30 dicembre 2010

appendice 2010

Beh, il 2010 sta finendo e mi sembra giusto dedicare un post ad un anno importante colmo di soddisfazioni di ogni genere eccetto quelle economiche, ovviamente.
Iniziamo con un po’ di numeri:
Secondo Anobii, recentemente ripristinata a pieno regime, nel 2010 ho letto la bellezza di 56 libri per un totale di 23699 pagine, che fanno una media di 65 pagine al giorno. Mi ci ritrovo, dato che, quando leggo, leggo velocemente.
Questo è anche l’anno a cui posso associare il numero 11: il numero delle persone che ho direttamente aiutato a liberarsi dalla schiavitù di Windows per passare a GNU / Linux.
E’ stato l’anno delle Elezioni Comunali, a cui posso associare le 153 Persone che mi hanno dato fiducia e a cui sono contento di aver già potuto dimostrare la coerenza tra quanto raccontato in Campagna Elettorale e quanto, per quel che si può, si sta continuando a costruire.
Questa è stata una specie di svolta soprattutto per la gran quantità di persone nuove, diverse e differenti con cui sono entrato in contatto. 
La cosa che mi intriga è la complessita che è dietro la Politica, una complessità di cui non è assolutamente di moda tener conto, dato che questo Paese, ormai, cerca soluzioni facili che vengano incontro alle sue capacità mentali medie...
E’ stato, anche, l’anno in cui ho dovuto abbandonare il Servizio attivo in AGESCI e la congiuntura non fa ben sperare sulla brevità di questa interruzione.
E’ stato anche l’anno del disincanto, non tanto su quello che è possibile fare con le proprie forze, ma su quanto sia difficile collaborare per uno scopo comune. 
Nella media, si oscilla tra il fallimento e gli insulti.
Materalinux ed Agesci a parte, ovviamente, dove certi problemi non si sono mai presentati...
La cartina di tornasole secondo cui è possibile fare le cose in un certo modo: per molti, ma non per tutti.
Francamente, quindi, per il 2011 ho come unico proposti di tenermi lontano da quello che è diventato il nuovo sport nazionale: 
Prevalere nel conflitto verbale a sicuro discapito della risoluzione del problema in questione.
Preferisco vivere...
Di altri buoni propositi ne faccio volentieri a meno.
Non mi sento di progettare un percorso dato che mi sento come quando attraverso un torrente saltando sui sassi: l’importante è saltarli tutti di corsa e non fermarsi mai: questo sì che implicherebbe cadere, senz’altro, in acqua.
Quindi, affronterò l’incognita 2011 a cuor leggero e sorriso sulle labbra, senza grandi prospettive ma senza neppure ansia e paura.

Non è poco.