22 agosto 2014

fra i due litiganti...

Mi farebbe davvero piacere che la candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura si concretizzasse.
Ho appoggiato l'idea sin dall'inizio, seppur non acriticamente, e sarebbe davvero una bella opportunità per la mia Città.
Quest'estate ho potuto starci davvero troppo poco ma non posso che apprezzare quel po' di fermento culturale di cui sono stato indirettamente testimone.
Le bellezze della mia Città, dai Sassi al Parco della Murgia, meritano tutta la valorizzazione possibile.
Il Turismo potrebbe essere una delle risposte ai problemi economici della mia Terra.
Certo, tutte ovvie banalità.
Ma, si sa, le cose ovvie, in Italia, non sempre vanno per la maggiore.
E, a volte, nemmeno l'ovvio accade.
Tuttavia, resto fiducioso.
Escluso, appunto, l'ovvio, che, purtroppo, sembra sfuggire ai più.
Anche se Matera diventasse la Capitale Europea della Cultura per il 2019, anche se l'organizzazione e la gestione della macchina turistica fosse compiuta a puntino, anche se si girasse  nei Sassi un film all'anno, non si potrebbe di certo pensare di risolvere Il Problema:

Per dar lavoro a cinquantamila persone, a Matera, non basta il turismo: servono l'industria manifatturiera con associato terziario avanzato.

Quanti ex-operai dei salottifici, quanti laureati in materie tecniche od umanistiche possono essere riconvertiti in camerieri e personale d'Hotel?
Quante guide turistiche possono campare decorosamente nel nostro territorio?

E tutti gli altri?

Intendiamoci, non sto dicendo che la Candidatura sia inutile o che le iniziative culturali parallele siano superflue.
Non intendo assolutamente inserire degli "invece di" nel contesto.
Lo so che vanno per la maggiore affermazioni tipo "invece di Matera 2019 si pensi alla monnezza".
Non c'è nessun invece, ci si deve occupare della monnezza come se la Candidatura non ci fosse e della Candidatura come se a Matera ci fosse una raccolta differenziata perfetta.
Non esiste nessuna contrapposizione tra le iniziative culturali del pubblico e del privato, legate o meno alla Candidatura, con la normale amministrazione di una normale città.
Quello che vedo completamente mancare a tutti i livelli, ma non da oggi, da lustri, è una banale politica industriale.
Ora, è ovvio che il Comune di Matera ha ben poche carte da giocare dal punto di vista della ripresa economica industriale.
E quelle poche, ovviamente, le gioca a perdere.
Mi riferisco alla speculazione edilizia, che coi suoi effetti economici perniciosi prosciuga le residue energie e risorse economiche della Città.
Non parliamo, poi, del livello regionale.
Ho avuto a che fare con la burocrazia regionale che si occupa di promozione delle imprese.
Un piccolo autoesplicativo aneddoto...
A parte le tempistiche da piano quinquennale sovietico, mi è stato richiesto, a suo tempo, di produrre il preventivo per l'acquisto di dei software, preventivo che doveva essere firmato dall'amministratore delegato dell'azienda produttrice.
Un'azienda americana dal fatturato sicuramente maggiore del PIL della Basilicata...
Dovevano dare a me il preventivo firmato dal CEO.
La stampa del listino da pagina web non era sufficiente a dimostrare che il tal software costava effettivamente tal dobloni.
Ah, la fatturazione a consuntivo, questa sconosciuta...
Temo sia superfluo aggiungere altro.

La Candidatura è una cosa bellissima.
Le varie Summer School anche.
I Sassi sono Meravigliosi.
Il Parco della Murgia un tesoro.

Il Turismo è importante e contribuirebbe a risolvere il Problema, ma, da solo, non lo risolve.


Facciamoli pure conoscere al Mondo e cerchiamo di trarne tutti i vantaggi possibili.
Ma per far sì che la gente partecipi a tutti questi eventi, che paghi i biglietti di musei e spettacoli teatrali, che abbia voglia e tempo di andare ai concerti  blues e jazz, occorre che abbia uno stipendio.

Riguardo il benessere di Matera, la Cultura ed il Turismo, intesi come risorse economiche risolutive, sono come la risposta alla domanda "E' più veloce un aereo o  è più buona la nutella?"
Non ha senso.
Non ha senso dividersi sul pro o sul contro, per quanto sia legittimo e anche doveroso denunciare ed opporsi alle distorsioni clientelari e agli errori più madornali, ma non ha senso semplicemente perchè è inutile.
Per come stanno le cose, se si perde, la povera gente farà la fame.
Se si vince, la povera gente farà la fame ugualmente.