14 settembre 2011

III Classe, 1° Fascia

E' incredibile di come la burocrazia di questo paese ti costringa a sperimentare i sentimenti più contraddittori.
Quando ho trovato nella cassetta delle lettere un attestato della mia partecipazione prestata a titolo di Servizio Gratuito ad un evento per cui terzi hanno, invece, ricevuto fior di quattrini, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la canzone di De Andrè "Il Testamento": 'voglio lasciare a Biancamaria che se ne frega della decenza un attestato di benemerenza che al matrimonio le spiani la via...'
Non s(apev)o di preciso perchè.
Intuivo.
Poi, ho letto nel foglio complementare che 
"Qualora la S.V. volesse fregiarsi delle insegne relative alla classe conseguita potrà procedere all'acquisto, con oneri a proprio carico, esclusivamente presso la società tal dei tali individuata all'esito di apposita procedura di gara, quale produttore e distributore unico."
Giuro che ancora adesso, solo a rileggerle 'ste parole, mi viene contemporaneamente da ridere e da piangere.
Ridere per il ridicolo, ridicolo, ridicolo, dell'atto stampato. 
Pure su questo si vuol far danaro.
Piangere per il dolore mai sanato da cui, in ultima analisi, tutto questo discende.
Anche questo pezzo di carta finirà archiviato in un armadio.


 




Spero che la canzone di De Andrè vi sia piaciuta, lascerei più o meno lo stesso a gran parte dei miei concittadini.