23 aprile 2011

Pasqua? Quest'anno l'Italia salta un turno

Pasqua di Risurrezione.
Cristo sconfigge, primo ed unico, Sorella Morte.
Dovrebbe essere il momento di riflettere sull'Unica Speranza che ci resta certa.
Fermarsi tutti assieme a sospirare di sollievo per il "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno" riferito non alla Crocifissione ma a ogni gesto dell'Umanità per cui Cristo chiede perdono a Dio.
Ma io non sono più un ragazzino.
Io non posso più consentire alibi e quest'anno Pasqua è un giorno di Dolore.
E' un giorno in cui in Libia si combatte nel silenzio nostro e nelle urla di altri uomini.
E' un giorno in cui i raggi gamma e gli effetti del decadimento alfa e beta avvelenano Fukushima.
E' un giorno in cui la Gendarmeria Vaticana divide madri da figli.
E' un giorno in cui i giardini della Damasco delle Mille ed una Notte che vorrei visitare sono irrorati dal sangue.
E' un altro giorno di fame in mille Città, un altro giorno di indifferenza per certi morti, per certo sangue.
E' un giorno in cui solo un misericordioso silenzio può descrivere l'orrore delle conseguenze sulle vite di tante persone per la scellerata anticultura berlusconiana che devasta coscienze, famiglie, civiltà.
La Resurrezione di Cristo non è, per me, occasione di pausa dalle solite faccende. 
E' ben altro.
No.
Non è un giorno di Pace se ti si è dichiarato guerra.
E mai come quest'anno i governanti del mio Paese lo stanno facendo.

Dovrei ignorare che nella mia Città non siamo stati appena ri-condannati a mutui quarantennali e a distogliere risorse da attività innovative alle nuova servitù della gleba ( di cemento )?

Martedì della Pasqua ci saremo dimenticati. 
Tanto vale dimenticarla in anticipo.
E rimandarla a tempi migliori.