4 dicembre 2010

La Svezia sta all'Italia come l'Ikea sta a Nicoletti Salotti?

Il tema del Topic di oggi è la complessità.

Complice la noia da convalescenza vi dono un piccolo esercizio per il pubblico, un pubblico educato da vent’anni di berlusconismo a considerare le opinioni a maggior stregua dei fatti e a selezionare accuratamente le cose in cui credere tra un piccolo ventaglio di falsità.
Confrontiamo, un pochino ed alla buona, Italia e Svezia. 
Ma non ci soffermeremo sulle rispettive capacità di assemblare divani, sui rispettivi livelli di benessere, servizi sociali o libertà sessuale.
Procediamo.
Come fonte userò Wikipedia, tanto per stabilizzare i dati su una base comune.
Un po’ di numeretti sulla Svezia, come si usava quando facevo le elementari:

9 Milioni di Abitanti, 340 Miliardi di $ di PIL, 37.000,00 $ di reddito pro Capite, Indice di Sviluppo Umano 0,963 ( 7° )

La Svezia è circondata da gente simpatica: Norvegesi, Finlandesi, Danesi, oltre il mare ci sono tedeschi, polacchi, estoni, lettoni, lituani e russi. Dalle guerre napoleoniche, la Svezia è in pace. Da quelle parti, nel Baltico, dico, soffiano tutti i venti tranne quelli di Guerra. Nonostante Putin, la situazione è abbastanza tranquilla.

Diamo gli stessi numeretti per la nostra povera Patria:

60 Milioni di Abitanti, 1800 Miliardi di $ di PIL, 30.000,00 $ di reddito pro Capite, Indice di Sviluppo Umano 0,951 ( 18° ).

Noi, invece, siamo circondati da Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, gente tranquilla che ci guarda per lo più dall’alto in basso e che ha iniziato a copiare la propaganda della Lega contro gli stessi leghisti: vedere un manifesto razzista in Svizzera contro gli italiani tutti ti fa rabbrividire ma ti accomuna coi padani: so’ soddisfazioni. Oltre il mare, però, il Bel Paese ha un sacco di vicini pittoreschi: Croazia, Motenegro, Bosnia, Serbia Albania, Grecia, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Siria, Libano, Israele, Malta, Cipro e Turchia senza dimenticare i cuginetti spagnoli.
Lo so, ho dimenticato San Marino e soprattuto il Vaticano, ma questo è un confronto tra piccoli paesi, non tra Superpotenze.

Da queste parti si sono fatte un bel po’ di guerricciole negli ultimi tempi: Le guerre civili Yugoslave, la guerra del Kosovo che ci ha coinvolto direttamente, la guerra civile algerina, le guerre arabo israeliane per non parlare delle battaglie tra Stati Uniti e Libia negli anni ‘80 il che ha implicato per il Bel Paese il simpatico primato di essere stato l’unico Stato occidentale ad essere fatto oggetto di lancio di missili balistici tattici.
Nel frattempo, dopo l’11 Settembre, non è che al lato sud del Mediterraneo siamo diventati più simpatici, anche complice il nostro razzismo ormai declamato. Insomma, per farla breve, L’Italia è in una situazione geopolitica di parecchi ordini di grandezza più pericolosa della Svezia.
Torniamo ai numeretti delle Elementari:

Svezia: 150 Aerei da Combattimento.

Italia: 175 Aerei da Combattimento.

Giusto per fare un raffronto pratico, rispetto alla popolazione, ad esempio, l’aviazione militare svedese è circa 5 - 6 volte più grande di quella italiana. Numeri simili vengon fuori considerando, invece, il PIL.

Sorpresaaa!!!

La neutrale, civilissima, pacifica e strategicamente sicura Svezia ha, relativamente, un’aviazione 5 volte più grande della malandata, guerrafondaia e pericolosamente in prima linea, Italia. In senso assoluto, poi, le cose sono ancora peggiori dato che le due aviazioni sono numericamente equivalenti con quella Svedese avvantaggiata dalla modernità complessiva dei velivoli e dall’impiego operativo assai più concentrato sia per ruoli e missioni che per area di impiego. L’italietta, invece, deve fare con aerei più vecchi e spesso meno prestanti un sacco di cose in un sacco di posti. Non entro nel dettaglio perchè sarebbe inutile in questa sede: in rete troverete facilmente informazioni aggiuntive precise e complete.


Saltiamo alle conclusioni: il cittadino svedese medio è consapevole che la sicurezza del suo spazio aereo è ottimamente garantita: nè russi nè americani possono prendersi il suo domani, tanto per citare sanremo del secolo scorso, se non disposti a pagare un prezzo piuttosto salato.
Il cittadino italiano medio se ne fotte, forse perchè sa che non gli rimane nessun domani. Salvo indignarsi per Ustica, Cermis, per i circhi libici a Roma, per Vicenza, per le basi americane in generale e per le spese militari in particolare.

Beh, sapete che c’è?

C’è che siccome questo piccolo mondo è piuttosto violento e noi stiamo proprio su una linea del fronte forse dobbiamo decidere cosa fare da grandi.
Non sto, ovviamente, propugnando un riarmo dell’itala bandiera, ci mancherebbe.
Ad esempio, i 13 Miliardi di € che sono stati stanziati per l’acquisto di 131 F-35 sarebbero essere sicuramente meglio spesi per qualche Eurofighter in più o anche solo in riduzione delle tasse sul lavoro.
Purché le conseguenze siano chiare a tutti.
Non avere delle forze armate all’altezza della nostra situazione geopolitica può costare assai caro. 
Implica sottostare ancora di più agli Stati Uniti.
Implica che anche il prossimo governo non berlusconiano potrebbe dover concedere a Gheddafi lo stesso umiliante spettacolo propugnatoci dal miglior presidente del consiglio degli ultimi 150 anni.
Implica Ustica.
Implica il Cermis.
Implica mancanza di sicurezza di fronte, ad esempio, ad un degenerare del conflitto arabo israeliano o al proseguire incontrastato dell’imperialismo persiano.
Non sta scritto da nessuna parte che le scene televisive di contraerea, bombe a guida laser e macerie debbano appartenere per sempre a terzi...
E, francamente, temo che l’Italia sia ben più a rischio della Svezia...
Ma la Svezia, appunto, non è affatto disarmata.
Ora, devo essere franco: se dovessi scegliere tra 131 F-35 e dare 13 Miliardi alla classe docente universitaria a me nota dai tempi del Politecnico non avrei dubbi, meglio gli aerei. Almeno, quelli, possono servire a qualcosa (a ben poco, dati i loro difetti, ma meglio che niente). Ma è un mio sfogo personale ovviamente acido, non ci badate. Non parliamo poi del mantenimento delle capacità tecnologiche, occupazione di specialisti insostituibili, trlasciamo tutto questo, concentriamoci sul rapporto tra Italia e Svezia e sulle relative implicazioni.
Io sospettavo di questa sproporzione clamorosa, ma fino a stamattina non mi ero fatto i conti col pallottoliere.
E’ impressionante.
Ma non sarà che la Svezia è così avanti culturalmente e socialmente anche perchè non nasconde a se stessa la necessità di essere indipendenti e soprattutto coscienti della realtà del mondo?
Quindi, cari compagni ( sul mio Blog lo posso dire ancora ) : come pensate di difendere il Bel Paese in un mondo in cui il medio oriente si sta superarmando con missili e bombardieri?
Per favore, non ve ne venite con “invece dei cannoni aiutiamo lo sviluppo dei vicini ecc” Perchè non funziona! E’ chiaro che dove c’è disuguaglianza ed ingiustizia c’è violenza ma la povera Italia se ha due lire le deve destinare alla carta igienica nelle scuole o per il debito pubblico.
I soldi per mettere in campo le forze necessarie ( credo che si parli di 3 - 400 aerei moderni per stare un minimo tranquilli ) non ci sono.
Gli americani non li vogliamo.
A Gheddafi dobbiamo baciare i piedi anche perchè non ci lanci altri missili.
Il paese del povero Zio Mubarak di aerei ne mette in campo quasi 500...
Vedete un po’ voi.