7 settembre 2012

L'irresistibile tentazione dell'aventino


Come da titolo.
Ma chi me lo fa fare?
Il Partito Democratico Materano (Lucano) è senz’altro più avanti di quello nazionale sulla via della disgregazione.
Di fatto, secondo me, non esiste più, anche alla luce dei recenti avvenimenti.
L’impegno nel Partito Democratico è stato, ad oggi, piuttosto costoso in termini di insulti presi (da fuori e da dentro), tempo speso (per fortuna NON sottratto allo scoutismo) ed entusiasmo sprecato.
Cosa c’è sull’altro piatto della bilancia?
Ben poco.
L’aver contribuito ad impedire che anche il PD approvasse il Piano Casa?
Una mezza migrazione delle Segreterie del PD Provinciale e Comunale a Linux?
Una Proposta di Legge regionale su Software Libero ed Open Data?
E qualche intervento per chiedere che si adotti un’agenda di gestione degli spazi giovanili e delle associazioni di volontariato? Qualche periodico incoraggiamento sul solito Software Libero e Tetti  Fotovoltaici sugli edifici comunali?
Tutti puntualmente accolti con sorrisi e gran cenni di approvazione...
Ah, dimenticavo, l’unica cosa che non viene accolta da sorrisi e cenni di approvazione: le mie battagliucce di retroguardia contro le speculazioni edilizie nostrane, lo scandalo delle case vuote e sfitte e la macelleria sociale di una città in crisi in cui la Casa è diventato un miraggio che drena sangue dall’economia reale per ingrassare cementificatori di vario ordine e grado.
Certo che quando tu proponi come tassa di scopo l’aumento dell’IMU sulle case vuote e sfitte per compensare i tagli del governo sui sussidi agli affitti dei meno abbienti e nel Partito Democratico Italiano (non Repubblicano USA) ti viene risposto che “No, poi i proprietari di 3 - 4 case pagherebbero troppo” (sic.) allora certe tentazioni d’Aventino diventano irresistibili.
Ad oggi, nei fatti, esiste un Partito Democratico a Matera?
Esiste un organismo in cui discutere di tutti i temi che fanno Politica?
Nei fatti non credo.
Inoltre, quando scrivi certe cose, ti rendi conto abbastanza in fretta che devi scriverle da solo.
Quindi, a rigore, io potrei chiuderla qua ed impiegare meglio il mio tempo.
Ma, ogni tanto mi ricordo che non sto lì per caso.
Ma per una campagna elettorale che ha dato i suoi frutti.
Quando penso ai 143 voti un po’ di rammarico mi viene di fronte a certe tentazioni.
Alla fine, forse, resta solo il dovere di mantenere un ruolo che non è mica tuo, come un paio di scarpe. Un ruolo che appartiene a chi ha costruito col voto questa opportunità.
E, quando ci penso, mi viene da scusarmi con tutte quelle persone, il quadruplo del numero atteso, per non essere riuscito a fare di più.
E’ solo un’ulteriore pena rendersi conto di non essere all’altezza di tutta quella fiducia.
Quindi, ti fai un po’ di forza, ma fino a quando?
Fino a quando puoi controllare il ‘malessere’ causato da tutto questo disastro?
Rimando ad altra data parole più costruttive, contenenti progetti e proposte operative, come il mio solito.
Oggi sento il bisogno di una separazione netta tra un ambiente fallimentare ed un’idea che resta sempre viva.
Quella di un’azione politica.
Nient’altro.