15 aprile 2016

17 Aprile 2016, anestesia generale

Come anticipavo qualche giorno fa andrò a votare No al referendum.
Non mi astengo solo perchè non considero così pernicioso, nell'astrazione dei fatti, che non si rinnovino automaticamente quelle poche concessioni di estrazione di gas naturale (e poco petrolio) in essere entro le 12 miglia dalla costa del Bel Paese.
Ma voterò No.
Non mi astengo, nonostante lo consideri un modo legittimo di opporti al referendum: un motivo ci sarà se i Padri Costituenti hanno imposto un quorum ai referendum abrogativi. Personalmente non lo condivido, ma lo capisco.
Quindi, voterò No.
Io, riduzionista, ciclista, montatore di impianti fotovoltaici, voterò No.
E non tanto perchè desidero che sia possibile rinnovare automaticamente le concessioni in essere per quella ventina di impianti coinvolti dai quesiti referendari.
Tutto sommato, se il referendum passasse, da un punto di vista strettamente materiale, perdita di lavoro e ricchezza a parte, non sarebbe un dramma. Anzi, una nazione tipo l'Olanda e potrebbe trarre anche qualche vantaggio.
Ma siamo in Italia, non in Olanda.
Quindi, voterò NO.

Voterò NO all'ignoranza tecnica  e alla cultura antiscientifica predominante;

voterò No a chi vuole andare in spiaggia in auto con l'aria condizionata e trovarsi il mare pulito scaricando su altri uomini più deboli, nel Sud del Mondo, il rischio di inquinamento;

voterò No a chi vuole scaricare i costi di questo Sì sui più deboli pur non essendo disposto a casa propria nemmeno a cambiare le lampadine con quelle a risparmio energetico. In generale, voto No a chi vorrebbe eliminare la produzione dello 0,3% del fabbisogno di petrolio e del 10% di quello del gas naturale senza voler tagliare i relativi consumi;
In Olanda li avrebbero tagliati prima, in Italia non ci si pensa nemmeno a tagliarli dopo.

Voto no all'idea che, tagliando la produzione nazionale di idrocarburi, si avrà un corrispondente incremento delle rinnovabili;
Voto no a chi nel 2016 vorrebbe 'dare un segnale' come se non ci bastasse l'esperienza dei vari referendum come quello sul Nucleare (sacrosanto) che non ha avuto nessuna implicazione, tanto per fare un esempio, sull'attuale stato delle regole kafkiane sulle rinnovabili. Per non parlare dei referendum sull'acqua pubblica o sulla responsabilità civile dei magistrati. Il referendum abroga degli articoli di legge, non va oltre nè nella lettera nè nello spirito;

Voto No, in sostanza, al benaltrismo fatto regola, al tentativo di forzare la politicizzazione pure delle leggi della Termodinamica e alla peculiarità tutta italiana di voler prendere scorciatoie che finiscono regolarmente nel baratro.
Se, domenica, si raggiungerà il quorum sapremo già l'esito del referendum ma c'è un'altra cosa che sappiamo già:

nel fronte del Sì non ci saranno conversioni sulla via di Damasco alla riduzione del consumo di Carne, all'uso di bici invece che auto, all'uso del proprio denaro per la riduzione, in generale, della propria impronta ambientale invece che per consumare.

Mi aspetto, anzi, grandi caroselli di festeggiamento verso e sulle Spiaggie. In auto.
Perchè l'anestesia sarà già in circolo.