalla Repubblica in cambio di alcune ore di lavoro al mese, ma tant'è...
Dedichiamoci, quindi, ad un annoso problema causa di litigi e malumori all'interno di ambienti di lavoro e non in cui uomini, bimbe, bambini e donne condividono la stessa tazza del water.
Ossia: il copriwater, nelle sue specifiche parti sedile e coperchio, van tenuti giù o su?
E non sto parlando del water del bagno di rappresentanza di una casa meridionale.
Nel Sud è uso riservare due stanze della casa, un bagno ed il salotto, appunto, agli ospiti.
Sono tenute costantemente a lustro e sono inaccessibili agli abitanti della casa in questione per 363 giorni all'anno circa.
Ci possono entrare, per un paio d'ore all'anno, solo gli ospiti di riguardo e l'autrice di questo sistema di autoclausura al contrario, quest'ultima per il quotidiano spolverare e lustrare...
Ma sto divagando.
Solo per chiarire che stiamo parlando di un banale cesso, la cui unica funzione è accogliere le deiezioni domestiche o dell'ufficio.
Analizziamo, quindi, il nostro problema. 
Il copriwater è costituito da due pezzi, il sedile ed il coperchio, almeno nelle case. 
Negli uffici non è infrequente riscontrare l'assenza del coperchio e talvolta anche del sedile, il che rende tutto il ragionamento inutile...
Le ragazze vorrebbero che fosse sempre tutto giù, i ragazzi che fosse sempre su.
Attenzione ora, mi dispiace ma dobbiamo scrivere due numeretti altrmienti cessa lo scopo, no?

Distinguiamo i 4 casi 'ideali':

  • ragazza che fa pipì: sedile giù, coperchio su.
  • ragazza che fa la cacca: sedile giù, coperchio su.
  • ragazzo che fa pipì:  sedile su, coperchio su.
  • ragazzo che fa la cacca:  sedile giù, coperchio su.


E, ovviamente, le rispettive, desiderate, posizioni di partenza:

  1. ragazze: sedile giù, coperchio giù.
  2. ragazzi: sedile su, coperchio su.
e, di nuovo, le posizioni finali (che, tanto per dimostrare che l'Analisi l'ho studiata davvero, si chiamano 'condizioni al contorno')

  1. ragazze: sedile giù, coperchio giù.
  2. ragazzi: sedile su, coperchio su.
Qui dobbiamo effettuare la prima assunzione, tutto sommato ragionevole che chiamerò:

"lemma della costante variabile"

ossia: sia i ragazzi che le ragazze faranno la cacca una volta al giorno e la pipì sei volte.

Mentre è decisamente più semplice la seconda assunzione: siamo di fronte ad una popolazione equamente divisa tra maschietti e femminucce.

Fin qui mi sembra che sia tutto chiaro.
Seguimi, lettore, non smarrirti.
Idealmente parlando dovremmo analizzare cosa capita alla nostra ragazza (e poi al ragazzo) tutte le volte che va al bagno per fare cacca o pipì di fronte ai due casi possibili, ossia tutto giù o tutto su, si tratta, pertanto di ben otto possibili combinazioni e la mia leggendaria logorrea, vero e proprio tallone d'achille politico in un Paese abituato a descrivere i propri pensieri sul retro di un francobollo, già pregusta la sua vittoria...
Ma, si sa, l'idea è morta e noi ci teniamo a non fare la sua stessa fine.
Accontentatevi, quindi, di una tabellina riassuntiva di quante volte devono metter su e giù il coperchio un ragazzo ed una ragazza, nel corso di una giornata, quando vanno al bagno ,secondo le 'desiderate' condizioni al contorno:


come dicono le ragazze come piace ai ragazzi



ragazzo 12 volte  tutto più 2 volte il coperchio 1 volta il sedile
ragazza 14 volte il coperchio 14 volte il sedile


Dunque, è evidente che il punto di vista delle ragazze è estremamente faticoso per i ragazzi mentre non vi è apparente varianza per le ragazze.
Ossia, il punto di vista delle ragazze implica un grande svantaggio per i ragazzi senza avere nessun sollievo, per le ragazze, delle proprie fatiche.
Ognuno faccia le sue valutazioni a riguardo, qui siamo matematici e ci limitiamo a calcolare che il metodo 'ragazze' implica un incremento del lavoro del sistema notevole, dunque, a spanne, circa del 46% senza considerare la minor fatica di sollevare il solo coperchio...
Ma c'è un ulteriore vantaggio nell'assecondare i ragazzi, care signorine: il sedile, oggetto non propriamente igienico, viene toccato solo 1 volta dal 50% della popolazione, con grande incremento della salute pubblica: ricordo che nel 50% dei casi il sedile viene toccato prima di espletare i propri bisogni, a meno di non ridursi a 'tocca il sedile, lavati le mani, fai i bisogni, rilavati le mani' non è un piccolo risultato...
Tuttavia, sempre per dar luogo alle immense competenze accumulate negli anni politecnici, è mio dovere proporre una terza via.
Mi sembra cavalleresco, infatti, venire incontro alle pulzelle e non lasciar loro tutto il lavoro spingendomi a formulare il

"falso postulato delle cose come stanno"

In pratica, se una ragazza entra nel bagno e trova il sedile alzato, lo abbassa senza, poi rialzarlo. Idem per un ragazzo: se lo trova alzato lo lascia alzato (a meno che debba fare la cacca), se lo trova abbassato lo alza e lo lascia alzato quando ha finito.
Questo complica un po' le cose, una bazzecola per noi politecnici. 
Innanzitutto eliminiamo, linearizzando, il fattore cacca dei maschietti e diamo per scontato che  ci si alterni al bagno in maniera randomica ma che, esattamente al 50%, ci si trovi di fronte il sedile alzato o abbassato, indipendentemente dal fatto di essere maschietti o femminucce.
In pratica, il carico di lavoro sale un po' per i ragazzi, da 1 passa a 3 'alzate' o 'abbassate' di sedile.
Per le ragazze, invece, si avrebbe un crollo da 12 a 3 'alzate' o 'abbassate'.
Con una statisticamente elevata probabilità di suddividere equamente il lavoro tra i due sessi.
Cosa volete di più?
Certo, resta il problema della pulizia del bagno, ma qui ci occupiamo di matematica pura e non di meccanica applicata alle macchine...
Lo so, dovrei produrre qualche grafico del tutto, ma, come i miei augusti docenti hanno dimostrato, è bene farsi pagare profumatamente certe quisquilie, per poi magari manco fare il lavoro per cui si è pagati, quindi, i grafici saranno forniti a richiesta del lettore morbosamente interessato.
Che dire, evidentemente per tutta la sapienza politecnica in questo paese i campi di applicazione remunerati devono essere piuttosto limitati, ma, si sa, la sapienza politecnica non può mantenersi compressa e nascosta a lungo e a volte vien fuori nelle forme che meno ti aspetti...


8 aprile 2012

Android, ossia Linux nel Cellulare

Ebbene sì,
complice una improvvisa  presa di coscienza su quanto stessi spendendo per la telefonia mobile, mi sono ritrovato a fare cambio di operatore (con un taglio dei costi, vediamo, ad occhio del 60% e rotti) e già che c'ero ne ho approfittato per cambiare anche telefono.
Come da titolo, appunto, ho scelto un altro terminale Android, il Google Nexus per l'appunto.
Ma non è tanto delle caratteristiche di questo terminale che voglio parlare. 
Ovviamente è una specie di astronave di cui non ho ancora iniziato a studiare le funzionalità, se cercate recensioni e trucchetti qui siete nel posto sbagliato.
Ho scoperto da poco un blog dedicato, Il Blog del Pomo, lì troverete senz'altro informazioni complete e precise
Invece è dell'aspetto "Linux" che voglio scrivere, iniziando proprio dal... vecchio telefono.
Il mio venerando HTC Hero nasce a suo tempo con Android 1.5 e mi ha dato sempre soddisfazione. Con l'età, tuttavia, si sono fatte palesi diverse limitazioni: l'impossibilità di installare il software sulla scheda di memoria (funzionalità prevista dalla versione di Android 2.2 in poi mentre l'Hero è stato aggiornato 'solo' fino alla 2.1) unita al cattivo funzionamento di alcuni softwares, come il navigatore che ho acquistato a suo tempo o fcebook per android, con gli ultimi aggiornamenti.
Una volta migrato sul Nexus, tuttavia, mi sono trovato nella possibilità di prendermi qualche rischio e smanettare un po' con l'Hero.
Dunque, Android è Linux. Non GNU / Linux.
Abbiate pietà, non mi fate scrivere qui un trattatello sulla differenza, ce ne sono a bizeffe in rete. Riassumo dicendo che Android è una distribuzione Linux non completamente libera e aperta e spero che i puristi mi perdonino.
Ma sempre Linux è.
Quindi, per sua stessa natura, può girare su un tostapane come su un supercomputer...
E allora mi sono detto: cosa posso farci con questo piccolo computer?
Mi sono documentato un po' e ho scoperto il mondo delle mod, ossia dei firmware modificati da Comunità di volontari in perfetto stile Linux, appunto.
Ho scelto di installare l'ultima versione del firmware per HTC Hero creata dal Team Cyanogen.
L'operazione non è proprio banale, ma non dovrebbe essere inavvicinabile per gli utenti Linux con un minimo di dimestichezza del Terminale.
In pratica, il mio Hero, bloccato per anni con la vetusta versione 2.1 di Android, si è ritrovato di botto ad essere equipaggiato con una modernissima versione 2.3.7. E tenete presente che è la stessa versione di Android con cui sono venduti praticamente tutti i telefoni android che trovate oggi (Pasqua 2012) nei supermercati.
Ossia, da un punto di vista del sistema operativo, il mio venerando Hero è identico ad un luccicoso Samsung Galaxy 2...
Ovviamente, il telefono non è scattante e non supporta i softwares più recenti, ma funziona davvero bene!
Le applicazioni possono essere installate sulla scheda di memoria e le funzionalità sono quelle dei telefoni più recenti.
Devo confessare di aver passato più tempo ad esplorare le modalità di modifica del vecchio telefono che a giocherellare con il nuovo, almeno per i primi due giorni!
In pratica, ho preso un po' di manualità con gli strumenti di modifica delle versioni di Android e ho potutuo iniziare ad apprezzare i vantaggi di aver scelto come nuovo telefono un terminale Google Experience come il Nexus:
sono libero di farci quel che mi pare con il mio hardware: cambiare firmware ed addirittura il solo kernel. Finchè l'hardware supporterà il software sarò in grado di mantenere il telefono aggiornatissimo, non solo perchè per questa linea di macchine è previsto che Google si prenda cura direttamente degli aggiornamenti, ma soprattutto perchè, parlando di Linux, esisterà per anni un immenso nucleo di sviluppatori che lo supporanno e ne gestiranno le modifiche e gli aggiornamenti.
Ecco perchè, ancora una volta, Linux conviene: non solo già da ora ho la versione più avanzata del sistema operativo per telefoni di Google, la 4.0.4, ma so per certo che potrò avere la 5 e forse anche la 6 senza cambiare terminale, garantendomi una longevità operativa di anni lì dove in altri ecosistemi 'proprietari' il ciclo di vita resta annuale o poco più...
PS: Buona Pasqua a tutti...

5 aprile 2012

Bossi si è dimesso (e i cocci li abbiamo pagati noi)

Io c'ero, nella Torino razzista del secolo scorso.
A me hanno detto "terrone", col sorriso sulle labbra, tanto per farti capire che scherzavano, al 99%.
Io la vivo tutti i giorni sulla mia pelle la 'conseguenza' dell'invasione piemontese del 1861.
Io so ed ora ho anche le prove.
Io so quanto il leghista medio sia rappresentante in carne ed ossa di un'idea di spoliazione e sfruttamento del Sud da parte del Nord.
E non nascondo neppure per un istante la gioia, la gioia profonda nel veder riconosciuto pubblicamente il marciume di un'idea, di una oscena proposta politica, del ladro che urla e sbraite perchè si ritiene insoddisfatto: chi vuol derubare non ha più nulla da cedergli.
L'idea di lega nord, con tanto di orsetti padani acclusi, eccola qua. xenofobi, omofobi, profittatori delle vite di un'intero popolo, ma, in fondo, che liberazione: soldi, 'ndrangheta, mazzette, "a mia insaputa", argomentazioni da italiano medio, medissimo, fatto con lo stampino!
E ora basta, neppure il tempo di festeggiare ho, perchè devo pagare le ruberie di generazioni di 'classi dirigenti settentrionali' che pesano sulle nostre spalle.
Uno di meno, avanti il prossimo.


PS: che tra 10 giorni esca il nuovo disco degli Afterhours, intitolato, appunto, Padania, non può essere una coincidenza.


Dio c'è.