19 maggio 2012

La Peste dei Promessi Sposi è ancora qua

La descrizione che Alessandro Manzoni fa della sua Peste ne "I Promessi Sposi" potrebbe essere riportata tranquillamente, cambiando qualche dettaglio, all'Italia di oggi.
I lettori di questo blog sanno che considero la somma opera del Manzoni una descrizione abbastanza accurata anche dei vizi e dei peccati originali dell'Italia del tempo presente.
I Birri, il sistema giudiziario inefficiente ed inefficace, le grida ignorate, la prepotenza, la prevaricazione, il conflitto di interessi tra i poteri dello Stato, i politici da strapazzo incompetenti e corrotti...
Inutile proseguire.
Oggi, nel giorno dell'angoscia, mi è venuta in mente la Peste.
A chi la tocca la tocca, dice Tonio verso la fine del romanzo.
La casualità è parte importante della malvagità del gesto.
E la Madre di Cecilia?
La pietà di quella scena non è la stessa di fronte all'innocenza violata irreversibilmente, di fronte allo strazio di chi resta?
Per non parlare dell'insipienza dei Politici e del Clero che aggravano le cose con decisioni farsesche e spietate.
Io non voglio 'reagire' come si è 'reagito' negli anni '70 e negli anni '90.
Mi piacerebbe che i nostri servizi di sicurezza facessero quello che dovrebbero.
Ma. 
Sono diretti da un signore che era dalle parti della Diaz e di Bolzaneto nel 2001.
Facciamocene una ragione.
La Peste è tra noi.
I 'dottori' la aggravano.
E già si vedono i monatti aggirarsi per le strade.
Ignoriamo i diversivi.
Cerchiamo la verità su questa atroce vicenda.
Ma restiamo ai temi della quotidianità, lottando e combattendo per cambiare il Paese.
Perchè almeno la prossima generazione possa aver ragione nel definire "I Promessi Sposi" un romanzo 'inattuale'.
Perchè oggi, a Brindisi, è cronaca.