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1 marzo 2026

Decreto Sicurezza 2026 e coltelli scout: per stazioni (in)sicure come prima ma merende di coccinelle sicurissime

A sinistra un coltellino svizzero Victorinox con lama di 6 cm, a destra un Coltellino Opinel con lama bloccabile da 8 cm


 

DISCLAIMER: le informazioni qua riportate sono il sunto di quel che ho capito io sullo stato dei fatti ma sarebbe davvero opportuno che l'AGESCI (o direttamente la FIS) ci inviasse tempestivamente un vademecum su come gestire la questione validato da un legale.

Un'ottima guida sulla faccenda è qui.

Veniamo a noi: fino a ieri si poteva star certi che uno scout in uniforme in attività con un coltello in tasca potesse circolare serenamente avendo dalla sua un più che giustificato motivo da opporre ai controlli delle forze dell'ordine.

E no, non è vero che non ci controllano: ricordo bene un paio di episodi in gioventù in cui, uniforme o no, il controllo ci fu.

Ma cos'è questo giustificato motivo?

In sostanza, se sei un elettricista hai giustificato motivo per avere un cacciavite lungo ed affilato mentre apri un quadro elettrico sulla pubblica via.

Se sei un elettricista, ma sei allo Stadio per il derby Matera Potenza, NON hai un giustificato motivo per portare con te lo stesso identico cacciavite lungo ed affilato.

Idem se stai raccogliendo funghi e sei, appunto, uno scout su un sentiero boscoso o in un Campo Scout.

Il Decreto Sicurezza 2026 (decreto legge, vedremo se sarà confermato in toto dal Parlamento) cambia le carte in tavola.

Prima di tutto, scompare completamente per gli Opinel con lama >= 5cm il giustificato motivo in quanto dotati di meccanismo di bloccaggio.

L'Opinel come quello in figura è, pertanto, fuorilegge al di fuori di casa propria proprio per la presenza del meccanismo di bloccaggio: si va in galera e non c'è giustificato motivo che tenga.

Anche se siete sorpresi dai carabinieri forestali mentre lo usate per affettare il pane alla Route Nazionale in alta uniforme sotto la bandiera della Patria.

Peccato, l'Opinel è il miglior coltello scout che abbia usato: costa poco ed è estremamente versatile. 

L'ho usato durante il mio percorso di Capo per farci di tutto: una volta ci ho anche tagliato un cordino eh, ma solo una volta, giuro: mi serviva per rimpiazzare il laccio dello scarpone.

In genere, con l'Opinel da dieci euro ho cucinato/tagliato il pane, inciso il legno ed aggiustato cose.

Poi, quando ho fatto due lire, sono passato al classico coltellino svizzero: in realtà per lo più per tagliar torte e ciambelle per le merende delle coccinelle e ho usato le sue pinzette per estrarre spine da manine eccetera.

Glu altri utensili li ho usati molto raramente in uscita e durante le riunioni.

Ma anche il coltellino svizzero, con lama < di 8cm ha qualche problema: il giustificato motivo, ora, implica che lo si può usare per tagliare il pane durante le attività scout, certo, ma se in quel momento non state tagliando il pane NON potete tenerlo in tasca (o, nel nostro caso, appeso al moschettone della cintura dell'uniforme) ma dovete tenerlo "in modo non immediatamente disponibile".

Che è il legalese per 'nello zaino, in bagagliaio, meglio se in una custodia chiusa'.

In pratica, secondo la nuova legge, i coltelli di tipo consentito vanno portati nello zaino. 

E tenuti lì eccetto che per il tempo strettamente necessario ad usarli.

E non è tutto.

In branca LC il problema non si pone, almeno nel mio gruppo: da tempo l'uso del coltellino è stato prima limitato ai bambini dell'ultimo anno e poi proibito: in effetti non è uno strumento utile per le nostre attività.

Ma per la branca E/G c'è una bella limitazione: i minorenni NON possono, semplicemente, avere un coltello. 

Nemmeno un Victorinox  come quello in figura con lama non bloccabile minore di 8 cm.

Ne è vietata la cessione anche tra privati, figuriamoci la vendita.

Diciamo che se le mie figlie volessero continuare il sentiero scout fino alla branca R/S un coltellino svizzero potrebbe essere un ottimo regalo di 18 anni.

Però gli E/G potranno usarlo sotto supervisione del Capo.

In teoria, quindi, i nostri E/G (ed R/S minorenni) potranno usare il loro coltello solo per eseguire il compito specifico, prima e dopo quel compito il coltello... deve essere custodito dal Capo. 

Comodo, no?

Già lo vedo il Capo Clan con sette, dieci coltelli nello zaino, arrancare sulla strada con quel peso supplementare.

E, contemporaneamente, ce li vedo i maranza a spaventarsi per questa nuova norma. 

Ce li vedo proprio.

In compenso, per noi poveri scout, è una bella seccatura: non è roba esiziale ma capirete che è l'ennesima goccia di fiele che ci cade addosso.

Inoltre, volete scommettere due cose?

La prima è che in parlamento non si troverà nessun sostenitore della mejo gioventù cattolica per modificare un minimo 'sta norma (non entro nel merito tecnico) e inserire dentro il decreto un codicillo salvascout (ma anche salva artigiano/raccoglitore di asparagi).

La seconda è che, se dopo le prossime elezioni andasse al potere l'opposizione,  non ci sarà la corsa a rivedere 'ste norme in senso razionale e libertario.

Ed educativo.

Semplicemente, non ho ancora visto una 'legge speciale' istituita dalla destra venir abolita dalla sinistra.

E quindi?

Beh, state attenti: fare il Capo è già sufficientemente complicato e non è il caso di infilarci dentro pure il rischio gabbio.

Io, alla prossima riunione, lascerò il coltello (il victorinox, si intende) in macchina e, quando si tratterà di tagliare la ciambella della merenda, lo andrò a prendere dall'auto.

Sarà una merenda per coccinelle molto sicura, quella.

Almeno la merenda.


due fazzoletti di carta


 


Ci si può ritirare rattristati da una bella riunione con le Coccinelle?

Sì.

Anche se è andato tutto bene.

Proprio perché è andato tutto bene.

Il caos delle vite dei Capi che si riconcilia nel Servizio non è mica una roba triste.

I giochi, le risate argentine, le domande, le riflessioni più inaspettate, l'entusiasmo più cristallino possono rattristare?

Sì.

Se, mentre porgi un fazzoletto a una bambina, ti assale la certezza della futilità del tuo gesto.

Perché ti basta distogliere lo sguardo dal tuo piccolo, soddisfacente, compito per incontrare quello di chi, vicino o lontano, avrebbe bisogno di ben altro che un fazzoletto di carta.

La Buona Azione, anche se ben coordinata con altre, resta isolata, impotente di fronte all'avanzare della violenza causata dall'ignoranza e dall'azione del caso che colpisce innocenti e non con uguale crudeltà.

Sì, malattie, problemi familiari seri, qualche guerra qua e là, un po' di riscaldamento globale, l'aria della Pianura Padana irrespirabile da giorni.

Cose così.

Poi, a Messa, serve un fazzoletto di carta.

Un altro.

Serve lontano, in un altro banco.

E Babbo Scoiattolo, si sa, ha sempre una scorta di fazzoletti di carta.

E quel fazzoletto di carta passa di mano in mano. 

Coccinella, lupetto, rover, scolta, capo, destinatario.

Un altro fazzoletto di carta dello stesso pacchetto del primo.

Solo che, se il primo mi è sembrato insufficiente, il secondo, proprio perché passato di mano in mano, mi ha dimostrato che è sempre possibile tracciare una sottile, anche se flebile, linea di speranza, labile quanto un fazzoletto di carta.

Ed è con la consapevolezza che una piccola speranza c'è sempre che sono tornato a casa con una malinconia insolita.

Perché la speranza tiene solo in vita la speranza.

Non scalfisce la malinconia.

Solo un sollievo, un sollievo per tutti, potrebbe farlo.

E il solo sollievo che oggi ho offerto è usando un fazzoletto di carta.

Troppo poco per tornare a casa allegri e soddisfatti.

Perché non è questione di fare di più, ma di non farlo da soli.

E, a un certo punto, quella catena di mani in Servizio, si interrompe.

O, peggio, diventa impotente.

22 febbraio 2026

22 febbraio 1926 - 22 febbraio 1943 - 22 febbraio 2022 - 22 febbraio 2026








Il 22 febbraio di cent’anni fa il primo Thinking Day.

Il 22 febbraio del 1943 il Martirio di Sophie Scholl, la Sofì de “Il coraggio nei piedi” di Mattia Civico, per intenderci tra scout.

Il 22 febbraio 2022 le avanguardie della feccia pacifinta rossobruna portavano avanti l’atroce maskirovka di Putin assicurando gli italioti che non ci sarebbe stata invasione. E vorrei avere parole più precise per definire i servi, consapevoli e no, delle bestiali autocrazie che appestano il pianeta.

Il 22 febbraio del 2026 da qualche parte, da tante parti, dalla mia parte, incuranti ma consapevoli di tutto ciò, c’è stato il centesimo Thinking Day. Al nostro TD siamo arrivati con fatica ma vedere lupetti e coccinelle di due gruppi diversi giocare insieme all’unisono l’ha ripagata tutta.

Forse, serve proprio quella fatica per salvare davvero ciò che inferno non è.

E fargli spazio.

Ma basterà?

28 novembre 2025

I posti vacanti nell'organigramma di Zona e due files in pdf da ricopiare a mano



Sono andato molto volentieri all'assemblea di zona di Bologna del 23/11/2025.

Il fatto è che vedere tanti giovani capi tutti assieme è quanto di più ansiolitico conosca.

Alcool a parte, ovviamente.

O forse era l'aeromodellismo?

Ma evitiamo di divagare ulteriormente.

Dunque, sveglia alle 6, sghiaccia la macchina, vai a prendere Arcanda, tante belle chiacchiere fino ad arrivare a Cento (FE): c'è quella bimba che sta crescendo un po' troppo in fretta, quella che "Hai visto che progressi?" E poi tutte le altre che, ognuna a modo loro, promettono benissimo.

Ed ecco subito l'atmosfera ansiolitica di cui parlavo prima: basta guardarsi attorno lì nell'androne del cinema dove ci sarà l'assemblea vera e propria nel primo pomeriggio.

Ed è subito speranza e gratitudine.

Dopo una seconda colazione ci dirigiamo ciascuno al suo evento formativo: io, per quest'anno, ho scelto i rapporti coi genitori, i soci di maggioranza di quella sfida che sulla carta si chiama educazione, per me, che educatore non sono e non mi sento, si chiama solo scautismo.

Il modulo di formazione è interessante in giusto ma la parte che mi piace di più è l'incontro con altri capi, qualcuno completamente sconosciuto, qualcuno meno.

Prima di pranzo, al sole freddo di questo novembre pieno di ansie, ho modo di scambiare 4 chiacchiere e risolvere di persona qualche intoppo che la comunicazione informatizzata porta a massimizzare.

Dopo la Messa, la seconda del week end per quasi tutti noi, inizia l'assemblea vera e propria.

Tutta ordinaria amministrazione e, come al solito, un paio di volte mi sono trovato in minoranza. 

Pazienza, non è roba da strapparsi i capelli.

E, comunque, buon lavoro ai quadri associativi neoeletti.

Finché, alla fine, arriva una mozione che mi fa sobbalzare sulla sedia (piuttosto comoda, devo dire).

Bisogna sensibilizzare i Capi al fatto che siamo rimasti troppo a lungo senza Responsabili di Zona. Insomma, ragazzi: quando l'anno scorso eccetera eccetera i posti erano vacanti come mai nessuno di voi ha avuto uno scatto d'orgoglio e non si è immolato alla causa?

Istantaneamente, dentro di me, questa è diventata la mozione "Non hanno pane? Perché non mangiano brioches?" (Frase apocrifa, lo so).

Giusto per dare qualche elemento in più di ragionamento, vi faccio un esempio a caso.

E' tempo di censimenti, ossia di iscrizioni al nuovo anno scout.

Come ci si iscrive agli scout?

Beh, una volta superato lo scoglio della lista d'attesa bisogna pagare la quota associativa, compilare la domanda, allegare il modulo privacy e la scheda sanitaria.

Un bel mucchio di carte da stampare, compilare e, ahimé, gestire.

Per fortuna, dopo un inizio incerto, l'AGESCI ha messo su un bel sistema di iscrizioni online: i genitori (entrambi) ricevono un link via mail per procedere alla firma digitale della domanda di iscrizione.

Certo, resta la scheda sanitaria che è sempre bene portarsi con sé ai campi e che giocoforza va compilata in cartaceo, ma i pacchi di pagine da stampare e compilare e verificare e registrare appartengono al passato.

Quasi.

Beh, perché, purtroppo, ci sono un po' di persone: genitori e tutori, che hanno serie difficoltà a seguire la procedura informatica.

Per quelle poche persone, quindi, è giocoforza ricorrere al cartaceo e poi inserire (a mano) i dati sul portale. Pazienza, nel mio branco/cerchio, ad esempio, potrebbero essere 2/3 casi al massimo su oltre 40 bambini.

Niente di drammatico.

Vado, quindi, sul portale agesci dedicato ai documenti e ...

I documenti sono tutti in pdf: iscrizione e scheda sanitaria in primis.

Pazienza, li compileranno a mano. 

E' una seccatura e poi vatti a decifrare gli scarabocchi che mi trovo regolarmente nei moduli, ma ...

No: non basta scaricarli e stamparli: bisogna pure RICOPIARLI perché la domanda di iscrizione va messa su carta intestata del gruppo o almeno non può essere lasciata con l'intestazione del pdf che è men che generica:

AGESCI Gruppo Nome Codice fiscale: 00000000000 Via/Piazza/Strada Nome, XX – 00000 Città (PR) tel. +39 000 000000 – cell. +39 300 0000000 nomegruppo@regione.agesci.it – nomegruppo@pec.agesci.it gruppi.agesci.it/nomegruppo

ossia, nella pratica, quei pdf sono inutilizzabili.

Anche la scheda sanitaria è messa uguale. Quella della privacy, grazie al cielo, no: è intestata all'AGESCI nazionale e può essere compilata (a manina) così com'è.

Perché questi documenti non sono disponibili anche in formato editabile (sarebbe meglio il formato aperto .odt ma anche quello proprietario Microsoft andrebbe bene).

Non sono riuscito ad individuare il motivo e così ho aperto un ticket all'helpdesk Agesci.

Che è stato celerissimo nel rispondermi:

l'associazione, ha scelto come formato da inserire nel portale e sul sito ageci, sempre e solo il formato pdf

Ho ringraziato e ho risposto:

Farò del mio meglio per far cambiare questa decisione dato che l'uso di un formato che implica tanto lavoro in più per i capi non mi sembra una cosa ben fatta.

Non so, forse  mi spingerò anche a presentare una mozione su software libero e formati dei documenti (ammesso e non concesso che la mia Co.Ca. abbia le risorse per gestire anche quest'altra faccenda, il che non è probabile).

A me non viene in mente nessun motivo valido perché dei documenti che van messi su carta intestata di ogni singolo gruppo scout debbano essere rilasciati solo in fomato pdf costringendo migliaia (essì: i gruppi sono migliaia) di capi a copincollare, riformattare, insomma a perderci una marea di tempo sopra.

Ecco, penso che il motivo per cui ai capi è richiesto questo tempo extra rispetto a quanto razionalmente necessario è lo stesso per cui sono stato cazziato per non essermi offerto volontario al ruolo di Responsabile di Zona negli anni passati. 

Il mio tempo è invisibile. 

Ma io ci sono ancora.

Gli altri capi, ormai a decine, che hanno lasciato il Servizio dopo aver fatto un po' di Strada con me, invisibili lo sono definitivamente.

Loro non possono essere cazziati per non aver fatto più servizio di quello che potevano sostenere e che li ha definitivamente bruciati.

E quindi accolgo seriamente l'invito del Don che ha proposto la mozione (mi si perdoni, ma mi sono perso il suo nome) a valutare se posso fare di più, con la mia bella nomina a capo.

Dato che sono sempre sull'orlo di un collasso, la faccenda, effettivamente, si pone solo quando nel mio gruppo il mio servizio diventerà superfluo.

E diventerà superfluo solo se le mille gocce come quelle del pdf da ricopiare a mano in .doc per sport saranno asciugate invece di far traboccare il proverbiale vaso dei capi di cui, ricordiamoci tutti, il preziosissimo servizio dura, in media, meno di una manciata di anni.

Che, poi, io ero lì, uno dei 279 presenti sin dal mattino, (poi saliti a 341), su 678 Capi della Zona di Bologna.

Il giorno prima avevo fatto attività, in quella settimana ho avuto Staff e Co.Ca. ...

Ma so che, tra qualche tempo, a Co.Ca., mi toccherà partecipare ad una attività su questa mozione (a cui penso di essere l'unico o quasi ad aver votato contro) in cui mi si assevererà sull'importanza della democrazia associativa.

Sarà senz'altro meglio che ricopiare a manina moduli da pdf a formato editabile.

PS: qui potete trovare i moduli di iscrizione AGESCI e la scheda sanitaria per l'anno scout 2025/2026 in formato editabile.

Una mia piccola ricompensa per qualche capo che per caso fosse capitato su queste pagine.

Prego, non c'è di che.





PS: carina, Cento.

24 agosto 2025

Che forma avrà la mia felicità? #RN24 un anno dopo










Bellissima la Route Nazionale delle Comunità Capi AGESCI del 2024!

Un'esperienza indimenticabile di cui ho già scritto qui e poi anche qui.

Per riassumere i miei pensieri dell'anno scorso: tutto ok, senza se e senza ma.

Ed è passato un anno.

Un anno di attività.

I Campi e le Route sono finiti.

A breve, anzi a brevissimo, le Comunità Capi balleranno il valzer delle disponibilità per definire gli staff del nuovo anno scout 2025/2026.

Mi e vi chiedo:

che vantaggi hanno avuto o avranno l'anno prossimo coccinelle, lupetti, guide, esploratori, scolte e rover? 

E pure i capi eh!

Quest'anno scout ed il prossimo, se non ci fosse stata la Route Nazionale sarebbe stato e sarà diverso?

Il mio giudizio sulla Route non è cambiato e resta completamente positivo.

Purtroppo, solo l'Amore non si misura: tutto il resto, sì.

Ed è bene che lo si faccia quando c'è di mezzo il bene di Coccinelle, Lupetti, Guide, Esploratori, Scolte, Rover e... Capi.

Nel servizio del Capo medio nel gruppo medio come sono cambiate le cose dopo #RN24?

Eh, lo so, questa domanda mi fa passare subito per polemico: dopotutto, questa, è una nazione di avvocati.

Ma io sono ingegnere e sono tremendamente affezionato ai fatti.

Ne abbiamo?

Se non ne abbiamo non è un gran problema, ovvero è un problema infinitamente meno grave di quello di essere convinti di averne, senza averne.

Non ripeterò, ovviamente, i miei elogi dell'anno scorso (che confermo) ma, tra un mese, si ricomincia: siamo più pronti?

Siamo di più?

L'importanza della Route Nazionale non è solo nei numeri dei Capi disposti, un anno dopo, a far Servizio.

Non abbiamo fatto la Route per reclutare gente.

Ma, senza Capi, l'importanza della Route Nazionale decade.

Un anno fa abbiamo partecipato ad una cosa ben fatta.

Il prossimo Settembre, però, se saremo di meno, se il trend continuerà ad essere quello della mera sopravvivenza, io due domandine sull'impatto della Route sul futuro me le farei.

PS: io non vedo l'ora di ricominciare

11 febbraio 2025

Una Comunità Capi sulla Linea Gotica







Quando una Comunità Capi fa Strada, dissoda, ara e semina.

Non c'è una vera alternativa, un succedaneo, un surrogato, al camminare insieme, a condividere la fatica della Strada.

E sarebbe davvero pratico.

Invece, no. 

Tocca lo zaino, la salita. 

Il sudore anche nel cuore dell'inverno.

Arrivati a destinazione, l'Eremo di Trebbana, mi sono ricordato che da queste parti passava la Linea Gotica, l'ultima linea di difesa dei nazifascisti.

Per molti mesi amari, tra queste montagne, tra questo fango, è scorso il sangue.

E noi ci siamo arrampicati fin qua su a scrutare la Linea Gotica dei nostri tempi.

Una Linea che divide per prima cosa i nostri cuori.

Troppo comodo pensare che i neofascismi, la disgregazione della democrazia, l'accartocciamento dei corpi intermedi e delle comunità siano tutti dall'altra parte di una barricata immaginaria che divide buoni da cattivi.

Ecco perché è importante mettersi sempre in discussione e vegliare.

Chi è arrivato fin lassù, nel fango gelido, nella nebbia fitta, però, ha trovato luce.

Io l'ho trovata in una Coccinella ora Capo, in un crocefisso sospeso tra la pietra antica, ma soprattutto in una fratellanza che, mi si perdoni la speranza (e non l'ardire) mi sembra sempre più quella della prima comunità cristiana, quella dei discepoli di Gesù.

Un gruppo scout è di per sé un piccolo miracolo, ma occorre molta fatica terrena per mandarlo avanti.

Ma quant'è leggero lo zaino un istante prima di posarlo.







18 dicembre 2024

5 Anni di Proposta Educativa




La Redazione di Proposta Educativa di cui ho fatto parte ha concluso il suo mandato durato dal 2019 al 2024.

Con la pubblicazione dell'ultimo numero sul portale cede il passo ad una nuova compagine.

E anche questa è fatta!

Tutto è cominciato con questo post.

Non è che fece scalpore, eh, però è uno dei più letti del blog.

A quanto pare, l'argomento stuzzica ancor oggi.

A me sembra chiarissimo, tanto è vero che mi sono sentito in diritto di scriverne.

Ma non divaghiamo.

Il post è stato letto da qualcuno che ne ha parlato bene a qualcun altro.

Proprio mentre stavo meditando di prendermi una pausa dal Servizio.

Dopo 4 anni di coccinelle avevo accettato di buon grado di passare in Reparto ma, a posteriori, posso dire di aver fatto il passo più lungo della gamba. 

Ah, di divertente è stato divertente eh, ma ancor meno sostenibile delle coccinelle.

Quindi, quel giorno, me ne stavo sul sagrato della Chiesa a dire ai Capi Gruppo che avevo bisogno di un pit stop alla fine di 5 anni di Servizio in cui, tra l'altro, mi ero sposato, avevo comprato casa ed era nata la mia figlia maggiore.

Quello stesso pomeriggio ricevetti la prima telefonata, chiamiamolo così, del processo di reclutamento.

Guarda caso...

E poi ricordo il primo treno per Milano, i tunnel della metropolitana fino a sbucare, con un po' di fiatone, nella Cappella della sede AGESCI della Lombardia dove riposano Baden e Kelly.




E poi Servizio.

Tanto, bellissimo, avvincente e faticoso.

Quattro numeri all'anno per cinque anni.

Anni di conoscenza, incontri, viaggi, meningi spremute e dita sporche d'inchiostro per prendere appunti.

Momenti di spiritualità e fratellanza altissimi.

Studio, documentazione, esercizio.

Anni in cui qualcuno, con pazienza, mi ha insegnato a scrivere meglio.

Ma non è stato tutto rose e fiori. 

Lungo la Strada ci ha lasciato Martino Poda che è tornato alla casa del Padre prendendo, troppo presto, una scorciatoia terribile.

La piccola comunità, di fatto famiglia, che si è formata tra le pagine della rivista è qualcosa che durerà per sempre.

Ieri, mentre pubblicavo sul portale di PE l'ultimo numero della rivista, mi sono sentito parte di un bene concreto e ben poco letterario.

Quello che nasce dalle case lì dove la rivista cartacea viene anche dimenticata.

E ho visto le copie di PE sui mobiletti del bagno, sui comodini, usate come rivestimento dei portafrutta, abbandonate tra le bollette sul mobile dell'ingresso.

Le ho viste lette, le ho viste negli zaini e nelle borse di Capi di tutte le età.

Ho visto quelle riviste testimoni mute delle vite di decine di migliaia di sorelle e fratelli unici ma impegnati nello stesso strenuo Servizio.

So che qualcuna delle mie parole scritte è stata utile, è stata formativa.

Ma mi interessano di più quelle mute, quelle mai lette, quelle che sono lì, proprio ora, nelle case di chi non la pensa come me ma combatte con me per lasciare il mondo un po' migliore.

Eccole, le mie, le nostre parole, lì nelle stesse stanze di Persone che non si arrendono al dolore dei bambini, alla solitudine degli adolescenti, alla rabbia dei giovani.

E che sanno andare oltre la Speranza, perché sanno, in cuor loro, che il Paradiso può e deve essere qua perché già esiste nelle nostre sedi, nei nostri Campi Scout.

Questo è l'indice dei miei articoli: 

202001 - https://pe.agesci.it/articolo/fedeli-e-imperfetti/

202004 - https://pe.agesci.it/articolo/perche-laltro-fa-paura/

202005 - https://pe.agesci.it/articolo/grattacapi-ambientali/

202007 - https://pe.agesci.it/scoutismo-e-software-libero-a-che-punto-siamo/

202009 - https://pe.agesci.it/articolo/paura-e-speranza-nello-stesso-zaino/

202012 - https://pe.agesci.it/articolo/fratelli-tutti-il-sogno-di-papa-francesco/

202105 - https://pe.agesci.it/articolo/i-testimoni-della-porta-accanto/

202105 - https://pe.agesci.it/articolo/essere-forti-per-essere-utili/

202109 - https://pe.agesci.it/articolo/noi-capi-siamo-pronti/

202201 - https://pe.agesci.it/articolo/benvenuti-al-nord-e-anche-al-sud/

202201 - https://pe.agesci.it/articolo/una-cosa-ben-fatta-ci-siamo-fatti-in-tre/

202201 - https://pe.agesci.it/articolo/contaminarsi/

202202 - https://pe.agesci.it/articolo/come-stai/

202202 - https://pe.agesci.it/articolo/2-salute-e-forza-fisica/

202203 - https://pe.agesci.it/articolo/quel-rumore-di-sottofondo/

202203 - https://pe.agesci.it/articolo/essere-forti-per-un-futuro-migliore/

202204 - https://pe.agesci.it/articolo/la-pedagogia-dellesempio/

202301 - https://pe.agesci.it/articolo/iniziazione-cristiana-si-puo-fare/

202302 - https://pe.agesci.it/articolo/parlare-col-cuore/

202302 - https://pe.agesci.it/articolo/impigliati-nella-rete-senza-saperlo/

202303 - https://pe.agesci.it/articolo/relazioni-lunghe-una-vita/

202401 - https://pe.agesci.it/articolo/un-attimo-di-per-sempre/

202402 - https://pe.agesci.it/articolo/felicita-pura/

202403 - https://pe.agesci.it/articolo/in-che-senso-una-biblioteca/

202403 - https://pe.agesci.it/articolo/mo-sei-ecologico/

202404 - https://pe.agesci.it/articolo/lirripetibile-da-ripetere-per-sempre/


Non ringrazierò abbastanza Laura e la Redazione di Pe per questi anni di crescita, amicizia, fratellanza.

L'esperienza nella redazione di Proposta Educativa è stata forte, intensa, indimenticabile.

Ma Proposta Educativa la leggevo anche prima e continuerò a leggerla ancora perché è uno strumento fondamentale nella formazione permanente dei Capi.

E concludo con un piccolo pezzo che non è stato pubblicato sul portale, penso che sia il degno finale di una grande avventura:


ESSERE SPERANZA 

È vero: al voga finale di Arena24 non potevamo metterci tutti in cerchio, ma scommetto che ognuno di noi, lì, si sia sentito parte di un immenso cerchio azzurro. Io mi sono sentito anche parte di un immenso circolo virtuoso. Sono andato in Route colmo di speranze, figlie della somma dei miei anni di servizio.

Sono tornato dalla Route con i frutti di quelle speranze davanti agli occhi e tanta felicità nel cuore. Perché adesso so: non ho più bisogno di credere. So che la nostra fraternità è concreta, vitale e porta il centuplo di felicità in ciascuno di noi pronto a servire. 

L’ho visto: io c’ero. Ci sono. E ci sarò. Perché è nel mio (e nostro) servizio che tutto si genera di nuovo. Perché anche nelle coccinelle che magari dimenticheranno il mio nome, io vedo già le capo di domani, testimoni di una felicità che viene da lontano, piccolo seme di una felicità eterna che è alla portata di ogni essere umano.





Buona Strada alla Nuova Redazione, non vedo l'ora di leggervi!





30 novembre 2024

Assemblea di Zona di Bologna, 17 novembre 2024



L'assemblea di zona non è un pranzo di gala.

Ci si va perché è necessario.

Anche il giorno dopo una bella ma impegnativa riunione con le coccinelle.

Anche se è domenica elettorale.

La sveglia che suona di domenica all'orario del lunedì non fa una buon effetto sull'umore.

Ma ci sarebbe da indacare su come facciano, una dozzina di cattivi umori, a trasformarsi in allegria quando ci si incontra davanti alla sede per dividersi tra le auto.

All'arrivo c'è un'atmosfera un po' alla 'route nazionale', ma  c'è da lavorare e ci si divide in fretta tra i vari impegni.

Mi sono iscritto ad un modulo formativo su 'disabilità ed inclusione'.

Il modulo è stato fighissimo e spero bene di poterlo usare al meglio "sul campo".

Non entro nel merito delle mozioni perché mi rendo conto di non avere la competenza specifica che serve a valutarne l'impatto profondo.

Di sicuro non ho la pazienza e la capacità di analisi del testo in legalese e per fortuna c'è ancora chi lo fa e ha la forza di far notare certi svarioni.

Poi, a inizio assemblea, ho scoperto una novità sulla formazione che diventa permaente in maniera coercitiva.

Di certo, l'articolo 89 del nuovo Regolamento associativo aggiornato al Consiglio generale 2024 porterà a due esiti ben distinti e mutualmente esclusivi: la chiusura di vari gruppi o l'emissione delle ennesime deroghe.

Ma per quest'anno sono a posto, potrò censirmi e siamo tutti contenti.

Questo piccolo dettaglio, nella pratica, non mi cambia nulla.

Ma dal punto di vista del principio ammetto di essere molto perplesso.

Ieri all'assemblea non è stato coperto il ruolo di Responsabile Femminile di Zona.

Il numero dei Capi Unità con la Nomina a Capo è minoritario, per dire.

Il rimedio, a quanto pare, è l'ennesima variante dell'apocrifa 'non hanno pane? Perché non mangiano brioches?' 

Pazienza, cercherò di fare al meglio: dopotutto, ho sempre letto PE (anche prima di scriverci) e il manuale di branca (comprando quello aggiornato) tutte le volte che cambio Servizio.

Aggiornarsi e formarsi fa parte dei doveri del Fratello Maggiore che si prende cura dei più piccoli.

Avere l'ennesimo bollino (in deroga), no e provo una sensazione di déjà vu che ho ricondotto alle classiche situazioni lavorative:

le carte devono essere a posto ma la produttività (e lo stipendio) restano bassi perché, al solito, il problema della formazione è l'altra faccia della medaglia del problema del turnover dei capi per troppi impegni collaterali (sì, la riunione con le catechiste per decidere il regalino delle cresime e altre 30 cose del genere).

E siccome il problema del turnover dei capi è dato per scontato come il fulmine e l'alluvione avremo le carte a posto (ma in deroga) e...







PS: all'Assemblea di Zona può anche capitare di trovare un giovane Capo universitario proveniente dal Reparto Sagittario e dal Clan Orione del Matera 1

13 ottobre 2024

Kill Bill ossia: "Eccomi"






E' arrivato ottobre ed è arrivata la giornata delle Salite.

Coccinelle e Lupetti sono diventati Guide ed Esploratori.

Guide ed Esploratori sono saliti in Noviziato.

Troppi Capi hanno smesso di far Servizio.

Alcuni Capi hanno dovuto cambiare unità.

Tra cui io.

Resto Babbo Scoiattolo ma cambio Cerchio: dai Ciclamini passo alle Primule.

Niente di misterioso: l'incastro tra le varie esigenze dei capi disponibili ha reso necessario che questo 4° anno di Servizio nelle Coccinelle fosse fatto nel Cerchio gemello.

La parola maestra di Babbo Scoiattolo è: "Lavorare e giocare per gli scoiattoli erano la stessa cosa".

Ma un Capo ne ha un'altra: "Si serve dove serve".

E servo lì.

Lascio con dispiacere le Coccinelle dei Ciclamini, dopo 3 anni fantastici.

Vado con entusiasmo nelle Primule perché lì troverò lo stesso Popolo della Gioia.

E' un nuovo inizio in continuità con il Servizio di sempre.

E quindi il mio nuovo nome bosco sarà KirK!

Forse un giorno Bill tornerà ma non è per preservare il legame coi Ciclamini che ho scelto di cambiare nome bosco ed adottare, per questa nuova avventura, quello del Capitano Kirk di Star Trek.

L'ho scelto perché abbiamo tutti bisogno di cambiare per il meglio.

Ne ho bisogno io e ne ha bisogno l'Agesci che deve darsi una svegliata ed affrontare la crisi numerica di capi  che sta accelerando più del Cambiamento Climatico.

Bill è stato il mio secondo nome dal 2014.

Oggi l'ho cambiato, sono uscito dalla comfort zone e ho scelto come nome bosco quello di un Esploratore, Pacifista, Scienziato, simbolo di un percorso di progresso per l'Umanità.

Dobbiamo cambiare per rimanere scout.

Dobbiamo cambiare perché senza capi non c'è scautismo.

E io preferisco cambiare anche il nome pur di poter far Servizio un anno ancora.

Buon Volo, Buona Caccia e Buona Strada!


PS: non capisco come mai le arcande continuano a bocciarmi come nome bosco Ken. 

Mica Ken il manzo di Barbie: Ken Shiro! Ha pure i sette punti neri sul petto!



4 ottobre 2024

Racconti Intorno al Fuoco: due secondi posti per la seconda edizione

Secondo posto!

Due Volte!

Il mio primo podio in un Concorso Letterario!

La seconda volta che il mio nome finirà su un libro pubblicato!

Emozione e soddisfazione sono ancora inestricabilmente mescolati nel mio petto.

E anche nel mio stomaco.

Il concorso nasce con la finalità di diffondere tra il pubblico non tanto lo scautismo, quanto la dimensione di normalità dello scautismo.

Storie, non manualistiche o Metodo.

Vite comuni, non didascaliche.

Quest'anno ho partecipato con due racconti nelle due diverse categorie, una più libera e l'altra dedicata a  storie con protagonisti scout minorenni.

Ed ecco qua:










I premi sono bellissimi ma, ovviamente, il premio maggiore è la pubblicazione: anche l'anno prossimo il mio nome (e i miei racconti) sarà sull'antologia che sarà data alle stampe dall'organizzazione del concorso.
Quindi, se volete leggere i racconti vi toccherà aspettare l'uscita della seconda edizione dell'antologia (della prima edizione ho già parlato qua).

Il Concorso Racconti intorno al fuoco è organizzato secondo spirito Scout. E' gratuito, amichevole e, in una sola parola: Scout. 
In apparenza è un Concorso Letterario.
In pratica, penso sia un Servizio Scout.
Organizzatori e Giuria hanno la mia gratitudine.
Gli organizzatori, per ovvie ragioni.
La Giuria, più che per il voto, perché sono miei lettori.
E questo è un concetto a cui non sono per niente abituato.

Ah, in famiglia ne abbiamo discusso: no, a quanto pare, secondo Prole Major, non mi sono ancora guadagnato le ali ehm, il titolo di Scrittore: quella è gente che guadagna dalle cose che pubblica!
Dubito, quindi, che Scrittore lo sarò mai.
Tuttavia, questo risultato spero che mi aiuti a pubblicare il mio primo romanzo, pronto da un po' e in attesa, se non proprio di casa editrice, almeno di un editor.

La Ricostruzione (titolo provvisorio) prima o poi vedrà la luce, bisogna solo capire se dopo un doveroso editing o no.

Intanto, la dedica d'obbligo per questo premio va non ad una persona ma a un Servizio:

il Servizio di Redattore di Proposta Educativa.

5 anni di scuola di scrittura, nello specifico.

Quella del Servizio in PE è un'altra storia.
E bisognerà narrarla un'altra volta...


25 settembre 2024

LETTERA DI UN PAPÀ SCOUT: L'acqua è poca e la Papera non galleggia (il prezzo dietro le belle parole)




Da ieri sulla mia sfera social circola ‘sta roba. Tutto vero e anche di più eh.

Ma, cari ex #scout che la condividete: qua nei gruppi siamo sempre con le pezze al sedere e tutta ‘sta roba bella ha un prezzo: un sacco di giovani e meno giovani che a Ottobre lasceranno a malincuore (cioè: in lacrime) l’#AGESCI spolpati da un ritmo di servizio insostenibile e in cui la parte insostenibile è in gran parte slegata dal contenuto di questa lettera: si lascia per le 4 riunioni settimanali extra staff e per gli impegni che magicamente capitano nel week end libero, non per i sabati pomeriggi passati coi ragazzi.

Quindi, come dire: 

se apprezzate… partecipate.

Se il richiamo del Servizio è una vocina… datele ascolto.

Ci sono tanti ragazzi che rischiano di non poter vivere tutto questo.

C’è ancora tempo per unirsi ad un Gruppo come Capi.

Pensateci.

LETTERA DI UN PAPÀ SCOUT

Qualcuno mi ha chiesto: "Perché sprechi tempo ed energie per far stare i tuoi figli negli Scout, fare attività e partecipare ai campi?"

La mia risposta è stata:

"Bene, ho una confessione da fare, non pago e uso del mio tempo affinché i miei figli indossino un'uniforme e frequentino le attività. Sai perché sto investendo?

Perché i miei figli imparino ad essere disciplinati.

Perché i miei figli imparino a prendersi cura del loro corpo e della loro mente.

Perché apprezzino e valorizzino la natura.

Perché i miei figli imparino a lavorare con gli altri e siano buoni compagni di squadra.

Per sviluppare la loro creatività.

Perché i miei figli imparino ad affrontare la delusione quando non ottengono ciò che si aspettavano, scoprendo che la chiave è lavorare ancora di più.

Perché imparino a raggiungere i loro obiettivi.

Perché i miei figli capiscano che ci vogliono ore e ore di duro lavoro e allenamento per ottenere risultati e che il successo non avviene dalla notte alla mattina.

Per l'opportunità che avranno i miei figli di fare amicizie che dureranno per tutta la vita.

Perché i miei figli imparino e lo facciano non davanti alla TV.

Per quei momenti in cui i miei figli tornano così stanchi che vogliono solo andare a riposarsi e non pensando e non avendo tempo di andare in giro a bighellonare o per prendere brutte strade.

Per tutti gli insegnamenti che questo grande movimento dà loro: responsabilità, servizio, impegno, civismo, rispetto, amore per la natura, convivenza, fede.

Potrei continuare, ma voglio essere breve; non pago per le attività scout, perché i Capi sono volontari e nel loro servizio offrono gratuitamente il loro tempo, la loro creatività la loro conoscenza e soprattutto il loro affetto e la loro pazienza.

Grazie per le opportunità offerte dagli Scout perché sviluppano qualità e competenze che si riveleranno molto utili nel corso della vita dei miei figli, dandogli possibilità di dare valore alla vita, costruendo un mondo migliore".

Condivido pienamente 🐺✌️