9 giugno 2013

La mela di Newton e la latrina.

Ultimamente, le latrine non vanno più di gran moda.
Sono sempre meno i reparti che si giovano di questo utilissimo strumento educativo nonchè di indispensabile conforto.
Abbondano i reparti che usano i bagni di vicine strutture o, cosa peggiore di tutte, usano il bosco 'liberamente' cospargendo di fazzolettini mal sepolti il circondario...
Costruire una latrina... 
Dunque, il come ed il dove non sono una faccenda difficile:
iniziamo dal dove: una cinquantina di passi a valle della fonte d'acqua (e anche del resto del campo), con un po' di fortuna vi riuscirà di piazzarle sottovento.
Per il come ancora più semplice: serve solo olio di gomito e la capacità di fare qualche legatura quadrata solida: si scava un bel buco nel terreno, non troppo profondo perchè da un lato gli strati inferiori del terreno sono meno in grado di "digerire" la cacca, dall'altro non vogliamo un buco maleodorante in cui è pure rischioso cadere.
Si costruisce una solida, ripeto, solida (non vogliamo tirar fuori qualcuno caduto dentro la latrina) struttura di sostegno su cui appoggiarsi.
Si costruisce attorno un quadrilatero avvolto da un telone per la dovuta privacy.
Ed è fatta.
Meglio non usare calce viva per coprire la cacca, dopo aver compiuto l'atto.
E' igienico, ma poco ecologico: la terra è quasi altrettanto igienica e completamente ecologica.
Quando la fossa si riempie si riscava un altro buco un paio di metri più a valle e si sposta tutta la struttura.
Ammetto che questa non è proprio una cosa molto educativa nè stimolante. 
Ecco, la cosa interessante di cui vorrei parlare è il 'perchè'
Perchè far costruire le latrine a dei giovanotti del XXI secolo?
Distinguiamo i motivi materiali da quelli educativi.
Per prima cosa, la sicurezza.
"Dove sono Gino e Pina?" "Sono al bagno!"
Ok, ma dove? Dietro l'albero laggiù o  a duecento metri nel folto del bosco? 
Magari neppure tanto a portata di voce ...
Non è bene che durante la giornata i ragazzi possano sparire per motivi anche legittimi al di fuori del controllo dei capi. 
Figuriamoci la notte.
Per non parlare dei più piccoli che preferiscono tenersela piuttosto che avventurarsi da soli nel bosco nel cuore della notte.
No, le latrine sono indispensabili per la sicurezza dei ragazzi.
C'è, tra i fautori delle latrine, una corrente (spero minoritaria) che vede in questo impianto igienico un ottimo strumento di stimolo alla puntualità ed un perfetto coadiuvante alla disciplina, ma le frasi tipo "La squadriglia che arriva ultima pulisce le latrine" la lasciamo tranquillamente agli eserciti perdenti in cui è tollerato il nonnismo, non è roba da scoutismo.
Il fatto è che le latrine sono un elemento indispensabile per la funzionalità di un campo scout.
Come la tenda, la cambusa, il tavolo, la fontana, la cucina ed il cerchio del fuoco.
Certo, è un elemento facilmente surrogabile, basta una passeggiata nel bosco.
E non sono di quelli che dicono:" A questo punto finiremo per abolire la cucina a legna sostituendola col catering e poi le tende con i bungalow e poi..."
No.
Io penso semplicemente che la latrina faccia parte della catena della vita.
E che sia diseducativo consentire ai ragazzi di ignorare questo dato di fatto.
Prendersi cura della latrina è un atto politico.
Dovrebbe essere reso evidente, sin da piccoli, che ci sono delle conseguenze, anche alla pastasciutta.
Che ci sono delle cosucce scomode, puzzolenti, faticose, collegate a tutte le cose belle e divertenti della vita.
E che la latrina fa parte del campo come tutte le altre costruzioni.
L'Italia è satolla di politici ed elettori, opinionisti e sedicenti esperti completamente refrattari al concetto di conseguenze incapaci anche di prevedere l'ovvia caduta della proverbiale mela di Newton.
Non abbiamo bisogno di aumentarne il carico