25 maggio 2009

Tempèra, BAS35 e un compleanno.

La sera del 18 Aprile 2009 percorrevamo la Bradanica deserta in direzione Matera. Eravamo fortemente scossi ed emozionati.Ma con qualche risposta in più.
A distanza di più di un mese da quegli eventi che per me non sono ancora conclusi, figuriamoci per chi li vive in questo stesso istante, posso permettermi di scrivere qualche considerazione più precisa. Ora so perchè sono partito per Tempèra, ad esempio. Nessun particolare desiderio di riscatto, ben poco egoismo da autoaffermazione. Le motivazioni sono particolarmente banali, temo: una semplice conseguenza dei lunghi anni di scoutismo, ed un profondo desiderio di mantener fede agli impegni costi quel che costi, un desiderio quasi infantile, purtroppo. Assai meno infantile è la scelta di servizio che si dimostra concreta, incarnata irreversibilmente nel mio quotidiano.
Ma vedo che sto divagando, ultimamente ho troppi cattivi esempi eh eh eh.
Sono andato a Tempèra per lo stesso motivo per cui mi sveglio la domenica alle sette del mattino e mi metto i calzoni corti per stare appresso al più prezioso bene che conosca.
Ritengo che aggiungere tentativi di spiegazione sia inutile. Chi non lo capisce non lo capirà certo con la mia eloquenza. Mentre le ultime curve della Bradanica si illuminavano fiocamente per la luce della Città in avvicinamento riflettevamo su quello che avrebbe significato per il futuro del gruppo questa esperienza.
Ora, con lucidità, spero che non ne abbia alcuna.
Ogni pensiero, ogni sentimento utilitaristico pur finalizzato a gesti d'Amore, non può che ritorcersi contro il Servizio che si vorrebbe migliorare.
Siamo andati a Tempèra perchè quell'atto è la normale conseguenza della Partenza successiva ad una Promessa che sentiamo valida e viva tutt'oggi. Alla fine di quest'anno scout posso solo confermare la mia disponibilità a continuare in un Servizio compatibile con la situazione lavorativa e a portare dei ragazzi sulle cime, lì dove attraverso le difficoltà della Strada lo scoutismo riconquista tutto il suo senso.
Il Servizio non può essere soggetto a compromessi.
Ecco perchè, giunto, oggi, ad un'età in cui ho ancora una volta rischiato e raccolto in ambito lavorativo, assunto responsabilità di ben altro peso, non vedo ragioni per indugiare anche nell'ambito del Servizio tollerando il proliferare di situazioni che con l'Agesci non dovrebbero aver nulla a che vedere. Ci sono molti piccoli mondi racchiusi in questo, ci sono molti tempi nella vita, non bisogna aver paura di cambiare per restare fedeli a se stessi ed alle persone che in concreto ricevono il nostro servizio.
Il mio nuovo modo di lavorare toglie tutte le certezze in cambio di nuove opportunità, il mio modo di offrire Servizio spero si perfezionerà analogamente nel tempo. Soprattutto, mi preme scansare tutto quello che ruba ai ragazzi opportunità di crescita attraverso la fatica dello zaino in funzione di sterili vaniloqui autoreferenziali.
Spero davvero di cuore che tutti assieme riusciremo ad incastrarci tra noi per restare saldi, riconoscendo i propri punti di forza ed i propri limiti, adeguando il Servizio alle opportunità e non il contrario, ricordando il passato per migliorare presente e futuro.
Credo che l'Operato di BAS 35 ( e della successiva BAS 204 ) vada ricordato e raccontato come assoluto paradigma di normalità. Credo che tornerò a Tempèra anche fisicamente, prima o poi. Credo che l'impegno verso l'Abruzzo continuerà. Credo di aver incontrato degli uomini e delle donne che non dimenticherò mai, sia tra le vittime che tra i soccorritori. Credo di non aver fatto ancora abbastanza. Credo che ignorerò ulteriori appelli alla ragionevolezza.
Credo nella sete in cima alla montagna e nella forza di chi mi sta accanto.
Credo sia abbastanza per oggi.
Grazie, grazie di cuore a tutti.