27 giugno 2012

Parole Semplici






Oggi ho voglia di raccontarvi una storia.
Quella di un terrazzo con vista sui Sassi di Matera, di voci, violini e di ali di rondine.
Tutto è cominciato qualche tempo fa.
Quando, tra i lettori di questo blog scopro un certo Andrea Semplici.
Ricambio la cortesia ed inizio a seguire anche io le sue parole sul web.
I titoli parlano di viaggi, le parole di uomini e anime.
Finchè, qualche settimana fa, mi viene presentato in carne ed ossa a Matera da Francesco.
E proprio a casa di Francesco ci siamo trovati seduti ad ascoltare.
La diffcoltà di questo post è nel definire in parole quello che è davvero successo.
Ascoltare è oggettivamente un termine corretto.
Una terrazza sul tramonto dei Sassi.
Musica dal vivo suonata da le "Teste Semplici".
E parole.
Le parole, banalmente, si ascoltano.
Eccezionalmente, ti portano lontano.
Stasera mi è successo questo.
Quando Andrea Semplici ha iniziato a parlare di Ernesto Che Guevara il cielo era, ormai, del più perfetto azzurro ramato che Matera possa offrire.
Ed è stato come scivolare in un sogno ad occhi aperti.
Ascoltavo la storia del Che bambino mentre guardavo la danza di falchi grillai e rondini nel tramonto.
E non ascoltavo più, soltanto.
Mi sembrava di vedere.
Di vedere l'asado in un giardino assolato.
Le colline delle sierre argentine.
Di assaggiare il mate per le vie di Buenos Aires.
E la motocicletta Norton imbarcata sul traghetto del lago Nahuel Huapi tra Argentina e Cile.
Andrea, parlando dell'asado, mi ha fatto venir fame e voglia di leggere qualcosa di più sul mondo che ha descritto in parole e musica.
Fame fisica e fame di altre parole, di altre immagini sulle ali di rondini e gheppi, sempre più radi nel cielo del tramonto.
Dopo, una festa con cena squisitamente vegetariana, con cialledda e cuscus capaci di cancellare in un amen l'acquolina in bocca per gli arrosti descritti poco prima.
E ancora parole di terre lontane come l'Etiopia e risa e calore diverso dalla calura dell'Estate.
E' stata una splendida serata, grazie a Mariella e a Francesco per l'ospitalità e ad Andrea (e le Teste Semplici) per i sogni.
Chissà in Argentina, nel cielo dell'Estate Australe, che uccelli sfrecciano al tramonto?