11 giugno 2015

Barabba, Giuda, Don Abbondio e l'8 per mille

"Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato."
San Paolo mi perdonerà, ma non ho abbandonato tutto ciò che era da bambino.
Perchè è forse solo con gli occhi da bambino che vedo certe cose, altrimenti non si spiega come potrei scrivere questo post.
A giudicare dal sentire comune della maggioranza, non praticante, degli Italiani, cosa sia veramente una Comunità Cristiana è una specie di mistero.
In ordine misto siamo accusati di acquiescenza a sparate cardinalizie degne di Torquemada, buonismo, nazismo, frustrazione sessuale, bigottismo, ipocrisia, settarismo, arroganza, copertura della pedofilia e pure stupidità e fanatismo dibattistiano.
In genere, in base all'output di affidabilissimi media quali Porta a Porta o esternazioni di Politici sedicenti cattolici a cui calzano, invece, tutti gli epiteti di cui sopra.
Cosa si faccia in una Parrocchia moderna  non trova spazio in TV o presso il popolodelweb.
Teatro?
Corsi e spazi per la Musica di tutti i tipi?
Gruppi di lettura? (Le Memorie di Adriano, ossia: quando il cristianesimo non c'era ancora, gli dei erano morti e l'uomo era solo)
Cinema?
Corsi di Informatica Libera?
Cucina per la Comunità?
Ah, scoutismo per qualche centinaia di ragazzini?
Per non parlare degli invisibili, degli scomodi, degli imbarazzanti, tutte persone che in Chiesa sono a  casa loro come me.
Giusto per non essere accusato di piaggeria  ricordo come la mia esperienza non sia stata limitata ad un unico, fortunato caso.
Prima di entrare nel Villanova 1 vivevo nei pressi della Parrocchia di San Silverio di Chiesanuova ed andavo a Messa lì.
Beh, nell'Omelia non si è mai parlato di matrimonio omosessuale come minaccia alla famiglia.
Ma sulla difficile quotidianità di chi decide una vita di Testimonianza e di chi ne è spaventato per la difficoltà o allontanato dall'ipocrisia di chi non è all'altezza del proprio ruolo.
Dal pulpito parole sul lavoro, sulla crisi, sull'accoglienza degli immigrati.
E alla fine della Messa gli annunci del parroco snocciolavano incontri sul lavoro, sulla solitudine degli anziani, su come fare ad aiutare i più deboli.
No, niente teoria.
Solo pratica.
In poco meno di un anno ho costruito un'altra casa tra i prati di Sant'Ambrogio, qui a Villanova.
Per me Chiesa  non è un Cardinale che parla in TV.
Nè, tantomeno, un politico democristiano che vaneggia di valori che stupra ogni istante che apre bocca.
Chiesa è la persona che ho accanto.
Nello specifico, Chiesa, per me, è una Comunità che non si raduna per un rito, ma per Testimoniare un modo di vivere diverso e possibile.
Chiesa è un prato in cui i bambini giocano coi genitori?
No, non solo.
E' un posto in cui dare forza al Cristo che è in noi.
Che convive con Barabba, Giuda e Don Abbondio in me ogni giorno della mia vita.
E non è che si debbano sempre e per forza scacciare o schiacciare la violenza, il tradimento, la vigliaccheria.
Basta che Don Abbondio venga rincuorato, che Giuda esiti, che Barabba abbia paura delle proprie azioni.
Ed è difficilissimo anche solo questo.
Sono assolutamente consapevole dei gravi problemi della Chiesa.
Trovo irritanti gli spot dell'8 per mille: "Chiedilo a loro".
No: io voglio poter andare sul sito del Vaticano e trovare un bilancio più trasparente in cui ci siano meno auto blu e più soldi per le Parrocchie.
Apprezzo moltissimo la Chiesa Valdese per questo  sforzo e per come usa il denaro dell'5 per mille:
le e obiezioni all'uso dell'8 per mille da parte della Chiesa Cattolica sono tante e le faccio tutte mie.
Ma anche se c'è un inquilino disonesto nel mio condominio non per questo io posso pensare che la sua disonestà sparirà se smetto di pagare affitto e/o condominio.

La Chiesa è gravemente imperfetta ma è la mia Chiesa.