17 giugno 2018

Io, l'intollerante della porta accanto

Sono molto intollerante, sì, ma non in base al colore della pelle, la lingua, la religione,  o la condizione economica.
Considero  esseri umani pericolosi quelli che vanno a 50 km/h in zona 30, che guidano usando il cellulare, o che guidano da assassini in generale, che non fanno la differenziata, che tentano di saltare le code, che buttano rifiuti per strada, che disprezzano la scienza che gli consente di sopravvivere (#novax e complottari da due lire tipo quelli che non credono che siamo mai andati sulla Luna e gente che odia i vegani). 
Eccetera.
E quanti saranno in percentuale?
Saranno di più o di meno del 59% degli italiani (e del 33% degli elettori del PD) favorevoli all'angosciante decisione di chiudere i nostri porti?
E sono più pericolosi quelli che odiano i ciclisti o questi ultimi?
Sicuramente, scientificamente, questi ultimi.
Io non provo nessun particolare affetto per gli estranei, bianchi, neri, magrebini, atei, sedicenti cristiani eccetera.
Quindi, non è che io desideri che in Italia arrivi gente diversa solo per il gusto di mangiare la loro cucina e risolvere tutti i gravi problemi che ciò comporta.
Perchè c'è un equivoco.
La nostra ricchezza, gli ospedali, la macchina, la doccia in casa, internet, i voli low cost, mangiare al ristorante sono basati su una concezione sociale dei diritti umani che è nata nel XVIII Secolo e che ha prodotto, nell'Occidente, il luogo spaziotemporale più prospero e pacifico di tutta la Storia dell'Umanità. Non è mica detto che la cosa sia irreversibile. E' il diritto dell'uomo a generare la libertà e la prosperità per gran parte della popolazione. Se tu, uno del 59%, decidi che questo diritto può venir meno senza nemmeno sforzarti di leggerti due carte sullo stato scientifico della situazione la cosa migliore a cui puoi aspirare per i tuoi figli è una situazione dispotica alla cinese con una piramide della prosperità rovesciata che schiaccia la maggior parte della popolazione a vantaggio di una esigua minoranza. Cosa, del resto, già in atto in Italia parallelamente alla faccenda dei migranti, sul fronte economico (Flat Tax, occhiolini ammiccanti agli evasori eccetera). Non è una questione di essere buoni, cattivi, cristiani o atei, accoglienti o meno. E' una questione egoistica: vogliamo che tutto questo bel mondo occidentale libero, prospero, pacifico e poco violento resti in piedi? 
Se la risposta è sì non si può agire che secondo l'insieme di valori e principi legali che hanno portato a questa prosperità.
Quando ci si discosta gravemente da questi principi succedono disastri.
Tanto per fare un esempio, gli USA hanno subìto la cocente sconfitta in Vietnam proprio perchè hanno abbandonato questo sentiero appoggiando corruzione, compiendo atrocità e, tecnicamente, usando un esercito progettato per difendere gli USA dai Sovietici per azioni di controinsurrezione.
Gli americani hanno perso perchè non hanno fatto gli americani.
(Al netto di tutte le nefandezze ordinarie tipiche di uomini e stati).
In due parole: 
La gente in mare va salvata per mantenerci prosperi e liberi, non santi.