2 dicembre 2007

Ne' bastoni, ne' carote

Questa settimana si sta concretizzando una difficoltà che già intravedevo da qualche tempo nella mia attività di Maestro dei Novizi. Non che mi aspettassi l'assenza di problemi o difficoltà. Ma, adesso sono perplesso sul da farsi.
La disciplina scout non ha nulla a che vedere con quella militare. Spero sia chiaro e cristallino. Nel corso dei secoli gli eserciti hanno seguito due metodi parecchio diversi per mantenere disciplinate le loro bande di assassini. Il bastone e la coesione. Il primo metodo è il più antico ma è parte integrante anche del secondo: i soldati sono messi nella condizione di dover scegliere se ammazzare i nemici o esser ammazzati dai propri superiori. Facciamo qualche esempio: l'Armata Persiana di Serse, l'esercito Cartaginese, l'esercito Francese della Prima Guerra Mondiale ( vedasi 'Orizzonti di Gloria di Kubrick ), quello Italiano dal 1861 alla fine della Leva Obbligatoria ( spero), quello Giapponese della Seconda Guerra Mondiale e quelli del Patto di Varsavia ( incluso l'attuale esercito Russo ).
Il metodo della Coesione è più complesso da realizzarsi, ma è anche quello decisamente vincente: l'Esercito Romano, quello Arabo dell VIII Secolo, i Mongoli, la Wehrmach, i Mille di Garibaldi, i Marines e i Paracadutisti della 101a divisione aviotrasportata dell'Esercito degli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, i Talebani. Oltre a far si che la meglio gioventù vada allegramente verso le falangi/mitragliatrici/napalm/Phaser per realizzare un qualche alto 'ideale' , gli eserciti basati sulla coesione aggiungono al bastone anche la creazione di forti legami di amicizia tra i soldati, legami che spingono i malcapitati a metter a rischio la propria vita pur di salvare quella dei commilitoni, vedasi "Band of Brothers"....
Ossia, si instaura un meccanismo disciplinare fortissimo proveniente dal basso.
Ecco, la disciplina tra gli scout non somiglia affatto a quello che è scritto qui sopra o, meglio, ci somiglia quanto un gatto nero somiglia ad una pantera.
Detto tra noi, tra gli scout la disciplina si chiama 'Stile'. Non nasce dall'imposizione ma dall'esempio e non ha nulla di militaresco.
Vabbè, mi sono accorto che di questa faccenda ho già scritto abbastanza senza aver detto nulla del mio problemino. E mi accorgo, con orrore, di dover fare un'altra terribile premessa. Ma sarò breve e criptico, come piace a voi:
Non credo che il fallimento di una attività possa mai essere addossato ai ragazzi, non credo che ottenere l'attenzione mediante le urla sia scritto da qualche parte del Regolamento Metodologico, del Patto Associativo, della Legge o della Promessa.
Il problema è che il mio Noviziato negli ultimi giorni non sta combinando un tubo.
Quindi, sto vivendo la contemporanea sensazione di aver fatto un buon lavoro fino ad oggi ma di non riuscire ad ingranare la marcia successiva.
Faccio una gran fatica a realizzare, col Noviziato, in un'ora quello che avremmo dovuto finire in pochi minuti. Fino ad ora non ho mai dovuto far valere la mia Autorità per portare avanti il programma. Purtroppo, il Noviziato mi segue a due velocità e non so come colmare il gap. La capacità di far casino, di arrivare in ritardo e di saltare la messa è una costante Universale dell'età adolescenziale, non è di questo che mi preoccupo. Ma della mancanza di capacità di concretizzare ogni attività. Si arriva in ordine sparso, non si ha voglia di giocare, non si ha voglia di cantare, poi si ha voglia di giocare ma si va via ancora prima di iniziare. E i concetti di 'servizio', 'Carta di Clan', 'autofinanziamento' non sono riuscito manco a nominarli, con conseguente figuraccia col Capoclan che credeva che fossimo assai più avanti nelle attività...
Mah, di sicuro non mi metterò a gridare 'state fermi e zitti e chi si muove mazzate ecc' ma credo che la prossima volta dovrò cambiare un po' registro.
Dopotutto, è la mia prima volta...