1 marzo 2016

mio fratello è figlio unico

Mi secca molto apparire come uno che si diletta ad emettere giudizi morali.
Il fatto è che bene e male, nella maggior parte dei casi, sono intrinsecamente legati tra di loro ed è sempre molto difficile separarli con l'accetta.
Ecco perchè, nel tempo, ho imparato a sfumare posizioni e giudizi in un'ottica di accoglienza dei punti di vista dell'altro.
Anche quando mi trovo in profondo disaccordo su questioni etiche  evito di esprimere giudizi morali e voglio tentare di seguire questa linea anche in queste circostanze.
Sin da ragazzino mio Padre mi ha insegnato il valore della Persona.
Nello specifico, una prostituta non è una battona, non è un oggetto di piacere, ma è una vittima, una schiava.
Una vittima della società che non le lascia scampo, una schiava di delinquenti senza scrupoli.
E i suoi clienti contribuiscono attivamente al suo degrado, alla sua umiliazione e ai profitti dei delinquenti di cui sopra.
Non per questo io ho mai pensato che si dovesse proibire la prostituzione: preferirei che si dedicassero risorse a risolvere i problemi piuttosto che a reprimerne gli effetti.
Ma, devo confessarvi che un uomo, anche se single, che magari fa la raccolta differenziata, che non parcheggia in doppia fila e paga le tasse, non parla al cinema ma che, il venerdì sera, pur con tutta la cortesia e la delicatezza possibile, comunque  paga cento euro una donna per soddisfare le sue voglie, non rientra nei miei canoni di correttezza civile.
E' perfettamente possibile che una donna possa liberamente scegliere tra l'opportunità di diventare neurochirurgo e prostituirsi, così come possa donare il proprio utero ad amci fraterni o noleggiarlo per 135mila €. 
La statistica della dolorosa realtà ci assicura che, in pratica, le prostitute sono quasi tutte schiave del bisogno e di organizzazioni criminali e che il loro consenso è estorto con la forza. 
Idem per le donatrici di utero. 
Non vedo molta differenza tra chi, statisticamente parlando, si concede uno sfizio con cento euro ai danni di una ragazzina spaventata e schiavizzata o centotrentacinquemila euro d'amore per farsi fabbricare un bambino da una donna che acconsente per necessità economiche. 
Sulla carta, possono anche essere atti di libertà ed amore ma, nel mondo reale è sfruttamento del bisogno altrui.
Quando, per le vie di Bologna, mi tocca di incrociare, fin troppo spesso, purtroppo, delle prostitute, non riesco a nascondermi il disagio per essere biologicamente attratto dalla merce in mostra.

Che, appunto, è merce, merce quasi mai messa in vendita in piena libertà dalle venditrici.
Mi limito ad esprimere la stessa forma di disagio nei confronti di chi ricorre all'utero in affitto.
Tutto qua.

Ma, alla fine, forse sono solo un rosicone che è seccato perchè, a giudicare da certi assordanti silenzi in merito, se avesse saputo prima che era lecito prendere del denaro e scambiarlo con il dolore di una donna per il proprio piacere, si sarebbe divertito molto di più in gioventù.


Song of the day: banalmente, Rino Gaetano