19 maggio 2013

Nemmeno la Morte dura per sempre: i vivi, i morti e gli altri.

Nell'ambito della letteratura horror - fantescientifica non prediligo il genere catastrofe-che-spazza-via la razza umana.
Mi mette ansia.
Ansia tipo esame universitario.
Comprenderete, quindi, che io tenda a saltare a pie' pari il genere, che si tratti di libri o anche di cinema.
Che so, '28 giorni dopo' o 'la strada', ecco, cose così: li trovo parecchio disturbanti.
Tuttavia, per la penultima fatica di Claudio Vergnani non potevo che fare la classica eccezione.
Bando alle premesse stucchevoli e gettiamoci nella mischia con uno scopo preciso: 
capire.
Cosa e perchè?
Capire il fascino di questa storia di oltre 450 pagine che si è lasciata divorare in meno di 24 ore.
Ed il perchè.
Per prima cosa: scordatevi i personaggi della trilogia precedente di Claudio.
Qui abbiamo carne fresca.
Ed armi nuove.
Ma il nemico resta lo stesso.
Quello appena scorto nel 18° Vampiro, poi più nitido nel 36° Giusto, completamente a fuoco ne L'ora più buia.
Come, ancora vampiri?
No, qui si tratta di zombie!
E come fai a dire che il nemico è lo stesso, caro recensore dei miei stivali?
Perchè i romanzi di Claudio hanno uno spessore culturale e polemico ben superiore al banale intrattenimento da treno.
La sua ultima fatica è una definitiva conferma di come sia possibile tracciare un'impietosa analisi della società italiana del XXI Secolo pur descrivendo, apparentemente, storie di morti  .
Altri.
E viventi.
Questo Paese da chi è governato?
Certo, non da morti.
Ma da vivi?
Possiamo ragionevolmente affermare che, dalla classe dirigente al più ignorante ed umile dei disoccupati, in questo Paese si vada verso la Vita?
La Vita futura?
O, forse, possiamo dobbiamo rassegnarci all'evidenza della preponderanza dell'alterità tra Vita e Morte?
L'altro.
Come definirlo?
Io, non posso.
Non ne sono capace.
Vi toccherà leggere il romanzo di Claudio.
Il ritmo della narrazione è gestito con maestria.
Tra un inseguimento ed un'irruzione, tra una fuga ed  un caricatore cambiato all'MP5 (apprezzabile, la scelta di Claudio, di far notare al grande pubblico che le armi si surriscaldano quando si sparacchia così tanto), i nostri eroi riescono a trasmettere anche la stanchezza, la spossatezza e l'atroce ansia di una situazione di fine del mondo zombie.
Claudio Vergnani è scrittore.
Scrive dell'Italia contemporanea, anche se lo fa narrando di Vampiri e Zombies.
E ci lascia con una missione:
Tornare tra i vivi.