31 dicembre 2023

leggere, 2023 edition

 



74 libri  pari a 24191 pagine lette/audiolette nel 2023.

E' la mia piccola forma di resistenza (non 'al potere' in pieno stile 'noncelodicono') ma alla mediocrità che ci attanaglia tutti.

E' la mia testimonianza  contro la letale ignoranza ciuccia e presuntuosa dell'appeasement ai totalitarismi che strizza l'occhio all'antisemitismo.

Sono soddisfatto delle mi letture di quest'anno.

Una bellissima e dettagliata descrizione dei viaggi dell'Apollo.

Una saga fantascientifica appassionante ed originale (grazie Peter Hamilton, quand'è che Urania riuscirà a portare qua in Italia il resto delle tue opere?)

Vari saggi storici e scientifici mica male.

Il capolavoro di Eugenio Corti, Il Cavallo Rosso, di cui ora capisco molto bene la damnatio memoriae a cui è soggetto.

Ma anche le storie divertenti di Alice Basso e le sempreverdi cronache di un'Italia scomparsa in Don Camillo.

La vita di Joyce Lussu e una necessaria e dolorosa rilettura delle opere di suo marito Emilio Lussu e Rigoni Stern.

Jonathan Strange & il Signor Norrell, un delizioso gioiello di fantasia.

E un paio di libri di debunking sulle fake news legate alla Strage di Ustica.

Dubito che nel 2024 riuscirò a leggere di più.

Ma spero sempre di riuscire a leggere meglio.

Per quel che vale: la letteratura forse migliora me. Ma non credo che migliori il mondo.

Per quello c'è il servizio.



21 dicembre 2023

On the writing alla mia maniera

due manoscritti



Sono molti anni che scrivo su queste pagine, dal 2007 per la precisione (e anche da prima su una piattaforma diversa). Qua ci sono oltre 1100 post: un po' di amore per la scrittura evidentemente ce l'ho.
Ma non solo: c'è l'impegno nella redazione di Proposta Educativa, che devo ammettere, è quello dove ho raccolto maggior soddisfazione. 
Ma, da poco meno di tre anni,  sono andato un po' oltre.
Perché è vero che avevo conservato in pancia un germe di idea per lustri, ed è anche vero che avevo scritto un incipit nei primi mesi bolognesi.
Se ci penso, a quanto tempo è passato...
Ma è successo così, di botto, a febbraio del 2021: quell'incipit di mezza paginetta mi è esploso tra le dita diventando un romanzo di seicentomila battute scritte, in prima bozza in 3 mesi e in ultima stesura in venti, fino a novembre 2023.
E poi non mi sono più fermato.
Già, perchè la storia di M. mi era rimasta incastrata tra testa e pancia e dita e improvvisi "E se..." che mi capitavano tra capo e coda quasi ogni giorno.
Tant'è che in questi giorni ho completato un secondo romanzo, seguito del primo: altre seicentotrentamila battute in prima bozza, scritte sovrapponendo la revisione del primo romanzo alla composizione del secondo, tra maggio del 2022 e dicembre del 2023.
Per tacere di altri due romanzi, di genere completamente diverso e diverso grado di avanzamento, che attendono in coda.
Tra le mani ho un totale 450 pagine A4  Arial 11 con dentro due romanzi scout, come è facile definirli.
Per il primo ho già fatto un primo giro di tentativi editoriali, con scarso (ma non nullo) successo (escludendo in linea di principio l'editoria a pagamento palese ed occulta).
Vedremo, al peggio farò come Vannacci.
Per me, la scrittura è una faccenda emotiva.
Come tale, privata.
In pratica, so in anticipo che quello che scrivo può interessare qualcun altro solo per caso.
Nè è dimostrazione questo stesso blog i cui commenti sono praticamente nulli e che solo raramente generano discussione nei rilanci social.
E questo non mi porta più nessuna frustrazione da tanto tempo.
Posso affermarlo perché i pochi (o forse nulli) fedeli lettori di queste pagine sanno bene quanto qui sia stata abbondantemente prevista la tragica involuzione della situazione internazionale (e nazionale). Beh, non è che tutta 'sta lungimiranza messa nero su bianco abbia giovato a qualcuno, no? Figuriamoci se mi può dispiacere se la storia di M. non troverà più del pugno di lettori costituito dalle mie amiche e dai miei amici, insomma, dalla mia famiglia estesa.
Del resto, se la letteratura può cambiare il singolo ma non il mondo, cosa volete che importi di questi due romanzetti scout?
Alla fine, me ne sono persuaso,  questi due libri sono pensati per lettori scout.
Se uno scout li leggesse, probabilmente ci si ritroverebbe abbastanza.
Perché un vecchio scout sa quanto anche sotto i fazzolettoni ci siano vite normali, traumi, solitudine e dolore.
Ma chi non ha esperienza di scautismo? 
Beh questo sarebbe davvero un bel test.
Chi è stato scout conosce bene l'indescrivibile sensazione di arrivare col proprio Clan alla fine di una strada difficile, una strada che non è solo fatica dello zaino sotto il sole con la sete che svanisce in cima alla montagna, ma è il dissolversi della paura di se stessi e degli altri, passo dopo passo. E chi no? Questa persona potrebbe immedesimarsi nelle emozioni di situazioni a lui aliene?
Beh, se fosse così allora vorrebbe dire che avrei scritto, scritto davvero qualcosa di decente.
Decente eh, i romanzi, dopotutto, servono anche a questo: conoscere e immedesimarsi in vite diversissime: soldati romani, alieni, persone dell'altro sesso, di un'altra religione, di un altro continente.
Quindi perché non scout?
Beh, perché gli scout sono pochi e quelli che completano il percorso e si prendono la briga di continuare come capi sono ancor meno e le attività scout vere, sono praticamente sconosciute ai più.
Vi faccio un esempio. 
Ho letto di recente un romanzo divertente di  Alessia Gazzola il cui coprotagonista è un notaio.
Beh, coi notai tutti abbiamo avuto a che fare e abbiamo tutti più o meno un'idea di cosa sia e cosa faccia un notaio.
Ma un capo scout? 
Quello che se ne dice in giro è praticamente tutto falso e non starò qua a confutarlo.
Le loro motivazioni devono sembrare ai più all'incirca come sembrano a me quelle di chi va allo stadio a farsi menare per ragioni di tifo calcistico.
Insomma, un romanzo scout è un romanzo su una cultura prettamente aliena e vi dico con cognizione di causa che lo scautismo cattolico italiano non è decifrabile nemmeno per gran parte dei sacerdoti.
aevoglia a mettere note esplicative sul significato dei termini in scautese e a spiegare qualcosa che ha valore solo se vissuto.
Però c'è tutto un pezzo dei romanzi in cui lo scautismo resta una soluzione a dei problemi che sono comuni e che, ahinoi, in assenza di scautismo o equivalente restano tali.
E i problemi, tra le pagine che ho scritto, non sono in sottofondo.
Da un certo punto di vista ho scritto questa storia per tutte le ragazze ed i ragazzi che si sentono fuori posto e non mi riferisco solo all'orientamento sessuale o questioni di genere.
Ma al bullismo, alla solitudine, all'incapacità di incastrarsi con gli altri.
Ma anche per chi il successo ce l'ha, ha ricevuto dai geni un bell'aspetto ed una parlantina da influencer ma sente che tutte le sue relazioni sono in bilico, provvisorie se non fasulle.
Quello che mi piacerebbe trasmettere, quindi, non è una semplice emozione e nemmeno una consolazione.
Ma un 'si può fare', un 'non è IMpossibile'.
Cosa?
Beh, vivere e non sopravvivere. 
Tornare indietro a raccogliere i pezzi dei nostri frantumi, giovanili e non.
Rimetterli assieme anche quando si pensa di averli persi tutti e di non avere più mordente per legarli di nuovo alla nostra vita.
Però, lo ripeto, questi romanzi sono ancora un fatto privato.
Scritti più per me che per la lettura da parte di sconosciuti.
Forse è per questo che non me la prendo troppo se l'editoria italiana è poco collaborativa: forse non ho affatto tutto 'sto desiderio di pubblicare.
Anche perché c'è il problema di cosa ne sarà dei miei personaggi una volta pubblicato uno o entrambi i romanzi.
Mi ci sono affezionato, dopo quasi tre anni che mi girano in testa.
Finché i romanzi restano bozze posso avere la scusa di andarli a reincontrare nelle mie scene preferite o lo stimolo di migliorare quelle in cui non stavano (loro eh) dando il massimo.
Ma una volta pubblicati?
Eh, una volta mandati in stampa (o messi su Amazon) c'è poco da fare: quelle parole si cristallizzerebbero per sempre.
E i miei personaggi con loro.
Certo, potrei scriverne ancora. 
Ad esempio, non credo che avrei difficoltà a descrivere una giornata casuale di uno dei miei personaggi.
Una di quelle giornate in cui non capita niente di memorabile ma che sono l'ossatura delle nostre vite.
Per esempio, vedo G. scendere dal treno a Matera Sud e percorrere a passo svelto Via delle Tamerici verso il Magistrale mentre fruga nella borsa alla ricerca delle sigarette che, in cuor suo, spera di aver dimenticato a casa.
La vedo uscire la sera, disfatta dopo il tirocinio, scendere da Via Lanera per fare una passeggiata e poi prendere il treno di ritorno a Matera Centrale sperando di avere il coraggio di partire.
Oppure, se avessi davvero coraggio e forza di volontà, potrei narrare i difficilissimi anni del Reparto, dell'adolescenza.
Ma ho ancora un bel po' di tempo per pensarci.
Ho stampato la copia della prima bozza del secondo romanzo, me la sto correggendo a penna.
E sento che il lavoro di revisione sarà complesso e lungo.
E per me è una consolazione sapere che M. e G. mi faranno compagnia ancora più a lungo.
E ora?
Mah, rivedrò un po' la faccenda editoriale.
Magari creerò qualche pagina social con qualche disegno fatto grazie ad una IA (ho fatto dei tentativi ma per ora fallimentari).
Di sicuro continuerò a scrivere, anche perché M. e G. e anche A. ed R: io vi voglio bene.
Ma c'è il protagonista del romanzo di fantascienza che vuola la sua libbra di carne e non resterà in coda per sempre.
Spero di non avervi annoiato.
O magari... Incuriosito?

14 dicembre 2023

Prima dell'Apocalisse. Evitabile

Preparazione alla Battaglia


E' il natale del 1938 e sei un cittadino benestante di una delle poche democrazie occidentali. Ecco, sì: sei un parigino e stai comprando i regali di natale per i tuoi figli. In Spagna infuria la guerra civile che stanno vincendo i fascisti supportati dalla Germania  Nazista e dall'Italia Fascista mentre la Repubblica è sotto embargo da parte di Francia, USA e UK che non forniscono armi alla resistenza. La Cecoslovacchia se l'è già pappata Hitler.  L'Italia ha invaso e conquistato l'Etiopia usando armi di distruzione di massa. In Germania c'è appena stato il pogrom della Notte dei Cristalli con migliaia di ebrei tedeschi trucidati. Ma le luci della Senna sono così belle e poi 'sti spagnoli, avessero dato un po' più retta a Franco. E gli ebrei, si sa...

Che cosa potrebbe mai andar storto?

Bentornati nel 1938.

Il '39 è alle porte.

12 dicembre 2023

Israele e Palestina: il conflitto infinito


Sono riuscito (a rate) ad ascoltare questa conferenza e le parole di Lorenzo Nannetti n cui mi riconosco appieno. Cosa possiamo fare noi? Per diventare strumenti di pace per prima cosa occorre sapere e la sintesi che è presentata qua è proprio un buon viatico

11 dicembre 2023

AMX: il cacciabombardiere antimperialista antimperialista

AMX Ghibli, in approntamento


Confusə dal titolo?

Mai quanto me che ancora non riesco a capire come sia possibile per una femminista condannare i disastrosi effetti umanitari della controffensiva israeliana a Gaza senza aver speso mezza sillaba sugli stupri, i femminicidi e gli infanticidi di Hamas del 7 Ottobre.

Ma veniamo a noi.

Questa volta faccio una piccola eccezione al mio solito modus operandi in tema di aerei e vi presento l'AMX Ghibli prima di aver assemblato il modellino.

Confesso che la motivazione è puramente caratteriale: ho in mente una storiella e non ho pazienza di attendere di aver completato il modellino prima di parlarne: farei le cose di fretta pur di pubblicarla e non è proprio il caso.

Dunque, l'AMX è un cacciabombardiere italo brasiliano.

Proprio così, una joint venture tra Italia e Brasile che risale agli anni '80 del secolo scorso.

Ne sono stati costruiti poco meno di duecento e alcuni sono ancora in servizio sia in Italia che in Brasile.

Contro i Taliban l'AMX si è dimostrato efficace, affidabile e preciso.

L'AMX è al tramonto della sua carriera, in Italia sarà sostituito dagli F-35. 

Qualche dettaglio in più magari lo fornirò a modellino finito.

Ma è arrivato il momento di arrivare al dunque.

Il Compagno Maduro, presidente del Venezuela, antimperialista (e filoputiniano) sta pensando, per motivi di politica interna, di invadere ed annettere gran parte della confinante Guyana ricca di petrolio.

Tralasciamo il fatterello che la debolezza dell'Occidente di fronte all'invasione dell'Ucraina stia dando i suoi sanguinosi frutti: il pogrom di Hamas del 7 ottobre e la relativa controffensiva israeliana è solo un esempio mediatico (chi si ricorda della guerricciola civile in Sud Sudan? Delle avanzate della Wagner in Africa? Oppure del Pakistan che nel cuore dell'inverno caccia 1,7 MILIONI di profughi afghani nel silenzio delle anime belle?). Maduro, antimperialista tanto amato dalle suddette anime belle, sta progettando la sua invasione, no? Beh, questa è una possibilità catastrofica e non c'è proprio niente da ridere. Del resto, le anime belle stanno già dando la colpa di questa eventuale invasione alla NATO, agli USA, a Israele, Zelensky e scegliete voi qualche altro pensiero terrapiattista a corredo.

Quello che mi fa scompisciare è che, nel caso Maduro inizi questa sconsiderata (ma dati i precedenti del tutto logica) aggressione, gli AMX brasiliani entrerebbero in azione contro Maduro.

Già, perché per ragioni che non posso sintetizzare qua, il Brasile è praticamente il garante dello status quo in America Latina e dell'integrità territoriale della Guyana. 

Che beffa se il compagno Lula, antimperialista e pro Putin de facto si dovesse trovare a combattere il compagno Madura, antimperialista e pro Putin!

A chi daranno la colpa le anime belle? Scommetto non a Putin. 

Ma il cortocircuito suicida di questo Occidente ha superato la gravità della tragedia ormai debordante ovunque per trascinarci tutti nella farsa.

Per di più con un aereo per 3/4 italiano made by Leonardo: doppiamente antimperialista.


Comunque, aggiungo altre due note e le foto del modellino.

AMX Ghibli, il topone per gli amici.

E l'F-32 per i semplici conoscenti.

Ghibli è il nome ufficiale.

Topone quello datogli dal personale dell'aeronautica per la somiglianza della sagoma anteriore con quella di Topolino.

F-32 il nome dei detrattori in quanto, secondo loro, l'AMX costa il doppio di un F-16 pur valendo la metà.

Una affermazione completamente ingiusta ma che mi permette di puntualizzare un dettaglio sui costi degli aerei.

Mettiamo il caso che si voglia spendere un miliardo di € per 100 Aerei. Dieci milioni a pezzo.  La cifra include sviluppo, addestramento e logistica.

Se a un certo punto invece di un miliardo si decide di tagliare del 10% la cifra, non si riuscirà ad avere 90 aerei come sembra intuitivo ma molti di meno. Questo perché i costi di sviluppo e di gestione/pezzi di ricambio sono preponderanti. Tagliare del 10% il budget può portare a tagliare del 30% l numero degli aerei, addoppiarne i costi, dimezzarne l'efficienza e, in ultima analisi, la sicurezza che dovrebbero fornire.  

#aeromodellismo #AMX #Ghibli







7 dicembre 2023

Aichi Type 99 Val: ogni giorno è Pearl Harbor


Spendiamo qualche parola per ricordare il 7 Dicembre 1941 attraverso uno dei suoi protagonisti: l'Aichi Type 99 'Val'. 

Era un bombardiere in picchiata imbarcato giapponese e fece i suoi danni sia a Pearl Harbor che nei mesi successivi.

Monomotore, biposto, era armato con bombe (e non siluri).

Una macchina efficace ma che fece presto il suo tempo, declinando rapidamente assieme al resto delle capacità belliche dell'aviazione imbarcata giapponese.

Concludo con l'ennesima testimonianza antiputiniana antiterrapiattista eccetera.





NO: non ci fu nessun complotto da parte di Roosvelt e dei capi americani per farsi distruggere a posta mezza flotta e avere la scusa di bombardare con l'atomica il povero Giappone (sic.).

Ci sono innumerevoli dimostrazioni storiche inoppugnabili che smentiscono questa ennesima bufala antioccidentale e filodittatoriale.

In sostanza, gli americani si aspettavano un attacco, ma non lì. E le norme del tempo di pace, pure in allerta, non sono le stesse del tempo di guerra.

Ma non è necessario, in questo caso,  studiare il passato.

Basta leggere il presente.

Israele sapeva che Hamas avrebbe attaccato ma.

L'Occidente sa che le autocrazie sono un pericolo letale ma.

Il cambiamento climatico di origine antropica è reale ma gli autovelox no, le piste ciclabili no eccetera.

Non basta sapere per agire.












5 dicembre 2023

Benedicat: Una Promessa Adulta e la Laicità dello Stato


L'emozione di assistere a questa Promessa scout adulta la affido completamente al canto che la mia Co.Ca. ha offerto nella chiesa del  Santuario della Madonna di Bocca di Rio la notte di sabato 2 dicembre 2023.

Non credo che sarei capace di aggiungere altre parole all'intensità di questo canto (in cui spero di non aver fatto troppi danni).

Mi sa che vi dovete accontentare.

Ok, mi direte voi: <<'sta persona ha fatto la Promessa Scout e a noi che ci frega?>>

Beh, sappiate che la Promessa Scout di un Adulto ha una valenza pubblica.

M. che, da adulta, si è imbattuta negli scout e che ha scelto di unirsi a loro non per far balotte ma per offrire un servizio educativo gratuito ai più piccoli, lavora e si spende, da cattolica, per la collettività intera.

Tra l'altro, è proprio un buon esempio di quanto la religione cattolica mantenga comunque una valenza sociale pubblica e non privata e che la libertà religiosa sia altro rispetto, ad esempio, alla libertà sessuale (cosa che ai laicisti di stato piacerebbe tanto accomunare e rendere equivalenti: pregate o scopate come vi pare ma solo DENTRO casa vostra).

La promessa di M. non è una faccenda che riguarda il Gruppo AGESCI Villanova1 o, a scalare tutti i livelli, l'AGESCI nazionale o lo scautismo mondiale.

La Promessa di M. significa che, nel tempo, centinaia di persone avranno accesso ai valori del Patto Associativo dell'AGESCI che è un documento pienamente rispondente alla Costituzione Repubblicana nella sua parte laica.

La Promessa di M. significa protezione civile, tutela dell'ambiente, presidio di legalità e tutto quello che implica la possibilità, per tantissimi giovani, di partecipare alle classiche attività scout, che, senza dettagliare, vanno dal sapersela cavare da soli passando per la responsabilità verso se stessi e i più piccoli, alla vita in Comunità. 

In una sola parola: educazione.

Ammetto di non essere entusiasta quando mi affibbiano l'etichetta onorifica di educatore scout, ma devo riconoscere che la parola è quella giusta.

Tra l'altro, questa Promessa è legata adegli ambiti educativi praticamente unici: la coeducazione in primis, roba che penso non faccia nessun altro al di fuori degli scout. 

E che assieme alla diarchia, l'AGESCI fa di default dalla sua nascita, cinquant'anni fa, altro che educazione affettiva scolastica...

La Promessa Scout di M. è un impegno civile (e scout) di impatto collettivo.

E' una scelta adulta per un servizio 'politico' alla collettività con un effetto a cascata.

Ed è una scelta cristiana.

Per cui dico grazie a nome di tutte le persone sconosciute che ne trarranno gioia, crescita, felicità, vita e conforto.


4 dicembre 2023

Le Aquile della Notte, di Alice Basso



Senza fare spoiler, segnalo a tutti i miei lettori scout questo divertente romanzo di Alice Basso.

Fa parte di una serie di gialli ambientati a Torino durante la metà degli anni '30.

Beh, in questo romanzo compaiono alcuni scout clandestini. 

Quelli per antonomasia furono le Aquile Randagie lombarde, ma si sa di altri gruppi di scout che sfidarono il fascismo pur di mantener fede alla Promessa Scout.

Segnalo la cosa perché gli scout non compaiono praticamente mai, non dico nella letteratura, ma proprio in generale nelle librerie.

Quindi, dato che è una rarità, la segnalo.

A me il romanzo è piaciuto, come tutti quelli di Alice Basso.

Oh, poi non si sa mai eh, se quello che ho in punta di penna (e ormai abbondantemente su carta) da un paio d'anni a questa parte dovesse trovare un editore, magari di scout in libreria ce ne sarebbero di più ...


1 dicembre 2023

The F-111 and the Power of Christianity

Oggi vi racconto qualcosa del General Dynamics F-111 Aardvark.

Il primo aereo operativo con ali a geometria variabile.

Ne sono state costruite varie versioni:

da Attacco Tattico (A, C, E, F,), da bombardamento strategico (FB-111, poi F-111G) e quella del modellino, da guerra elettronica: EF-111A Raven.

Di una certa importanza è anche il mai prodotto in serie F-111B per la Marina Americana.

Come al solito, non starò qua a incollare roba presa da wikipedia: per sapere quanto era veloce (molto) e che raggio d'azione aveva con un pesante carico di munizioni (moltissimo) leggete la voce di wikipedia.

Dunque, l'origine di questo aereo è legata ad un tentativo (fallito) di creare il caccia multiruolo perfetto.

Un aereo capace di fare sia da intercettore pesante e bombardiere medio che ricognitore, bombardiere strategico supersonico e anche piattaforma di guerra elettronica.

L'aereo è stato un successone per i ruoli di attacco e guerra elettronica, un fallimento per il ruolo di intercettore.

Iniziamo proprio da questa faccenda.

L'F-111B, la versione da intercettazione per la marina, era troppo grosso e pesante per operare dalle portaerei. 

Aveva problemi di motori e di aumento di costi e, soprattutto, di peso.

I politici insistevano perché la marina lo comprasse, ma non c'era modo di travestire quella balena da delfino e, alla fine, un coraggioso ammiraglio si giocò la carriera sbottando davanti al Congresso così: <<There isn't enough power in all Christendom to make that airplane what we want!>> Esclamò, irritato, l'ammiraglio  Thomas F. Connolly, vice cape delle operazioni navali per la guerra aerea, di fronte ad una commissione senatoriale che insisteva perché l'US Navy portasse avanti lo sviluppo dell'F-111B.

E il progetto fu cancellato.

Ma, come una fenice, dalle sue ceneri (motori, missili phoenix e radar AWG-9), nacque niente di meno che il famosissimo F-14 Tomcat.

Un altro fatterello carino capitò quando fu presentata la versione da bombardamento Strategico (trad: con armi nucleari), l'FB-111. Alla cerimonia fu invitato il generale Curtis Le May che aveva messo in ginocchio il Giappone coi suoi bombardieri B-29. Quando gli fu chiesta un'opinione sul nuovo bombardiere, rispose laconicamente: <<It isn’t big enough>>. l'FB-111 avrebbe avuto il compito di precedere i B-52 attaccando con missili nucleari supersonici a breve raggio le difese sovietiche.

L'F-111 ha ispirato una lunga progenie di aerei, occidentali e sovietici: diretto concorrente (o più precisamente copia) fu il Su-24 Fencer.

Gli Europei provarono, con maggior successo, a sviluppare un aereo simile con doppio ruolo (il Tornado, prodotto in varianti d'attacco e intercettazione).

L'ala a geometria variabile è stata anche adottata sull'F-14 e sul bombardiere B-1. In campo sovietico, oltre al Su-24, sono stati prodotti Su-17/20/22, Mig-23/27 e i bombardieri Tupolev 26 Backfire e 160 Blackjack.

La formula dell'ala a geometria variabile è caduta in disuso, ma il sogno del multiruolo è ormai realtà:

i velivoli della generazione successiva (F-15/16/18 per fare un esempio, ce ne sono molti altri) hanno avuto molto più successo nel diventare dei veri multiruolo. In futuro, gli aerei di sesta generazione saranno completamente multiruolo, più che altro a causa dell'architettura ormai obbligata del loro sistema che prevede un caccia pesante in cui i ruoli specialistici (supporto aereo ravvicinato, ricognizione, guerra elettronica) saranno demandati a droni (loyal wingman). 

Per non parlare del fatto che nessuno può più permettersi aerei specializzati.

Ma, all'epoca, fu un tentativo fallimentare. Tra l'altro, la versione da bombardamento F-111A e quella da intercettazione F-111B avevano solo il 30% di parti in comune: anche in caso di successo la standardizzazione sarebbe stata solo teorica.

L'F-111 ha combattuto in varie guerre dal Vietnam in poi, comportandosi egregiamente. L'EF111A, tra l'altro, è stato l'unico F-111 ad abbattere un aereo nemico pur non portando nessuna arma: durante Desert Storm un EF111A fu intercettato da un Mirage F-1 Irakeno e riuscì a farlo precipitare eseguendo brusche manovre evasive ad alta velocità. Quando, nell'effimera tregua dopo la guerra fredda, i generali russi ebbero libero accesso agli aeroporti nato, pare che abbiamo mostrato poca attenzione ad F15 ed F16 concentrando la loro curiosità sull'F-111: l'aereo occidentale che più temevano.

E a ragione.

 













La differenza evidente di dimensioni tra F-14 (sopra) ed F-111 (sotto)

L'Originale (F-111 sopra) e la copia (Su-24 sotto)

L'Originale (F-111 sinistra) e la copia (Su-24 destra)

La differenza evidente di dimensioni tra F-14 (destra) ed F-111 (sinistra)

Per saperne di più suggerisco di fare un giro qui e qua.

29 novembre 2023

Monte Lungo: oltre le rocce, l'Italia


Oltre le Rocce, di Pierluigi Villari


Chi di voi ha mai sentito parlare di Monte Lungo?

Che cosa poi è mai successo a Monte Lungo?

Sono cresciuto col mito dei Partigiani sul cui coraggio è basata la nostra Repubblica.

Poi, da adulto, ho scoperto che quello non era un mito, ma che la realtà storica della Resistenza non era solo quella dei Partigiani (comunisti): 

la Resistenza fu un fenomeno relativamente poco diffuso che riguardò una fetta minoritaria ma trasversale del popolo italiano: non solo comunisti, ma anche cattolici, repubblicani, liberali e militari (e l'elenco è sicuramente incompleto). 

Ci furono anche gli scout, da ben prima che il regime fascista perdesse popolarità.

Da molti anni porto avanti una piccola e ancor più minoritaria battaglia culturale per il riconoscimento e la conservazione della memoria storica di quella che ritengo sia una parte negletta di un unico movimento di resistenza al nazifascismo.

A Monte Lungo, per la prima volta, il nuovo esercito italiano sfidò i panzer grenadier tedeschi, veterani di prima linea.

L'unità, una brigata motorizzata di volontari, con le divise a brandelli, disprezzata dagli alleati, con armi antiquate, pagò un prezzo esorbitante per la vittoria.

Oltre le Rocce, di Pierluigi Villari, racconta con stile narrativo e precisione storica la costituzione del 

I Raggruppamento Motorizzato, i sacrifici sanguinosi di quei ventenni, la loro vittoria sui nazisti e anche l'ingratitudine degli alti papaveri dopo la vittoria.
Il libro è scorrevole, piacevole per un appassionato, commovente al sol pensiero di quelle persone dimenticate sul cui sangue si basa la nostra libertà.
Ma la cosa che mi ha colpito di più sono le biografie dei sopravvissuti.
Tornati alla vita civile, dopo aver combattuto i nazifascisti dalla Campania alla Pianura Padana, diventarono medici, avvocati, ingegneri, insegnanti e artisti.
Le biografie degli ultimi soldati del re coincidono con quelle dei partigiani che fecero, al Nord, lo stesso che questi uomini fecero da Sud.
L'impegno volontario per la resistenza al nazifascismo portò a percorsi di vita simili, perché simile era il desiderio di giustizia, libertà e pace.

Chissà se, da vecchio, riuscirò a vedere il compimento di una memoria condivisa in cui la Resistenza al nazifascismo sia basata sulla realtà storica e non più sull'ideologia di parte.

26 novembre 2023

Me 262: le rondini del Male

Il Messerschmitt Me 262 Schwalbe (rondine)  è stato il primo jet usato in combattimento durante la Seconda Guerra Mondiale.

Dato che la Germania era nazista, ossia diretta da un gruppo di delinquenti di un livello mentale tale che la Camorra sì e no li userebbe per fare i pali, lo sviluppo di questo rivoluzionario aereo da combattimento fu gravemente ostacolato dalle farneticazioni di Hitler che pretese, tra l'altro di usarlo come aereo per il supporto ravvicinato. 

Beh, mettiamola così: nessuno userebbe una Ferrari per trainare un aratro, nessuno userebbe un trattore per gareggiare in formula uno. 

Eccetto Hitler, che nella sua follia omicida sarebbe stato senz'altro in grado di fare scelte del genere.

Come, appunto, usare un intercettore come aereo d'attacco al suolo per l'appoggio all'esercito. 

Quando il Me 262, diciamo almeno un anno dopo di quando sarebbe stato possibile, entrò finalmente in servizio come caccia intercettore, seminò il panico tra le già provatissime formazioni di bombardieri americani [che, ricordiamolo, attaccavano di giorno sfidando la Luftwaffe per tentare bombardamenti di precisione industria bellica, mentre gli inglesi bombardavano di notte a tappeto le città (semplifico eh)].

Ora, c'è una vulgata che sostiene quanto sarebbero cambiate le cose se il Me-262 fosse stato impiegato come caccia nel 1943 invece che a 1944 inoltrato.

Questo mito delle wunderwaffen è duro a morire e arriva fino ai giorni nostri coi Su-34/T10 Armata che avrebbero dovuto prendere Parigi e invece...

Il fatto è che di Me 262 non è che se ne sarebbero potuti produrre più di tanti: i nuovi motori a reazione richiedevano materiali speciali di cui c'era grande scarsità. 

Inoltre, consumava una quantità enorme di carburante di cui c'era ancor più scarsità.

Richiedevano personale specializzato per la produzione e la manutenzione (e l'esercito arruolava come carne da cannone anche i più specializzati tra gli specializzati).

E con motori a reazione di primissima generazione, che campavano 100 ore al massimo (e poi bruciavano) non era proprio un aereo sicuro (ma era relativamente facile da usare in combattimento).

Insomma, il Me 262 ha segnato la fine degli aerei ad elica e ha ispirato MiG-15, F-86, B-47. Una vera pietra miliare, ma anche se ne fossero stati prodotti il doppio o il triplo, si sarebbe solo sparso altro sangue senza cambiare il risultato finale (certo che se ne fossero stati prodotti e messi in servizio dieci volte tanto un anno prima...).

La singola arma non fa mai la differenza, quella la fa il contesto industriale, tecnologico e logistico.

E in ogni caso i primi Gloster Meteor, i caccia a reazione inglesi, entrarono in servizio nel 1945..

Il modellino rappresenta un esemplare di caccia notturno, biposto e dotato di radar (le antenne tipo tv sul muso). 

Era pesantemente armato con 4 cannoni da 30mm (gli aerei italiani in genere erano armati con 2 mitragliatrici da 12,7mm, fate voi...) 

I libri in foto sono quelli di Chuck Yeager, il primo uomo a superare il muro del suono che abbattè un Me 262 rimasto senza carburante e l'autobiografia di Adolf Galland, un asso della caccia tedesca che terminò la carriera di cacciatore proprio sul Me 262.












21 novembre 2023

Le ali della libertà: l'F-15 Eagle

Con un imbattuto (e ahinoi, temo in futuro imbattibile) record di 102 vittorie aeree senza alcuna perdita, l'F-15 è uno degli aerei che ha consentito alla totalità dei miei lettori una vita satolla di diritti e prosperità come mai era successo nella storia dell'Umanità.

Nato dall'esperienza del Vietnam come caccia da superiorità aerea puro ha fatto strage di MiG siriani all'inizio degli anni '80 ricordando ai pianificatori dell'Armata Rossa quanto sarebbe stato fragile il cielo sulle loro teste se si fossero avventurati con la loro Armata di liberazione di contadini ed operai oltre la Cortina di Ferro.

L'F-15 Eagle è stato costruito in 1200 e rotti esemplari e la sua origine è paradigmatica del malpensiero militare, esempio classico dei danni che la corsa agli armamenti può fare.

Dunque, gli americani fecero volare il gigantesco bombardiere XB-70 Valkyrie capace di volare ad una velocità di crociera di Mach 3.

I russi si spaventarono.

Gli americani cancellarono il faraonico bombardiere, troppo costoso e poco efficace.

I russi rimasero spaventati e progettarono un intercettore pesante in grado di abbattere l'inesistente XB-70. Lo presentarono al Mondo a fine anni '60. Era il famoso MiG-25 eh.

Gli americani si spaventarono e lanciarono un progetto di emergenza per costruire un supercaccia in grado di affrontare il MiG 25 che l'intelligence aveva spacciato per un aereo contemporaneamente velocissimo, armatissimo, agilissimo, sofisticatissimo, e tanti altri issimo.

Gli americani quindi, fecero volare l'F-15 e subito dopo un pilota russo disertò con un MiG-25 e gli americani scoprirono che quasi tutti quegli 'issimo' andavano depennati: il MiG era veloce ma ottimizzato per l'unica missione di intercettore di bombardieri volanti ad alta quota (che non esistevano più), come caccia da superiorità aerea non valeva un gran che.

Ma visto che c'erano, gli americani rimasero spaventati e a sua volta i russi si spaventarono e progettarono Su-27 e MiG-29 che al mercato mio padre comprò eccetera.

L'F-15, progettato per combattere un aereo inesistente, si trovò poi casualmente ad essere davvero in grado di surclassare tutti gli altri jet russi contemporanei facendone regolarmente polpette.

Oltre alle versioni da caccia, gli USA ne svilupparono una versione da bombardamento tattico, L'F-15E Strike Eagle che vi propongo nel modellino.

Partendo dalla versione d'addestramento, l'aereo è stato modificato ottimizzandolo per il bombardamento mantenendo intatte le capacità aria aria.

Intendiamoci, non è che un F-15E carico di missili e bombe può mettersi a combattere come se niente fosse con Su-27 &C, ma ha buone capacità di autodifesa e, se armato come caccia, torna ad essere un letale ammazza Mig (o Sukhoi, in realtà).

Ma non è finita.

Sempre basate sull'F-15E, sono arrivate nuove versioni di cui nomino solo l'F-15K destinato alla Corea del Sud (e se riuscite a reperirlo, il film Sudcoreano "Nome in codice: Operazione Top Gun" non sarà della qualità di Parasite ma per noi poveri appassionati d'aviazione va benissimo) e il nuovissimo F-15EX Eagle II che l'USAF sta rimettendo in servizio di gran furia a causa dello scarsissimo numero di F-22 (il successore dell'F-15) disponibili (Grazie Mr. President Obama) e dell'obsolescenza della flotta di F-15C.

Spendendo pure una barca di soldi, ovviamente.

L'F15EX ha un'avionica, un sistema di missione e un software di combattimento completamente nuovi e trasporta praticamente il triplo del carico bellico dell'F-15A (per non parlare della differenza prestazionale tra un AiM7 e un AiM120D).

Tuttavia, non sarà in grado di compiere missioni di superiorità aerea offensiva come l'F-22.

L'F15EX nella versione definitiva ha fatto il primo volo a novembre di quest'anno, ossia a fine del 2023. Il primo volo dell'F-15 è stato a luglio del 1972. 

51 anni fa.

Il P-51 Mustang, l'iconico caccia USA della Seconda Guerra Mondiale, volò per la prima volta nel 1940. Ve l'immaginate un P-51X, usato come caccia di punta dell'USAF, fare il primo volo nel 1990?

Penso che non farebbe male riflettere su queste date: racchiudono la nascita e il declino della nostra libertà.


















Nota modellistica: il kit della Revell dell'F-15E è stato spettacolare da montare. Ho bestemmiato in aramaico antico solo per le decals, per il resto 10 e lode...