9 agosto 2022

La Coccinella e la Vespa

Le vespe sono fastidiosissime e altrettanto pericolose.

Al campo scout di quest'anno ce n'erano tantissime.

Ho passato i primi giorni a scacciarle e a uccidere quelle più aggressive.

Una vera seccatura.

Ma a un campo scout ci si va anche per ricordarsi a distinguere tra seccature, bellezza e problemi.

Non ho molto da dire su metodo, emozioni, bellezza.

Insomma, chi ha voglia di leggere l'ennesima tirata su quanto sia figo lo scautismo?

Quindi, non vi annoierò coi dettagli del Metodo o le lacrime delle Coccinelle durante la verifica finale.

Anche perchè, qualunque cosa io scriva, puzzerebbe di autoincensarsi:

"Oh, ma come siamo fighi noi capi scout, come siamo altruisti, noi sì che combattiamo per il bene, siamo praticamente i capocannonieri della squadra di Nostro Signore, voi invece che fate oltre a scrollare sul cellulare il social del momento?"

Il che è una gigantesca stronzata.

Come ogni autoreferenzialità.

E non ho voglia di puzzare, nemmeno d'incenso.

Facciamo quello che facciamo perchè pensiamo sia normale, al meglio delle nostre possibilità, far vivere le bambine nella gioia.

Non c'è niente di speciale in un campo scout: è semplicemente il mondo come dovrebbe essere. 

Akela, Kaa, Bagheera, i Cambusieri, Arcanda, Shibà, Mi e soprattutto quell'antipatico di Babbo Scoiattolo si mettono le dita nel naso, fanno le scorregge, si arrabbiano e si lamentano del lavoro come tutti quanti.

Niente di eccezionale.

Tutto qua.

Ho solo una cosa da aggiungere.

Ricordate le vespe?

Mi ero procurato una racchetta da ping pong abbandonata in struttura per far scacciare (provvisoriamente e non) le vespe più aggressive .

Poi, ho visto una coccinella far pace con una vespa.

O, meglio, mostrare ad una Cocci, prendendo in mano la vespa come se fosse una farfalla e dire: "Vedi? Perchè mai dovrebbe pungere? Se tu non le fai niente lei non ti fa niente".

E ho capito.

Ho posato la racchetta lì dove l'avevo trovata: nella polvere.

Da allora ho smesso di scacciare le vespe. 

Ho lasciato che si posassero sulle mie mani, sulle braccia, sulle gambe.

E mi sono goduto senza più essere disturbato i restanti giorni di campo.

Che, lo ripeto, è il mondo come dovrebbe essere.

Alla fine, in questa estate in cui non oso mettere nero su bianco i risultati dei miei calcoli geopolitici (e i pochi lettori che seguono queste pagine da lustri sanno che ci azzecco quasi sempre), penso solo che non ci sia modo di disfarsi delle vespe e che vanno ignorate finchè non pungono.

Il mio voto vale quanto quello di un pacifinto, la mia Testimonianza, no.

Spero sia chiaro che gli eventuali complimenti vadano fatti allo staff, alle scolte, ai rover, ai cambusieri infaticabili e alle bambine e ai bambini: io arranco a fatica, mi dimentico la spiegazione dei giochi e non leggo neppure più bene gli accordi sui canzonieri alla luce del  bivacco.

E mi ci vuole sempre un caffè in più.





8 giugno 2022

Contro Don Matteo, essere Preti in Italia

Disclaimer: conosco personalmente l'autore e se vi viene poi voglia di comprarvi una copia di questo piccolo saggio NON prenderò alcuna percentuale.
Ma iniziamo dal principio.
Mi trovai, alla fine dell'Inverno del 2014, in una affollata cappella nella Chiesa di Villanova di Castenaso: ero venuto a vedere che aria tirava nel Gruppo Scout a cui mi avevano indirizzato.
Ero arrivato a Bologna da poco, il lavoro andava bene, non c'era motivo di rimandare ancora la ripresa del Servizio.
La Chiesa era affollata, non semplicemente piena.
Non c'era un buco libero e rimasi in piedi nella cappella laterale dove si radunava la Comunità Capi.
La mia avventura con Don Domenico è cominciata così: con un'omelia inaspettata, è proseguita con anni di attività assieme ("Uagliò, leggiti 'Versetti Pericolosi' di Maggi" "Obbedisco") fino al momento del (momentaneo) distacco quando ha cambiato parrocchia.
Poi, mi sono trovato tra le mani questo libro che ho letto alla fine dell'estate e di cui scrivo le mie poche note con colpevole ritardo.
Un annetto o giù di lì.
Non oso addentrarmi in una recensione puntuale di questo saggio perchè non ne ho le competenze tecniche.
Soprattutto nella parte in cui Don Domenico parla ai suoi confratelli.
Tuttavia sono rimasto molto colpito dall'idea liberista della perfezione, ossia il ruolo del Sacerdote in Italia.
Per un Capo Agesci, il Prete è anche l'Assistente Ecclesiastico (l'AE o, più diffusamente, Baloo, per gli amici).
E' un continuo rincorrersi: i Capi stressano il povero sacerdote per percorsi catechesi, messe in cima ai monti, orari di confessioni, comunioni e cresime.
Insomma, ho trovato molto interessante il punto di vista di chi si trova nella posizione di dover conciliare
Suggerisco vivamente ai Capi Scout la lettura di questo testo per potersi un minimo mettere nei panni dell'AE...
E spero che ci sia un seguito...





7 giugno 2022

Vita e Destino, scritto grazie agli aiuti USA all'URSS aka U.S. Lend-Lease to the Soviet Union, 1941-1945

Da Wikipedia https://en.wikipedia.org/wiki/Lend-Lease#/media/File:Map_US_Lend_Lease_shipments_to_USSR-WW2.jpg



Disclaimer: questo è un post politico e riguarda le differenze tra opinioni e fatti ma anche la ragionevolezza delle opinioni in base ai fatti.

Il 6 Giugno 1944 gli Alleati sbarcarono in Normandia (ma erano già sbarcati in Italia l'anno prima) mettendo fine, 11 mesi dopo, all'oscena potenza della Germania Nazista.
Dal mio punto di vista, lo Sbarco in Normandia rappresenta l'inizio della Prosperità e della Libertà dell'Europa che ha goduto dei massimi livelli di libertà, prosperità e pace in tutta la Storia dell'Umanità.
Gli Americani, tuttavia, non batterono  da soli i nazifascisti, anzi.
A parte il contributo delle altre potenze Occidentali (ovviamente la fondamentale Inghilterra, ma anche Australia, Sud Africa, Nuova Zelanda, un po' di Francia Libera e le resistenze locali) il massimo sforzo contro l'esercito tedesco fu fatto dai sovietici che combatterono e vinsero la più grande campagna terrestre della Storia.
E' un dato di fatto inoppugnabile che i sovietici sopportarono il peso della lotta contro il grosso dell'esercito tedesco.
Quindi, se si commemora lo Sbarco in Normandia inteso come momento decisivo della Seconda Guerra Mondiale dovuto essenzialmente agli USA, è giustificato rispondere "E allora i Sovietici?"

No.

Anche se i sovietici sopportarono il grosso delle operazioni terrestri non sarebbero mai stati in grado di condurle autonomamente senza l'aiuto USA.
E questi sono numeri, non opinioni.
Prima di tutto, la domanda "E allora i Sovietici?" Non ha molto senso umano: il coraggio non ha graduatorie.
Quasi trenta milioni di cittadini sovietici perirono nella lotta contro poco più di 400mila cittadini americani.
Ma quanti di quei trenta milioni furono sacrificati inutilmente dalla dirigenza sovietica e da Stalin?
Torniamo ai fatti.
L'esercito sovietico riuscì nella sua impresa, oltre che con il proprio coraggio e gli immensi sacrifici di sangue e terrore, grazie agli aiuti americani.
Fate voi stessi qualche ricerca, ma l'ammontare degli aiuti concessi ai sovietici dagli americani grazie alla Legge affitti e prestiti non fu solo gigantesco in termini assoluti (il che può dir poco se non si conosce l'ammontare totale di quanto consumato nella lotta) ma determinante in termini relativi.
Mi spiego meglio con un esempio.
Consideriamo la controffensiva di Stalingrado quando i Sovietici contrattaccarono con l'Operazione Urano e circondarono la 6a Armata Tedesca.
L'Armata Rossa attaccò con un milione di uomini, 900 carri armati, 13mila cannoni e 1500 aerei.
Ma, durante la guerra, gli Americani fornirono all'URSS 1/3 dell'esplosivo usato in battaglia, il 55% dell'alluminio, l'80% del rame e il 57% del carburante per aerei oltre a 1/3 di tutti i veicoli.
Certo, potrei anche citare il numero assoluto di carri armati, aerei, stivali, razioni da combattimento, jeep e camion (quasi tutto il parco veicoli leggeri dell'Armata Rossa era made in USA)  ma ritengo più efficace restare alle percentuali di materie prime e supporto logistico.
In ogni caso, sono dati di facile reperibilità, ad esempio qui e va ricordato anche che gli USA fornirono una immensa quantità di attrezzature industriali che consentirono ai sovietici di costruire i propri carri armati...

BM-13N Katyusha on a Lend-Lease Studebaker US6 truck, at the Museum of the Great Patriotic War, Moscow ossia un lanciarazzi sovietico montato su camion americano


Per dirla con Boris Vadimovich Sokolov, uno storico russo (che vive a Mosca, non a New York):
<<Per valutare davvero il significato degli aiuti ottenuti via legge Affitti e Prestiti per la vittoria sovietica, basta immaginare come l'Unione Sovietica avrebbe dovuto combattere se non ci fossero stati questi aiuti: Senza Lend-Lease, l'Armata Rossa non avrebbe avuto circa un terzo delle sue munizioni, metà dei suoi aerei e metà dei suoi carri armati. Inoltre, ci sarebbe stata una costante carenza di trasporti e carburante. Le ferrovie si sarebbero fermate periodicamente. E le forze sovietiche sarebbero state molto più scarsamente coordinate con una costante mancanza di apparecchiature radio. E sarebbero stati perennemente affamati senza carne in scatola e razioni caloriche americane>>.
Torniamo all'Operazione Urano: avrebbe avuto lo stesso successo con le forze di prima linea magari ammettiamo pure di consistenza simile ma prive di carburante, cibo, munizioni, radio, camion, jeep, stivali?
E, qualche mese prima: avrebbero resistito a Stalingrado nelle stesse condizioni di inferiorità logistica?
Qualcuno per caso si ricorda che cosa è successo ai russi in Ucraina tra Febbraio e Marzo 2022?
Inoltre, citando sempre dalla fonte precedente: "Nel 1963, il KGB registrò una conversazione del maresciallo sovietico Georgy Zhukov (il salvatore di Mosca e il conquistatore di Berlino): <<La gente dice che gli alleati non ci hanno aiutato. Ma non si può negare che gli americani ci abbiano inviato materiale senza il quale non avremmo potuto formare le nostre riserve o continuare la guerra. Gli americani hanno fornito esplosivi vitali e polvere da sparo. E quanto acciaio! Avremmo potuto davvero avviare la produzione dei nostri carri armati senza l'acciaio americano? E ora dicono che avevamo tutto da soli>>".
Insomma, mentre gli USA potevano produrre, schierare, rifornire e rimpiazzare 100 carri armati, i Sovietici avevano bisogno degli USA per fabbricarli, per fabbricare le fabbriche per fabbricarli, per l'acciaio, per le munizioni, la benzina le reazioni e pure gli stivali dei carristi.
Senza gli aiuti USA, per semplificare, i sovietici di carri armati ne avrebbero potuti schierare forse la metà.
E quando le divisioni sovietiche arrivarono a Berlino contavano sì e no tra 1/3 e 1/5 degli organici teorici.
Con tutti gli aiuti di cui sopra a cui sommare anche lo sforzo bellico diretto degli Alleati, tanto per dirne una senza la campagna di bombardamento strategico alleata il numero di cannoni anticarro tedeschi sul fronte orientale sarebbe aumentato di decine di migliaia di unità... 
Senza questi contributi...
Ovviamente, questo non vuol dire che senza i Sovietici sarebbe stata una passeggiata, ma la Seconda Guerra Mondiale fu una guerra industriale.
Ci vuol poco a stabilire che se l'URSS fosse caduta nel 1941 o 1942 lo Sbarco in Normandia non sarebbe stata cosa, almeno non nel 1944.
Ma la disparità industriale e di efficienza del sistema gestionale tra gli USA e la Germania Nazista  non lascia dubbi sul possibile esito finale.
La Germania Nazista era un paese corrotto e inefficiente, come tutte le dittature. Un paio di esempi a caso: la storia del Messerschmitt Me 262, usato all'inizio, follemente, come aereo d'attacco invece che come caccia, oppure la tardiva adozione da parte degli U-Boot dello snorkel che i tedeschi conoscevano fin dal 1940, sono solo la punta dell'iceberg delle numerose prove dell'inefficienza del regime nazista.
Inoltre, gli USA non entrarono mai in modalità 'Guerra Totale': la popolazione di New York del 1944 non era soggetta alle stesse privazioni alimentari e di beni di consumo non dico di quella di Mosca o Berlino, ma neppure di Londra.
Per finire, nel 1945 gli USA costruirono la Bomba Atomica mentre l'equivalente programma nucleare tedesco era in ritardo e tecnicamente sbagliato.
Insomma, furono la potenza industriale degli USA e il loro sistema di gestione democratico a fornire la chiave per la vittoria.
Il che non vuol dire che a sconfiggere il Nazifascismo furono solo gli USA.
Senza gli USA la faccenda avrebbe oscillato tra il  difficile e l'impossibile.
Senza l'URSS avrebbe oscillato tra il costoso e il difficile.
Quindi è ragionevole attribuire all'URSS un ruolo di primo piano nell'impresa (e sarebbe anche carino  ricordare contestualmente che moltissimi dei milioni di morti sovietici furono vittime non solo di Hitler ma anche di Stalin).
Non è ragionevole equiparare i due contributi.
Prima di tutto, perchè Auschwitz fu liberata dai russi ma con camion, benzina e acciaio americani, mentre Dachau  e 
Mauthausen furono liberati dagli USA autonomamente, da questo punto di vista.
Secondariamente perchè, se ad esempio avete letto 'Vita e Destino' di Vasilij Grossman, l'equivalenza tra Nazismo e Stalinismo è pressochè completa.
E se Grossman non vi aiuta a chiudere la faccenda io non sono in grado di farlo meglio.
Capisco che, in assenza di un substrato culturale di Storia Militare della Seconda Guerra Mondiale, questi ragionamenti possano sembrare insufficienti ad una netta affermazione teorica del ruolo americano nella vittoria.
Ma all'ignoranza c'è rimedio: si studia.
All'arroganza ideologica un po' meno.

Bibliografia minima:

Vita e Destino, Uno Scrittore in Guerra, di Vasilij Grossman;
La Grande Guerra Patriottica dell'Armata Rossa, di Glantz-House;
Sospetto e Silenzio, Orlando Figes;
Il Grande Orso in Guerra, McNab;
Storia Militare della Seconda Guerra Mondiale, Liddel Hart;
Russia in guerra, Overy;
Inferno. Il mondo in guerra 1939-1945, Hastings

4 giugno 2022

Consiglio Generale Agesci 2022: Mozione 55 Identità di genere e orientamento sessuale










Vi ricordate di questa mozione dei Gruppi Cento 1 e Pianoro 1 approvata dall'Assemblea di Zona di Bologna?

Beh, è stata appena approvata la Mozione Collegata presentata al Consiglio Generale dell'Agesci 2022.

252 voti favorevoli, 1 astenuto, 0 contrari.

Ecco Il testo completo che mi sono trascritto a mano:


Mozione N. 55 Identità di genere e orientamento sessuale

Numero del punto all’OdG: 2.b

Titolo del punto OdG: Identità di genere e orientamento sessuale

Presentatore: Commissione CG-04

Pietro allora prese la parola e disse: << In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui accetto>> (At 10, 34-35).

Il Consiglio generale riunito a Sacrofano (RM) in sessione ordinaria 2022,


PRESO ATTO

del punto 2.b all’ordine del giorno del Consiglio generale 2022 “Identità di genere e orientamento sessuale: definizione percorsi” proposto da Capo Guida e Capo Scout con lo scopo di avviare un approfondimento della tematica per un percorso pluriennale, coinvolgendo i vari livelli dell’Associazione;

PREMESSO


  • che ci riconosciamo come membra vive della Chiesa;

  • che desideriamo accogliere l’invito e le raccomandazioni del magistero e partecipare al cammino della Chiesa;

  • che, in sintonia con il documento finale del Sinodo dei giovani (2018), riconosciamo la bellezza della visione cristiana della corporeità e della sessualità;

  • che riteniamo necessario aprire un dialogo con tutte le diocesi italiane, alle quali i nostri Gruppi/Zone appartengono, valorizzando le esperienze già esistenti di accompagnamento delle persone omosessuali e dei loro genitori e la pastorale con persole LGBT+ istituzionalizzata in/da alcune diocesi


CONSIDERATO


che come dice la Costituzione Conciliare Gaudium et Spes (1965) è dovere permanente della chiesa scrutare i segni dei tempi e interpretarli alla luce del Vangelo, così che, in modo adatto a ciascuna generazione, possa rispondere ai perenni interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni specifiche;

che come detto dalla Congregazione della Dottrina della fede nella Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali (1986) Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino.

Che, come dice l'Esortazione Apostolica Amoris Laetitía, dal 2016 come Chiesa siamo chiamati a conformare il nostro atteggiamento al Signore Gesù che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni; che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare «ogni marchio di ingiusta discriminazione e che nei riguardi delle persone e delle famiglie con figli LGBT+ dobbiamo individuare gli strumenti idonei ad assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita

che nell'Esortazione Apostolica Christus Vivit (2019) la Chiesa afferma che di fronte ai cambiamenti sociali e dei modi di vivere affettività e la molteplicità delle prospettive etiche, i giovani si mostrano sensibili al valore dell'autenticità e della dedizione, ma sono spesso disorientati. Essi esprimono più particolarmente un esplicito desiderio di confronto sulle questioni relative alla differenza tra identità maschile e femminile, alla reciprocità tra uomini e donne, all'omosessualità.


CONSIDERATO 


che la capacità delle famiglie di integrare creativamente le diversità e le potenzialità di ciascun figlio in maniera originale e unica può essere di ispirazione al nostro agire educativo; 

che l'ascolto profondo di capi e ragazzi nelle loro situazioni di vita può esserci di aiuto a guardarli come li guarda Dio, in modo unico, per poter camminare insieme alla ricerca della propria pienezza di relazione con Lui; 

che molte Comunità capi e alcune Zone hanno vissuto momenti di ascolto e studio sul tema, sia per accompagnare ragazzi e ragazze delle proprie unità, sia per avviare processi di discernimento autentico e rispettoso davanti a capo e capi, sorelle e fratelli scout, che hanno fatto coming out, riconoscendo nella propria comunità quell'ambiente capace, affidabile e meritevole di accogliere tale apertura; 


RICONOSCIUTO 


che la nostra azione educativa è sempre rivolta ad aiutare ogni giovane, nessuno escluso, ad integrare sempre più la dimensione sessuale nella propria personalità, crescendo nella qualità delle relazioni e camminando verso il dono di sé.


DÀ MANDATO 


a Capo Guida e Capo Scout di nominare una commissione composta da capi, assistenti ecclesiastici e consiglieri generali, con esperienza nel campo educativo e pastorale con persone e realtà LGBT+ , avvalendosi anche del contributo di esperti esterni, con l'intento di: 


- avviare percorsi che creino spazi ed occasioni di ascolto nella nostra Associazione sia di persone LGBT+ (ragazzi e capi, presenti o usciti dall'Associazione) che delle Comunità capi, delle famiglie, delle Zone e delle Regioni, raccogliendo riflessioni e testimonianze del loro vissuto, con un'attenzione sia alle sofferenze e alle difficoltà, che alla bellezza ed autenticità del vissuto, per fare sintesi di queste esperienze in chiave di discernimento ed accompagnamento. 


Capo Guida e Capo Scout riferiranno sullo stato dei lavori alla sessione ordinaria 2023 del Consiglio generale, istituendo una commissione di Consiglio generale; 

Capo Guida e Capo Scout presenteranno alla sessione ordinaria 2024 del Consiglio generale una sintesi ragionata delle esperienze raccolte affinché il Consiglio generale possa proporre strategie di approccio alla realtà, approfondimenti dell'azione educativa e approfondimenti culturali. 

Inoltre, 

CONSIDERATO 


1. la necessità di affrontare i temi educativi relativi all'identità di genere, all'orientamento sessuale, all'affettività, alla qualità delle relazioni e la necessità di sostenere i capi nella loro azione educativa;

2. la necessità di fornire strumenti culturali ai quadri e formatori coinvolti nella gestione dei gruppi di adulti; 


DÀ MANDATO 

al Comitato nazionale, coinvolgendo le Branche, di: 


1. raccogliere documenti ed individuare strumenti culturali da mettere a disposizione di tutta l'Associazione; 

2. promuovere a tutti i livelli associativi entro il 2024: 


  • occasioni formative specifiche per i formatori, per rappresentare con competenza il dibattito associativo nei momenti del processo formativo; 

  • occasioni formative per i quadri, per aumentare la consapevolezza del tema e fornire strumenti culturali, al fine di gestire le dinamiche tra adulti; 

  • occasioni formative per i capi per sensibilizzare al rispetto, all'ascolto e alla lettura dei bisogni dei ragazzi.


Il Comitato nazionale riferirà nella sessione ordinaria 2023 del Consiglio generale sullo svolgimento delle iniziative realizzate ai vari livelli, anche attraverso una commissione di Consiglio generale, di nomina di Capo Guida e Capo Scout.


E questo è quanto, le proposte della mozione sono state accolte ed è già una piccola rivoluzione copernicana, le  mie considerazioni a suo tempo.

Intanto, grazie ai Capi che hanno proposto la mozione originaria, a quelli che l'hanno approvata e a tutti quelli che hanno lavorato per arrivare a questa giornata storica.

Personalmente aggiungo un semplice e magari parzialissimo: "Grazie, Maria Elena, grazie Simone, grazie Pianoro 1, Cento 1 e Zona di Bologna".

PS:

cari compagni, la prossima volta che tentate di far passare la sacrosanta ed urgentissima legge  contro l'omotransfobia, magari chiedete prima una consulenza ai quadri della Zona di Bologna.


15 maggio 2022

Ciò che inferno non è



Oggi c'è stata la festa di Gruppo del Villanova 1.

Aspettavo questa giornata da anni, sia per ragioni oggettive e piuttosto banali (il miglioramento della situazione pandemica, l'arrivo della primavera, il finale di un anno da Capo Scout impegnativo e splendido) che per motivazioni personali di diverso respiro.

E la giornata è arrivata.

Una splendida giornata di sole, di servizio faticoso, iniziata raggiungendo la sede in bicicletta, proseguita in un gioco entusiasmente correndo nel nostro prato a perdifiato tutta la mattina.

Ed è stato proprio mentre raccoglievo l'aria che i miei polmoni accidiosi si rifiutavano di mandar giù che ho potuto riflettere sulla preziosa bellezza di quella bolla che ogni gruppo scout rappresenta per ci ci vive dentro.

Ho visto giovani adulti, ventenni, lavorare duramente senza respiro in una organizzazione che non ha nulla di meccanico per regalare questa (e molte altre) giornata di gioia ai figli di altri.

Ho visto adolescenti prendersi cura di bambini e bambine.

Ho visto una comunità costruire il suo stesso futuro circondata da un presente ostile.

E ho vissuto delle ore preziose intrise di uno scautismo generoso ed inclusivo.

Soprattutto, ho potuto, di nuovo, incontrare.

Incontrare persone che conosco bene, incontrare chi conosco appena.

Incontrare una famiglia che ha visto la festa passando da lì e si è unita al nostro tavolo pur non avendo mai avuto a che fare con il Villanova.

Ho incontrato i bambini nati in questi ultimi anni, incontrato l'emozione di una messa nella nostra cattedrale di alberi, incontrato le mie coccinelle di un tempo ormai guide e scolte e quelle di oggi.

E mi sono venute in mente le parole di Italo Calvino:

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Oltre la strada, non so.

Nel prato di Villanova, di sicuro, oggi inferno non è stato.

E, per questo, dico grazie.

12 maggio 2022

Il Partito dell'ANPI

In vista delle prossime elezioni politiche sarebbe davvero carino che i sostenitori delle posizioni di Pagliarulo sulla guerra in Ucraina avessero un partito di riferimento partitico, almeno nell'ambito della "Sinistra".

Non sto qui a dettagliare e generalizzo, anche male, ma è per dare l'idea.

Gli antioccidentali. I nè nè. Quelli che 'a Gaza l'Iran fa bene a mandare le armi, a Kyev la Germania fa male a mandare le armi'. Quelli che 'bisogna fare la pace' senza aggiungere una qualsivoglia proposta concreta per fermare i carri armati russi senza armi mentre questa benedetta pace si materializza motu proprio. Quelli che le bandiere del Gran Muftì alleato di Hitler il 25 aprile Sì ma quelle della brigata palestinese (aka brigata ebraica) che combettè in Italia i nazifascisti no. Quelli che sulla distruzione di Aleppo by Putin non hanno emesso sillaba perchè tanto non era colpa di USA o Israele.

E potrei continuare con altre decine di esempi.

Queste persone sono molto concentrate a "Sinistra" ma confido siano anche ben rappresentate altrove.

Beh, a me interessa che abbiano un loro partito 'i "Sinistra" da votare, che non sia il mio.

Con loro candidati che siano coerenti con gli elettori.

E' probabile che ci siano molti voti per questo partito qua.

Potrei stare lì ad argomentare sulle ragioni morali ed etiche di una separazione del genere.

Dopotutto, vita e libertà sono questioni ben più rilevanti di salario minimo, politiche fiscali  e ridistribuzione del reddito.

Ma, in pratica, semplicemente non mi fido di chi, anche in buona fede e senza intenzioni di violenza alcuna, scambia un cavallo per un cappello.

Vi lascio questo illuminante video di Giovanni Pizzigoni che riassume molto più efficacemente di quanto saprei fare io il senso di tradimento che ho provato un po' da tutta la vita ma particolarmente acuto in questi orrendi mesi di guerra.


 

30 aprile 2022

Churchill, di Andrew Roberts



Alla fine dell'anno scorso ho letto la biografia di Wiston Churchill di Andrew Roberts.

E' un'opera monumentale nelle dimensioni (oltre 1400 pagine), nel peso, nel dettaglio dei contenuti, nell'enormità della vita descritta.

Nel 2008 è stato fatto un sondaggio tra 3000 giovani inglesi.

Il 20% di loro riteneva che Churchill fosse un personaggio di fantasia. 

Il 47% di loro riteneva che Sherlock Holmes fosse un personaggio reale.

Tra l'80% di quelli che all'esistenza di Churchill credono, una buona parte ritiene che le sue statue vadano prima imbrattate e poi rimosse.

E a sentire i pacifinti è colpa sua se c'è stata la Seconda Guerra Mondiale: se non si fosse opposto a Hitler non sarebbe successo nulla di male dopo l'invasione della Polonia.

Churchill è stato uno dei più grandi statisti del '900.

Padre della Lunga Pace, ha sconfitto il nazismo e ha dato all'Europa tre generazioni di prosperità e pace.

Se dovessi riassumere la sua vita credo che sarebbe sufficiente.

Consiglio la lettura di quest'opera.

Ai pacifinti raccomando di cominciare da un sussidiario della scuola primaria.



26 aprile 2022

Mirmecofilia, che passione



Sin da quando ero bambino le formiche mi hanno sempre incuriosito.

Vivendo praticamente in campagna ho avuto occasione di osservare un gran numero di specie negli anni dell'infanzia.

Beh, l'incontro non è stato sempre fortunato da parte loro, dato che, tra i 5 e i 10 anni almeno, le formiche, più che osservarle, le ho sterminate.

Una volta riuscii a provocare una guerra tra due formicai di Messor spargendo opportunamente briciole di pane.

Ma poi ho smesso.

Per tutta l'infanzia ho passato molto tempo ad osservarle.

Segurine le colonne di foraggiamento, scoperchiare le pietre piatte e veder mettere in salvo larve e pupe, osservare i voli nuziali e la tenacia della piccola operaia che trasporta un grande carico.

E anche da adulto, riscoprirsi ancora bambino fermandomi a guardare tutte le volte che ne ho la possibilità.

Quando sono stati pubblicati in italiano, ho letto i testi dei maggiori mirmecologi: 

Bert Hölldobler ed Edward O. Wilson: Formiche e il Superorganismo, tanto per fare due esempi.

Nell'estate del 2020 mi sono imbattuto, per caso, nel canale youtube di Ant Italia.

E ho scoperto che è davvero possibile allevare le formiche in casa, più o meno come pesci rossi.

Non scriverò qui un bignami di allevamento, è una faccenda che richiede competenza e studio, quindi i siti di (mio) riferimento sono Ants Italia e Formicarium

Posso solo ribadire che allevare formiche richiede tantissima pazienza, qualche provetta e tanta umiltà.

Una nota etica: l'allevamento delle formiche si basa su un dato di fatto semplice. Solo una su migliaia di regine fecondate arriverà a fondare con successo una colonia.

Raccogliere una regina (soprattutto, come nel mio caso, quando la regina la trovi sul lampadario di casa) non altera statisticamente l'equilibrio naturale.

Inoltre, le colonie naturali non vanno in alcun modo disturbate.

E dirò di più: una colonia artificiale non può essere, poi, liberata in quanto andrebbe ad alterare l'equilibrio naturale dei formicai esistenti.

Così, a Ottobre 2020, mi sono imbattuto in una giovane regina di Crematogaster scutellaris a cui è seguita una di Pheidole pallidula: le mie prime due colonie. L'estate del 2021 ho raccolto altre regine che hanno deposto uova, vedremo tra qualche settimana come andranno le cose.

E' stata una grande emozione vedere finalmente una regina accudire le sue uova e le prime nanitiche.

Ed è quasi ipnotico poter osservare le singole vite che ne formano una più complessa, regolata da algoritmi ed odori.

Penso che le formiche possano insegnare molto a questa umanità irrazionale e un programmatore che si occupi di intelligenza artificiale dovrebbe davvero leggersi qualcosa in merito.

Questi piccoli insetti mi rilassano e mi ricordano sempre la meraviglia del Creato.

E averli sotto gli occhi mi porta una irrazionale speranza  nel futuro.

Probabilmente, perchè, per allevarli, ci si deve affidare esclusivamente alla scienza e alla competenza.



24 aprile 2022

25 Aprile: festa della liberazione non della libertà o della democrazia




E' tristemente noto come gran parte degli italiani associ alla Festa del 25 Aprile una fantasiosa contrapposizione tra comunisti e fascisti.

E' solo un'altra perniciosa fantasia alla novax, abilmente sfruttata dalla Destra per sminuire la Resistenza.

Tuttavia, la narrazione fantasiosa in merito non è esclusiva della Destra.

Circola molto sulla mia sfera social una immagine con su scritto:

"Si avvisano gli ignoranti che il 25 aprile non si celebrano i comunisti contro i fascisti, ma la democrazia contro la dittatura".

Il che è un'altra balla pari a quella che intende smentire.

Il 25 Aprile si celebra la liberazione dell'Italia dal Nazifascismo.

Punto.

A contribuire alla liberazione dell'Italia dal Nazifascismo concorsero forze che di democratico non avevano nulla.

E non è nemmeno tanto difficile dimostralo.

Chi liberò l'Italia dai Nazifascisti?

Questa domanda ha varie risposte a secondo di chi risponde, come se non fosse un fatto storico accertato.

Il movimento partigiano crebbe di forza lentamente, all'inizio.

Nell'estate del 1944 si stima che ci fossero 100mila partigiani oltre la Linea Gotica.

Ovviamente, il 25 Aprile del 1945 tutti gli italiani erano antifascisti e partigiani.

Circa 50mila partigiani morirono combattendo per la liberazione.

E poi?

Beh, piccola premessa per spazzar via la solita trita e ritrita polemica di 'chi' abbia vinto la guerra contro i nazisti, ossia se l'USAAF, gli inglesi, i russi a Stalingrado, gli americani in Normandia, i Partigiani e pure le Aquile Randagie da sole contro le SS.

La guerra l'hanno vinta tutti i popoli alleati. Senza l'intervento americano la Germania avrebbe vinto sicuramente, senza la resistenza russa gli americani non avrebbero potuto far altro che distruggere l'Europa con le bombe atomiche. Quindi, per favore, il contributo  di chi si oppose ai nazifascisti è militarmente differente per motivi oggettivi: una divisione corazzata americana è più potente di una brigata partigiana.

Ma il coraggio e la libertà non ammettono graduatorie di merito.

Quindi, torniamo a chi liberò l'Italia dai nazifascisti.

Abbiamo già parlato di circa centomila e più partigiani italiani di vario orientamento politico.

L'elenco delle nazioni alleate che combatterono dalla Sicilia al Po è di facilissima reperibilità:

Circa Un Milione e Trecentomila Soldati provenienti da:

Stati Uniti, Inghilterra, Dominion dell'India, Brigata Ebraica dal mandato Palestinese (sì, spiace, ma gli ebrei palestinesi combatterono per la liberazione dell'Italia, il Gram Muftì di Gerusalemme combattè per Hitler), Francia Libera (fino al 1944),  Canada, Polonia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Brasile, Grecia a cui aggiungere l'Esercito Italiano Co-belligerante.

Molti erano eserciti di paesi democratici ma alcuni no:

non erano democratici i partigiani stalinisti. Non erano democratici i brasiliani, i greci, i polacchi.

Non era democratica l'Italia sconfitta e co-belligerante.

Quello che ne venne fuori dalla guerra fu la Democrazia Italiana.

Come è evidente, con scarso contributo militare degli italiani e grandissimo contributo in democrazia da parte dei paesi alleati vincitori ed occupanti. Prima che liberatori.

Il 25 Aprile è la festa della liberazione, non della libertà e tanto meno della Democrazia.

Sarà per questa confusione che la nostra Democrazia è ancora così labile.

Sarà per i vaneggiamenti sulla Resistenza di segno opposto ma di uguale valore assoluto che gli italiani non hanno fatto ancora i conti coi crimini del Fascismo (e vale anche il viceversa).

Eppure non ci sono misteri o scarsità di fonti.

Solo evidenze, puntualmente ignorate.

Buona Festa della Liberazione dal Nazifascismo a tuttə: per Democrazia, Pacifismo, Veganesimo, Ambientalismo e diritti LGBTQ si prega di usare altre giornate ed altre bandiere: le uniche bandiere opportune sono quelle dell'Italia e degli stati liberatori di cui sopra.



15 aprile 2022

L'Assedio




A cinquanta giorni dall'inizio di questa agtroce guerra mi sento in dovere (verso me stesso) di scrivere un mio personalissimo Punto della Strada.

  1. Ho cambiato idea: da auspicare una resa immediata dell'ucraina ad accettare che siano gli ucraini a decidere della propria vita e libertà, anche a caro prezzo;
  2. Ho grossolanamente sbagliato una fondamentale valutazione: all'inizio delle ostilità, avevo sperato che i russi non si abbandonassero a stupri ed omicidi di massa e i primi segnali mi davano speranza: i russi non sparavano sulla folla che tentava di impedire il passaggio dei carri armati e non si avevano notizie di stupri. Poi le cose sono andate come si sa, dimostrando, dopo Bucha, che solo il sostegno alla resistenza  degli ucraini salva le loro vite e che negare loro le armi è, pacifintamente, complicità in strage;
  3. Sento come obbligo morale sostenere la causa della libertà e dei diritti umani: dal Tibet a Gaza, dal Kurdistan alle carceri italiane;
  4. delle Autocrazie non ci si può assolutamente fidare. Solo una deterrenza razionale, pertanto senza violenza, può salvare le democrazie dalla loro evidente, costante e crescente minaccia;
  5. il maggior pericolo, tuttavia, non viene dalle Autocrazie ma dagli occidentali che le ammirano o le giustificano, banalmente, per odio verso gli Stati Uniti;
  6. La mia antica idea di un esercito comune europeo inizia ad avere qualche diffusione, ma è di gran lunga troppo tardi. Servirebbero tra i 5 e i 10 anni e consentirebbe un grandissimo risparmio sulle spese militari attuali oltre a rendere sicura e pacifica l'UE. Ma è ancora solo un sogno distante: certi paesi invece di costruire una difesa comune riarmeranno a vanvera, l'Italia farà solo a vanvera; Comunque sulle armi la mia posizione è quella del Direttore dell'Avvenire: Deterrenza da difesa comune europea.
  7. La Sinistra italiana ha dimostrato ancora una volta la propria inqualificabile inadeguatezza storica, politica, culturale. Ma qualche segnale di speranza c'è: Luigi Manconi, Possibile, Letta, Vito Mancuso, Nicola Lagioia, Liliana Segre. Ovviamente, della destra (M5S/Lega/Flli ecc) inutile anche solo parlarne);
  8. L'ignoranza sulla Storia del XX Secolo (direi dalla Guerra Russo Giapponese alla caduta del Muro di Berlino) si sta dimostrando una catastrofe umana e politica: qua pare che la Pace e la Prosperità di cui ha goduto l'Europa siano merito di Partigiani e operai edili italiani;
  9. L'evolversi della guerra mi terrorizza. Putin potrebbe osare l'impensabile, gli USA stanno cogliendo l'occasione di tentare un ko per concentrarsi poi sulla sola Cina e l'UE, lasciamo perdere. Ogni giorno mi sveglio sperando che sia stato raggiunto un accordo per un cessate il fuoco e temendo che i russi abbiano usato una testata nucleare. Non riesco a vedere quali siano le condizioni per una Pace giusta, dato che dovrebbe essere siglata tra un autocrate aggressore ed una democrazia aggredita. Inoltre, spero sempre che si tenga traccia del destino di quei russi coraggiosi che si oppongono alla guerra;
  10. Rileggendo 15 anni di post a tema sul mio blog posso solo togliermi la risibile soddisfazione di scrivere: "Ve l'avevo detto".
Tutto quello che ha contribuito a costruire l'Europa della Lunga Pace è sotto assedio.
Storia, razionalità, empatia, diritti umani, circondati da ignoranza, ideologia, sete di sangue e di sottomissione.
Anche se, per miracolo, la guerra finisse questa notte, l'assedio continuerebbe.
Si dovrà contrattaccare: deterrenza e difesa dei diritti umani.


PS: un'amica mi ha chiesto: "Ma perchè ti prendi tutto 'sto veleno coi pacifinti?" "Per far statistica e dimostrare agli analisti del KGB che monitorano il web che non si sono comprati tutta l'Italia".