Evabbé.
(in)vecchio, ma non obsoleto (cit.)
E così sono 51.
51 primavere, 51 rivoluzioni attorno alla stella più vicina, 51 volte che non ho assistito al mio Primo Contatto.
E, per dirla con Mario Vargas Llosa: <<Era un uomo giunto nel fiore dell’età, la cinquantina, e nella sua persona - fronte spaziosa, naso aquilino, sguardo penetrante, rettitudine e bontà nello spirito - la correttezza etica traspariva da una gagliardia che gli valeva sin dal primo momento il rispetto della gente>>
Più o meno!
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai in una selva oscura
senza che la dritta via fosse stata smarrita.
Perché io lo so chi sono e dove voglio arrivare.
50 anni, sentirli ed esserne fiero.
Perché sono fiero di questa sommatoria di incontri, esperienze, libri, parole e luoghi.
La crisi di mezz'età, per ora, è rimandata: ho troppo da fare.
La resa, se non il plauso, ai neonazismi totalitari non mi appartiene, così come non mi appartiene ogni indifferenza.
Quindi, per come va questo mondo di un novello 1938 traboccante di antisemitismo e in cui pure le femministe plaudono ad Hamas, il lavoro non manca.
E non è un caso che io abbia la stessa età dell'AGESCI, comunità dove i miei due spicci di talenti possono portare qualche frutto.
Per il resto:
"Era un uomo giunto nel fiore dell'età, la cinquantina, e nella sua persona - fronte spaziosa, naso aquilino, sguardo penetrante, rettitudine e bontà nello spirito ... "(cit.)
E per chiuderla con Catullo:
"rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis."