13 aprile 2012

Politech Redux: teoria matematica del sedile del water

Applichiamo un po' dell'analisi matematica del Politecnico di Torino, che, a detta della guida dello studente, avrebbe dovuto consentirmi di 'affrontare i problemi con rigore e spirito critico'.
Io continuo a sospettare che sia servita (e serva tutt'ora) per giustificare alcuni stipendi favolosi resi dalla Repubblica in cambio di alcune ore di lavoro al mese, ma tant'è...
Dedichiamoci, quindi, ad un annoso problema causa di litigi e malumori all'interno di ambienti di lavoro e non in cui uomini, bimbe, bambini e donne condividono la stessa tazza del water.
Ossia: il copriwater, nelle sue specifiche parti sedile e coperchio, van tenuti giù o su?
E non sto parlando del water del bagno di rappresentanza di una casa meridionale.
Nel Sud è uso riservare due stanze della casa, un bagno ed il salotto, appunto, agli ospiti.
Sono tenute costantemente a lustro e sono inaccessibili agli abitanti della casa in questione per 363 giorni all'anno circa.
Ci possono entrare, per un paio d'ore all'anno, solo gli ospiti di riguardo e l'autrice di questo sistema di autoclausura al contrario, quest'ultima per il quotidiano spolverare e lustrare...
Ma sto divagando.
Solo per chiarire che stiamo parlando di un banale cesso, la cui unica funzione è accogliere le deiezioni domestiche o dell'ufficio.
Analizziamo, quindi, il nostro problema. 
Il copriwater è costituito da due pezzi, il sedile ed il coperchio, almeno nelle case. 
Negli uffici non è infrequente riscontrare l'assenza del coperchio e talvolta anche del sedile, il che rende tutto il ragionamento inutile...
Le ragazze vorrebbero che fosse sempre tutto giù, i ragazzi che fosse sempre su.
Attenzione ora, mi dispiace ma dobbiamo scrivere due numeretti altrmienti cessa lo scopo, no?

Distinguiamo i 4 casi 'ideali':

  • ragazza che fa pipì: sedile giù, coperchio su.
  • ragazza che fa la cacca: sedile giù, coperchio su.
  • ragazzo che fa pipì:  sedile su, coperchio su.
  • ragazzo che fa la cacca:  sedile giù, coperchio su.


E, ovviamente, le rispettive, desiderate, posizioni di partenza:

  1. ragazze: sedile giù, coperchio giù.
  2. ragazzi: sedile su, coperchio su.
e, di nuovo, le posizioni finali (che, tanto per dimostrare che l'Analisi l'ho studiata davvero, si chiamano 'condizioni al contorno')

  1. ragazze: sedile giù, coperchio giù.
  2. ragazzi: sedile su, coperchio su.
Qui dobbiamo effettuare la prima assunzione, tutto sommato ragionevole che chiamerò:

"lemma della costante variabile"

ossia: sia i ragazzi che le ragazze faranno la cacca una volta al giorno e la pipì sei volte.

Mentre è decisamente più semplice la seconda assunzione: siamo di fronte ad una popolazione equamente divisa tra maschietti e femminucce.

Fin qui mi sembra che sia tutto chiaro.
Seguimi, lettore, non smarrirti.
Idealmente parlando dovremmo analizzare cosa capita alla nostra ragazza (e poi al ragazzo) tutte le volte che va al bagno per fare cacca o pipì di fronte ai due casi possibili, ossia tutto giù o tutto su, si tratta, pertanto di ben otto possibili combinazioni e la mia leggendaria logorrea, vero e proprio tallone d'achille politico in un Paese abituato a descrivere i propri pensieri sul retro di un francobollo, già pregusta la sua vittoria...
Ma, si sa, l'idea è morta e noi ci teniamo a non fare la sua stessa fine.
Accontentatevi, quindi, di una tabellina riassuntiva di quante volte devono metter su e giù il coperchio un ragazzo ed una ragazza, nel corso di una giornata, quando vanno al bagno ,secondo le 'desiderate' condizioni al contorno:


come dicono le ragazze come piace ai ragazzi



ragazzo 12 volte  tutto più 2 volte il coperchio 1 volta il sedile
ragazza 14 volte il coperchio 14 volte il sedile


Dunque, è evidente che il punto di vista delle ragazze è estremamente faticoso per i ragazzi mentre non vi è apparente varianza per le ragazze.
Ossia, il punto di vista delle ragazze implica un grande svantaggio per i ragazzi senza avere nessun sollievo, per le ragazze, delle proprie fatiche.
Ognuno faccia le sue valutazioni a riguardo, qui siamo matematici e ci limitiamo a calcolare che il metodo 'ragazze' implica un incremento del lavoro del sistema notevole, dunque, a spanne, circa del 46% senza considerare la minor fatica di sollevare il solo coperchio...
Ma c'è un ulteriore vantaggio nell'assecondare i ragazzi, care signorine: il sedile, oggetto non propriamente igienico, viene toccato solo 1 volta dal 50% della popolazione, con grande incremento della salute pubblica: ricordo che nel 50% dei casi il sedile viene toccato prima di espletare i propri bisogni, a meno di non ridursi a 'tocca il sedile, lavati le mani, fai i bisogni, rilavati le mani' non è un piccolo risultato...
Tuttavia, sempre per dar luogo alle immense competenze accumulate negli anni politecnici, è mio dovere proporre una terza via.
Mi sembra cavalleresco, infatti, venire incontro alle pulzelle e non lasciar loro tutto il lavoro spingendomi a formulare il

"falso postulato delle cose come stanno"

In pratica, se una ragazza entra nel bagno e trova il sedile alzato, lo abbassa senza, poi rialzarlo. Idem per un ragazzo: se lo trova alzato lo lascia alzato (a meno che debba fare la cacca), se lo trova abbassato lo alza e lo lascia alzato quando ha finito.
Questo complica un po' le cose, una bazzecola per noi politecnici. 
Innanzitutto eliminiamo, linearizzando, il fattore cacca dei maschietti e diamo per scontato che  ci si alterni al bagno in maniera randomica ma che, esattamente al 50%, ci si trovi di fronte il sedile alzato o abbassato, indipendentemente dal fatto di essere maschietti o femminucce.
In pratica, il carico di lavoro sale un po' per i ragazzi, da 1 passa a 3 'alzate' o 'abbassate' di sedile.
Per le ragazze, invece, si avrebbe un crollo da 12 a 3 'alzate' o 'abbassate'.
Con una statisticamente elevata probabilità di suddividere equamente il lavoro tra i due sessi.
Cosa volete di più?
Certo, resta il problema della pulizia del bagno, ma qui ci occupiamo di matematica pura e non di meccanica applicata alle macchine...
Lo so, dovrei produrre qualche grafico del tutto, ma, come i miei augusti docenti hanno dimostrato, è bene farsi pagare profumatamente certe quisquilie, per poi magari manco fare il lavoro per cui si è pagati, quindi, i grafici saranno forniti a richiesta del lettore morbosamente interessato.
Che dire, evidentemente per tutta la sapienza politecnica in questo paese i campi di applicazione remunerati devono essere piuttosto limitati, ma, si sa, la sapienza politecnica non può mantenersi compressa e nascosta a lungo e a volte vien fuori nelle forme che meno ti aspetti...