18 aprile 2016

la causa era giusta, lo spaziotempo no.

Io ho votato, no, ma ho votato.
Non esulto per il fallimento del referendum e purtroppo già vedo arrivare le previste e facilmente prevedibili conseguenze.
Ma, ora, la cosa che più mi sta a cuore scrivere è che sono molto dispiaciuto per il dolore, l'angoscia e la rabbia che molti giovani militanti del Sì stanno provando in queste ore.

Ne conosco personalmente molti sin da ragazzini e comprendo bene il loro scoraggiamento, la loro delusione, la loro amarezza.
Ricordo ancora la mia dopo l'ultimo fallito referendum sulla caccia.
E' sempre triste vedere dei giovani perseguire con impegno una causa giusta perdere fiducia nel futuro e nel Prossimo.
Ma, cari ragazzi, giovani uomini e giovani donne, comunque, adulti, la causa della riduzione dell'impatto ambientale dell'Umanità è giusta.
Era questo referendum ad essere sbagliato, col suo carico di significati politici e pratici del tutto fantasioso.
Non è desiderando che non rinnovando le concessioni di poche piattaforme di estrazione di Gas implichi anche una inversione di tendenza nell'insostenibile stile di vita degli italiani.
O, forse, lo stesso messaggio di rottura che avete lanciato, così dirompente, ha spaventato chi vorrebbe continuare ad avere casa riscaldata, rinfrescata e farsi un giro in auto nel traffico delle nostra Città.
Ma non è (più) del referendum che voglio parlare.
Ma di questa sete di impegno, questa voglia di combattere e la dimostrata capacità di lavorare non solo a chiacchiere, tutto, oggettivamente, prevedibilmente, sprecato.

I processi contano quanto gli obiettivi.
Non esiste, nella realtà complessa, un passo nella direzione giusta ma fatto nel momento sbagliato che porti, poi, davvero ad avvicinarsi alla meta.
Sulla Luna ci si è andati coi razzi Saturn a tre stadi.
Si parte col primo stadio, lo si sgancia, si accende il secondo stadio, poi il terzo.
Se si accende il secondo stadio prima di aver sganciato il primo non si va sulla Luna, si va in pezzi.

Tutto qua.

E' dura da digerire ma sognare non basta.

Le cose possono essere cambiate e le persone per cui scrivo queste righe sanno che sono già state cambiate in passato.
Quando ero bambino io in Italia si fumava nei cinema, esisteva il delitto d'onore e le donne dovevano stare a casa.

Scegliete meglio le battaglie giuste: quelle che, vinte o perse, comunque influiranno sui processi.
Grazie comunque per il vostro impegno e Buona Strada, ancora una volta, magari, assieme.