2 gennaio 2009

polemiche di un nottambulo forzato

Qualche giorno fa, a seguito di un'ennesima strage del sabato sera, centinaia di genitori sconvolti ed in preda all'ansia si sono precipitati, di buon mattino, all'ospedale, per avere notizie delle vittime. A quanto pare, infatti, i loro pargoli non erano ancora rientrati in casa, avendo passato la notte festiva in giro ' a vivere'. Queste 300 coppie, avendo avuto la notizia della Tragedia verificatasi nella Notte nel loro comune e non avendo trovato i figli a casa, hanno subito pensato al peggio correndo in ospedale.
Che la notte sia fatta per dormire è un dato biologico, non una questione di buona educazione.
A quanto pare, sono uno di quei pochi sfortunati che trova il bicchiere di vino bevuto tra le 21 e le 23 di gran lunga più gustoso del medesimo bevuto tra le 23 e le 01 del mattino.
Peccato.
In questi giorni di festa ti senti un demente se te ne esci alle 21. Mai proporre di uscire prima delle 2230, passi per scemo nel migliore dei casi. Ma, in una città in cui anche i Novizi del mio Clan sono già andati in vacanza da soli, in cui non si ritirano il sabato prima delle ore piccole, in cui ci sono un pugno di pub e poco altro, credo che la corsa al 'divertimento'' formalizzato sia solo una rincorsa alla noia ed all'autocommiserazione.
Eppure io ricordo.
Ricordo di serate divertentissime e memorabili sbocciate senza gli ingredienti che ci siamo propinati questi giorni:
  • Folla: se entri in un posto e ti siedi pare che ciò porti a scompensi cardiaci. Non sia mai prenotare: bisogna farsi largo a gomitate e stare in piedi ad aspettare che si liberi una sedia da spartirsi in tre.
  • Prezzo: come, non vuoi pagare il coperto, il supplemento musica e il vino a meno di € 12?
  • Rumore: la cosa più sospettosamente triste. E si, perchè mi viene il dubbio che si scelga il rumore per evitare che il nostro silenzio stoni troppo. Meglio stare nella cacofonia, così non ci si deve nascondere il fatto di non avere un gran che da dire o, peggio, voglia di ascoltare.
Eppure, io ricordo che siamo stati in grado di divertirci con poco più della nostra presenza. Lasciamo perdere i fuochi di bivacco et similia. Parliamo piuttosto del naufragio del nostro Paese, dell'inedia che uccide questa comunità, della Guerra che si avvicina alle porte su cui non abbiamo speso neppure una parola. In sostanza, credo che questa voluttà nel fare in orari notturni cose ugualmente fattibili in orari serali sia un ennesimo chiodo sulla bara della nostra generazione, uno dei pochi che ci ostiniamo a piantarci noi stessi. E' una manifestazione di resa, un riconoscimento che comunque non abbiamo nulla da dire perchè inutile o nulla da fare al mattino perchè improduttivo.
Invece, credo che le cose da dire ci siano e ancor di più quelle da fare. Anche se è sabato, quindi, usciamo prima e ritiriamoci presto. A meno di variazioni nelle leggi della Fisica, 21-> 24 equivale a 23-> 02 se si ha intenzione di parlare. Così, si avrà anche il tempo di dormire e di svegliarsi presto la Domenica per fare. Fare e pensare, fare cose e pensarne altre. Tanto per trasgredire.