1 ottobre 2012

Spore Emigranti. Spora 1: il vuoto professionale

Facciamo finta che il post sull'emigrazione io l'abbia già scritto e voi già letto, così come quello sul PD Materano ecc ecc ecc.
Magari li scriverò, una volta sistematomi.
Invece ora scrivo due righe su un fenomeno in cui mi sono imbattuto, appunto, emigrando.
Quello dell'assenza di un successore professionale.
Intendiamoci, non è che io abbia un parco clienti gigantesco, quindi statisticamente la cosa forse non fa testo.
Però, ad esempio, fino all'anno scorso sapevo che più o meno eravamo in tre a fornire un certo tipo di servizi IT entrato sull'Open Source e su GNU/Linux.
Quando si è trattato, quindi, di chiudere i contratti coi miei tre clienti tre, ci siamo trovati nell'imbarazzante situazione di non avere altri professionisti sotto mano disponibili a gestire il passaggio di consegne.
E non sto parlando di particolari soluzioni Linux, ma di banali faccenduole Windows!
Almeno non su Matera.
Pare che sia arrivato buon ultimo anche nella corsa all'emigrazione
Solo su Bari abbiamo trovato qualcosa, ma con disponibilità e prezzi ben diversi da quelli abituali.
Consentitemi la polemica col sorriso: è sempre molto divertente assistere all'illuminazione di persone che scoprono lì per lì che i costi di trasferta non li paga Zio Paperone e che quel lavoro fatto alle 11 del mercoledì può costare anche il triplo se fatto alle 9 del Sabato...
O che la 'reperibilità' è un servizio che si conttrattualizza prima e si paga poi!
Ovviamente fermi tutti: il mio mercato è troppo piccolo per poter generalizzare più di tanto, so solo che per garantire configurazione e progettualità del dato sistema X (anche basato su Windows, eh) le competenze locali si sono apparentemente estinte.
Lascio ogni considerazione ai miei sessanta lettori quotidiani ...