26 luglio 2011

gott mit uns

Per fortuna il mio Dio non è con voi.
Non sono affatto sicuro che sia con me, questo è ovvio. ( Più precisamente non sono affatto sicuro di essere io con Lui, ma non è un'espressione abbastanza scenica ).
Che un fascista faccia il fascista dedicandosi a quello che i fascisti sanno fare di meglio, ossia lo sterminio di innocenti, non mi meraviglia affatto.
E non dovrebbe meravigliare nessuno di voi ( cari lettori ).
Si dicono parole ripugnanti come " razza, morte ai negri, a fuoco gli immigrati, l'islam ci attacca, fuori i meridionali, morte ai sionisti assassini " e poi come si fa a meravigliarsi che alle parole non seguano i fatti?
Così è sempre stato su questo piccolo pianete.
Prima si parla, poi ci si attrezza, quindi si agisce.
Certo, ad agire in media è solo una piccolissima frazione di chi parla, ma storicamente è sempre più che sufficiente per innescare l'orrore.
Svegliatevi, cari signori.
I fascisti sono relativamente abbondanti, organizzati e preparati.
Credete che ascoltare un giorno le sparate del leghista di turno e l'altro le alzate di ingegno dei fiancheggiatori della carta stampata del partitoazienda più bello d'Europa vi mitridatizzi dal rischio?
Non sono solo parole quelle che son cagate dalle bocche di certi parlamentari e certi iscritti all'ordine dei giornalisti.
Sono premesse.
La strage di Oslo è basata su una precisa linea d'azione direttamente riconducibile a quella grande famiglia di intolleranza e xenofobia che ha devastato l'Europa sessant'anni fa.
Io non mi sono meravigliato per l'accaduto.
E' solo questione di tempo
Consiglio, a riguardo, la lettura de "L'uccello che girava le viti del Mondo" di Murakami per poter avere un esempio di come il fascismo si annidi come metastasi anche in società culturalmente e socialmente assai avanzate e di come sia l'incredulità dei più a mantenerne la forza.
Per non parlare della cruda sintesi che si può trarre dai nostrani romanzi di Tullio Avoledo sugli effetti pratici del pensiero leghista abbandonato ad una probabile e naturale evoluzione verso la tragedia.
No, cari lettori.
Non c'è nulla da meravigliarsi.
Il pensiero fascista ( si badi che non uso il termine neofascista ) diventa azione fascista molto spesso anche da queste parti.
In questa via, in questo quartiere, in questa città.
Per non parlare di quello che avviene sul mare, in Libia, sui monti della Val di Susa.
Ma in un'Italia in cui è possibile militare contemporaneamente in un'organizzazione di destra xenofoba e nei boyscout non è plausibile aspettarsi che i singoli immuni al retrovirus del fascismo si allarmino sul serio.
Che inizino a pretendere con decisione la fine dei comportamenti xenofobi e fascisti.
Perchè, banalmente, in testa, nel cuore, non ci credono.
Perdonano.
Passano oltre.
Increduli che il fascismo sia già qui.
Quello dei nonni, non quello dei padri.
No, Breivik non è solo.
Soli, siamo noi.