27 gennaio 2026

La memoria è il presente, la memoria è totale. O non è.

da Il Nazista e lo Psichiatra di Jack El-Hai


Scottarsi da bambini è una buona assicurazione contro ustioni gravi da grandi.

Memoria.

Fare Memoria non è un esercizio scolastico con cui dimostriamo di aver 'imparato'  una bella poesia.

Fare Memoria non è neppure un vaccino, ma è azione quotidiana perché il 'mai più' sia tale nel presente, tutti i giorni.

Ma, se si fallisce, non c'è memoria che tenga.

Allora quello diventa solo un ricordo.

Oggi sarà il giorno dei paragoni e non sprecherò tempo ad elencare le prove della loro oscena falsità.

La catastrofe in corso, però, ne sono sicuro, è frutto di amnesie selettive più che di memoria mal formata.

L'amnesia sul 7 Ottobre non è la prima, anzi, il 7 Ottobre è anche frutto di tante altre amnesie precedenti che non sto qua ad elencare, amnesie selettive che partono da quello che fece l'Armata Rossa in Europa Orientale in generale ed in Germania in particolare (con il suo paio di milioncini di stupri tanto per cominciare) e finiscono con la rimozione di tutto quello che le autocrazie hanno fatto ai propri e terzi cittadini negli ultimi cent'anni.

Ecco gli effetti della mancanza di memoria: l'incapacità di razionalizzare, contestualizzare ed agire per un fine banale nella sua inflazionata disponibilità sulle bocche di tutti, quelle bocche così impegnate ad urlare una volontà di pace che porta, nella pratica, alla scorta di Liliana Segre e alle aggressioni squadriste agli ebrei.

Il pensiero critico non è tale se non è universale: se ciò che vale per Gaza non vale per Kyev non vale per Gaza.

Se ciò che è successo a Stalingrado o sulle montagne tra Bologna e Firenze o a Gaza viene spacciato per ciò che è stato ad Auschwitz nulla è successo ad Auschwitz. 

E a Gaza.

La Pace la si costruisce nel presente avendo memoria che la fanno i Churchill, i Truman e non i Chamberlain e i dibattstravagliati. 

La pace, però, la costruiscono soprattutto i piccoli, a patto di non soffrire mai di amnesie selettive.

E a patto di fare memoria sempre, in maniera totale e non solo quando conviene secondo l'ideologia di turno.

16 gennaio 2026

La ricostruzione: prequel o sequel?


 


Un dubbio amletico: completare e pubblicare prima il prequel o il sequel de "La Ricostruzione"?

Il lavoro sul sequel è a un ottimo punto: sarebbe pronto per essere consegnato alle amorevoli cure di un editor, se non fosse che non c'è nessun editor in attesa. Quindi, in pratica, è quasi pronto per l'autopubblicazione.

Il prequel è relativamente più indietro: ho appena finito il porting su file delle correzioni apportate alla prima revisione su copia cartacea.

Tuttavia, se a scrivere e pubblicare "la Ricostruzione" ci ho messo diversi anni, la scrittura del sequel (titolo provvisorio: Un Inverno di Due Stagioni) mi ha impegnato per metà del tempo rispetto al primo romanzo. E la scrittura del prequel (titolo provvisorio: Splitting Marta) mi ha impegnato per la metà della metà.

Con un risultato qualitativamente crescente. 

Intendiamoci: non sto sostenendo che i libri successivi al primo siano migliori (cosa che potrebbe anche essere possibile). Perché non ho assolutamente modo di dimostrarlo: non me la sento di scocciare chi mi ha aiutato leggendo le bozze de "La Ricostruzione" a far lo stesso.

Voglio dire che la qualità soggettiva percepita del testo a cui sono arrivato nei due romanzi è stata raggiunta con rapidità crescente: il livello di Splitting Marta raggiunto con una revisione è infinitamente superiore a quello del "La Ricostruzione" a meno di un anno dall'inizio.

Splitting Marta è stato cominciato il 27 Marzo 2025 e oggi è pronto per un'ultima revisione prima di poter essere consegnato ad un inesistente editor.

Insomma, ci ho messo meno di un anno ad arrivare, con il terzo romanzo, agli stessi risultati che per il primo mi hanno impegnato per, tipo, tre anni.

Quindi, considerando che devo riprendere la promozione del "La Ricostruzione", ritengo che, tra qualche mese, prequel e sequel saranno pronti entrambi per la pubblicazione.

Chissà i miei venti lettori cosa preferirebbero leggere prima (a messo e non concesso di aver voglia di proseguire).

Il sequel, in cui Marta deve affrontare sfide inaspettate e bivi dolorosi.

O il prequel, in cui Marta lupetta, novizia, scolta, costruisce la sua resistenza mentre il mondo attorno a lei la deforma quasi irreversibilmente.

Non so.

Proprio non so.

E voi che dite?






15 gennaio 2026

Tapum, di Leo Ortolani




La mia formazione sulla Prima Guerra Mondiale è cominciata dalla lettura di un libro e dalla visione di un film:  Un anno sull'altipiano di Lussu e Uomini Contro, che dal libro è tratto.

Se il romanzo è crudo il film aggiunge alla crudezza (mai sufficiente, dato che si tratta di guerra) la politicizzazione che va di moda in Italia sin dal 1945 e ancor non ci abbandona.

Col tempo ho avuto modo di approfondire un po' l'aspetto storico ma, anche depurando gli aspetti ideologici l'assurdità del massacro resta tutta.

La nostra guerra di cent'anni fa mi lascia profondamente perplesso: checché ne dica la storiografia britannica, ostile all'Italia più o meno come i laziali lo sono verso i romanisti, i rossobruni alla pace, l'Italia l'ha vinta sul serio quella guerra. Non come la Francia la Seconda Guerra Mondiale, per intenderci, ma come l'Inghilterra.

E io non me lo spiego.

Mi spiego le catastrofiche conseguenze della vittoria, le catastrofiche implicazione dei costi umani, sociali ed economici del conflitto (in una parola: il fascismo), ma non mi spiego la Vittoria.

Non mi spiego come quella nazione di contadini analfabeti guidati da una classe dirigente ciuccia e presuntuosa abbia potuto non solo resistere all'Imperal Regio esercito e a un po' di tedeschi (dopo aver preso un sacco di botte [trad: centinaia di migliaia di morti, mutilati, prigionieri, feriti] si intende).

Ma, addirittura, prevalere.

Forse, la Prima Guerra Mondiale dell'italietta è una classica dimostrazione del fatto che un orologio rotto segna l'ora esatta due volte al giorno.

O, forse, scavando anche tra i disegni di questa struggente graphic novel di Leo Ortolani, qualcosa si intravede, si intuisce, filtra oltre l'orrore.

Forse, come popolo, eravamo migliori. 

No.

Mi correggo.

Eravamo un popolo.

E abbiamo vinto, se la parola vittoria ha un senso rispetto al macello e alle conseguenze della Prima Guerra Mondiale.

Poi, il popolo fu corrotto dal Fascismo e oggi non so se quel virus terribile ci ha lasciati tramortiti ho ha definitivamente ucciso il popolo italiano.

Di cui, francamente, non penso resti un gran che.

L'opera di Leo Ortolani mi ha tenuto incollato alle pagine fino alla fine, dalla prima all'ultima.

Ecco, senza fare spoiler, il messaggio che uno dei personaggi trasmette al lettore è che certi NO andrebbero urlati prima.

Urlati e concretizzati, perché se poi l'idea porta ad un'azione contraria...



PS: Anche 'la Grande Guerra' e i primi due 'niente di nuovo sul fronte occidentale' hanno lasciato il loro bel segno.

13 gennaio 2026

79 libri in un anno: bilancio del 2025

 



Nel 2025 ho letto 79 libri per un totale di 27818 pagine (la media è 352 pagine per volume).

Nel 2024 erano stati 82.

In genere mi limito a riportare il dato statistico e rifuggo ogni tentazione critica.

E' stato un anno complesso che mi ha lasciato fisicamente esausto.

In pratica non vado in ferie, vere ferie, quelle in cui ci si riposa, dal 2024.

E' stato l'anno del trasloco e della ristrutturazione di casa nuova con noi dentro e questo sarebbe già abbastanza.

Ovviamente c'è stato altro ma concentriamoci sulle cose che danno soddisfazione:

i libri.

Almeno quelli letti.

Già, devo decidermi a riprendere la promozione del mio romanzo e a stabilire come pubblicare sequel e prequel.

Ma torniamo ai libri del 2025.

Menzioni d'onore per Delitto a Tokyo e Delitto al mercato dei fiori di Tokyo di Higasino Keigo. Molto giapponesi, avvincenti e capaci di teletrasportarmi a Tokyo.

In cima al podio dei libri di storia metto i saggi di Anthony Deevor  e ritengo che sarebbe utilissimo per troppi dei miei concittadini leggere il Manuale del Pacifista Dilettante di Franz Gustincich: poche pagine, tanto contenuto. Per quanto riguarda, diciamo la 'letteratura' cito Una campanella silenziosa di  Shimazaki Aki e Demon Copperhead di Barbara Kingsolever.
Per la fantascienza in cima al podio metto Madre Athena di Cameron Miles mentre tra i gialli spicca L'uomo marchiato della Rowling.

Beh, in realtà ognuno dei 79 che ho letto libri meriterebbe una recensione ed un po' di pubblicità, ma il 2025 è stato anche l'anno in cui mi sono reso conto che le uniche parole che sui social si è disposti ad ascoltare sono parole d'odio.
E io non ne so scrivere.




10 gennaio 2026

2025: l'anno dell'Alto Tradimento




Mettiamo che pensi che la Sanità debba essere Pubblica e possibilmente gratuita per tutti.

Mettiamo che pensi che lo stesso debba essere per la Scuola, tra l'altro, improntata più a fornire educazione che istruzione.

Mettiamo che tu sia per incentivare il più possibile trasporto pubblico e mobilità sostenibile con le biciclette, tanto per fare un esempio. Perché, magari, secondo te  la gestione dei mutamenti climatici e l'ambiente secondo te sono LA priorità dell'umanità.

Mettiamo che vorresti 1 anno di maternità dopo la nascita, 2 anni di asilo nido e 3 anni di scuola dell'infanzia gratuiti.

Mettiamo che sei per usare tutte le leve possibili per spostare la tassazione dal lavoro alle rendite finanziarie;

Mettiamo che sei per il salario minimo a 10 € l'ora, per un recupero dell'inflazione reale sui salari, per il matrimonio ugualitario e pure per la Laicità dello Stato.

Tu sei per tutte queste cose e calcoli di esserlo coerentemente in base ad evidenze oggettive misurabili. Per esempio, non sostieni le pari opportunità e "l'aiuto in casa da parte dei maschi" contemporaneamente. Non sostieni la questione ambientale mentre ti piace sgasare in moto, magari installi un impianto fotovoltaico ed una pompa di calore invece di comprare un SUV. Non sei a favore dell'educazione alla Pace e poi vai a caccia e magari fai il capo scout invece di partecipare a scontri tra tifoserie calcistiche.

Ecco, il 2025 è stato l'anno in cui mi è diventato chiaro il tradimento di troppi compagni di strada, noti e sconosciuti, con cui mi sono illuso, sin dai tempi del Liceo, che fosse possibile migliorare il mondo in una Sinistra progressista e scientifica capace di mettere il benessere umano davanti ad ogni ideologia novecentesca.

Ormai non è più il caso di usare mezzi termini: il tradimento sull'Ucraina va di pari passo con la resa culturale ad un antisemitismo che non si nasconde e nemmeno finge più di travestirsi da altro.

Da Putin a Maduro, passando per gli Ayatollah (che hanno "il merito" di essere contro gli ebrei il che comporta indulgenza plenaria sul loro abominevole regime), non c'è un singolo caso in cui tutta la papparedella di cui sopra sui diritti sia stata messa in primo piano rispetto alla necessità fisiologica di favorire le autocrazie del caso.

Il Tradimento di quella che è l'essenza dell'essere di sinistra, ossia difendere i diritti umani e diffondere il benessere materiale e morale è inoppugnabile. L'odio antisemita, sintomo palese di un antioccidentalismo viscerale ed autodistruttivo, ha superato la linea rossa dell'indistinguibilità rispetto al nazismo.

Non resta poi molto dopo aver realizzato di essere stato ingannato per quasi tutta la vita da compagni di strada rivelatisi agenti del caos.

Cui prodest?

Putin, Xi, Hamas, Kim, Hezbollah (e proprio oggi gli Ayatollah) traggono vantaggio dalle vostre azioni o omissioni.

A chiacchiere per gli asili nido e le biciclette, nei fatti per gli stupri, le invasioni, la polizia segreta e le celle di tortura.

E io questo non lo posso più tollerare, nemmeno a livello personale.

Figuriamoci nelle urne e nella testimonianza.

Non puoi servire Dio e mammona.




8 dicembre 2025

The life of Chuck e le storie di Marta

 



The life of Chuck è un bel film tratto da uno dei tantissimi piccoli capolavori che sono i racconti ed i romanzi di Stephen King.

Chissà, magari tra 200 anni gli storici scaveranno tra le macerie e riconosceranno proprio nel misconosciuto Stephen King il profeta del suicidio dell’Occidente.

Il racconto prima ed il film poi mi hanno leggermente turbato.

In senso positivo.

Sento forte, dentro di me, la forza di ogni incontro, di ogni pensiero, di ogni interazione che la mia coscienza ha con tutto il resto dell’universo sia a livello coscio che, beh, come dire: quantistico.

Le cose che scrivo fanno parte della mia coscienza?

Perché questi personaggi e non altri?

Dove esistono Marta, Giulia, Raffaele, Annalisa ed Edward (spoiler del mio 4° romanzo)?

E quei pochi lettori che li hanno incontrati nella loro vita dove incaselleranno nella moltitudine di meraviglia questo incontro?

Chi è Marta per una cara amica e chi è per un perfetto sconosciuto?

In cosa ha cambiato l’universo una pagina a caso dei miei romanzi?

Quel pezzo di me che è dentro Giulia o Raffaele, dentro Akela o il papà di Marta cosa diventerà dopo essere entrato nei neuroni di un lettore sconosciuto?

L’eternità, l’infinito, ha posto anche per le mie parole?

28 novembre 2025

I posti vacanti nell'organigramma di Zona e due files in pdf da ricopiare a mano



Sono andato molto volentieri all'assemblea di zona di Bologna del 23/11/2025.

Il fatto è che vedere tanti giovani capi tutti assieme è quanto di più ansiolitico conosca.

Alcool a parte, ovviamente.

O forse era l'aeromodellismo?

Ma evitiamo di divagare ulteriormente.

Dunque, sveglia alle 6, sghiaccia la macchina, vai a prendere Arcanda, tante belle chiacchiere fino ad arrivare a Cento (FE): c'è quella bimba che sta crescendo un po' troppo in fretta, quella che "Hai visto che progressi?" E poi tutte le altre che, ognuna a modo loro, promettono benissimo.

Ed ecco subito l'atmosfera ansiolitica di cui parlavo prima: basta guardarsi attorno lì nell'androne del cinema dove ci sarà l'assemblea vera e propria nel primo pomeriggio.

Ed è subito speranza e gratitudine.

Dopo una seconda colazione ci dirigiamo ciascuno al suo evento formativo: io, per quest'anno, ho scelto i rapporti coi genitori, i soci di maggioranza di quella sfida che sulla carta si chiama educazione, per me, che educatore non sono e non mi sento, si chiama solo scautismo.

Il modulo di formazione è interessante in giusto ma la parte che mi piace di più è l'incontro con altri capi, qualcuno completamente sconosciuto, qualcuno meno.

Prima di pranzo, al sole freddo di questo novembre pieno di ansie, ho modo di scambiare 4 chiacchiere e risolvere di persona qualche intoppo che la comunicazione informatizzata porta a massimizzare.

Dopo la Messa, la seconda del week end per quasi tutti noi, inizia l'assemblea vera e propria.

Tutta ordinaria amministrazione e, come al solito, un paio di volte mi sono trovato in minoranza. 

Pazienza, non è roba da strapparsi i capelli.

E, comunque, buon lavoro ai quadri associativi neoeletti.

Finché, alla fine, arriva una mozione che mi fa sobbalzare sulla sedia (piuttosto comoda, devo dire).

Bisogna sensibilizzare i Capi al fatto che siamo rimasti troppo a lungo senza Responsabili di Zona. Insomma, ragazzi: quando l'anno scorso eccetera eccetera i posti erano vacanti come mai nessuno di voi ha avuto uno scatto d'orgoglio e non si è immolato alla causa?

Istantaneamente, dentro di me, questa è diventata la mozione "Non hanno pane? Perché non mangiano brioches?" (Frase apocrifa, lo so).

Giusto per dare qualche elemento in più di ragionamento, vi faccio un esempio a caso.

E' tempo di censimenti, ossia di iscrizioni al nuovo anno scout.

Come ci si iscrive agli scout?

Beh, una volta superato lo scoglio della lista d'attesa bisogna pagare la quota associativa, compilare la domanda, allegare il modulo privacy e la scheda sanitaria.

Un bel mucchio di carte da stampare, compilare e, ahimé, gestire.

Per fortuna, dopo un inizio incerto, l'AGESCI ha messo su un bel sistema di iscrizioni online: i genitori (entrambi) ricevono un link via mail per procedere alla firma digitale della domanda di iscrizione.

Certo, resta la scheda sanitaria che è sempre bene portarsi con sé ai campi e che giocoforza va compilata in cartaceo, ma i pacchi di pagine da stampare e compilare e verificare e registrare appartengono al passato.

Quasi.

Beh, perché, purtroppo, ci sono un po' di persone: genitori e tutori, che hanno serie difficoltà a seguire la procedura informatica.

Per quelle poche persone, quindi, è giocoforza ricorrere al cartaceo e poi inserire (a mano) i dati sul portale. Pazienza, nel mio branco/cerchio, ad esempio, potrebbero essere 2/3 casi al massimo su oltre 40 bambini.

Niente di drammatico.

Vado, quindi, sul portale agesci dedicato ai documenti e ...

I documenti sono tutti in pdf: iscrizione e scheda sanitaria in primis.

Pazienza, li compileranno a mano. 

E' una seccatura e poi vatti a decifrare gli scarabocchi che mi trovo regolarmente nei moduli, ma ...

No: non basta scaricarli e stamparli: bisogna pure RICOPIARLI perché la domanda di iscrizione va messa su carta intestata del gruppo o almeno non può essere lasciata con l'intestazione del pdf che è men che generica:

AGESCI Gruppo Nome Codice fiscale: 00000000000 Via/Piazza/Strada Nome, XX – 00000 Città (PR) tel. +39 000 000000 – cell. +39 300 0000000 nomegruppo@regione.agesci.it – nomegruppo@pec.agesci.it gruppi.agesci.it/nomegruppo

ossia, nella pratica, quei pdf sono inutilizzabili.

Anche la scheda sanitaria è messa uguale. Quella della privacy, grazie al cielo, no: è intestata all'AGESCI nazionale e può essere compilata (a manina) così com'è.

Perché questi documenti non sono disponibili anche in formato editabile (sarebbe meglio il formato aperto .odt ma anche quello proprietario Microsoft andrebbe bene).

Non sono riuscito ad individuare il motivo e così ho aperto un ticket all'helpdesk Agesci.

Che è stato celerissimo nel rispondermi:

l'associazione, ha scelto come formato da inserire nel portale e sul sito ageci, sempre e solo il formato pdf

Ho ringraziato e ho risposto:

Farò del mio meglio per far cambiare questa decisione dato che l'uso di un formato che implica tanto lavoro in più per i capi non mi sembra una cosa ben fatta.

Non so, forse  mi spingerò anche a presentare una mozione su software libero e formati dei documenti (ammesso e non concesso che la mia Co.Ca. abbia le risorse per gestire anche quest'altra faccenda, il che non è probabile).

A me non viene in mente nessun motivo valido perché dei documenti che van messi su carta intestata di ogni singolo gruppo scout debbano essere rilasciati solo in fomato pdf costringendo migliaia (essì: i gruppi sono migliaia) di capi a copincollare, riformattare, insomma a perderci una marea di tempo sopra.

Ecco, penso che il motivo per cui ai capi è richiesto questo tempo extra rispetto a quanto razionalmente necessario è lo stesso per cui sono stato cazziato per non essermi offerto volontario al ruolo di Responsabile di Zona negli anni passati. 

Il mio tempo è invisibile. 

Ma io ci sono ancora.

Gli altri capi, ormai a decine, che hanno lasciato il Servizio dopo aver fatto un po' di Strada con me, invisibili lo sono definitivamente.

Loro non possono essere cazziati per non aver fatto più servizio di quello che potevano sostenere e che li ha definitivamente bruciati.

E quindi accolgo seriamente l'invito del Don che ha proposto la mozione (mi si perdoni, ma mi sono perso il suo nome) a valutare se posso fare di più, con la mia bella nomina a capo.

Dato che sono sempre sull'orlo di un collasso, la faccenda, effettivamente, si pone solo quando nel mio gruppo il mio servizio diventerà superfluo.

E diventerà superfluo solo se le mille gocce come quelle del pdf da ricopiare a mano in .doc per sport saranno asciugate invece di far traboccare il proverbiale vaso dei capi di cui, ricordiamoci tutti, il preziosissimo servizio dura, in media, meno di una manciata di anni.

Che, poi, io ero lì, uno dei 279 presenti sin dal mattino, (poi saliti a 341), su 678 Capi della Zona di Bologna.

Il giorno prima avevo fatto attività, in quella settimana ho avuto Staff e Co.Ca. ...

Ma so che, tra qualche tempo, a Co.Ca., mi toccherà partecipare ad una attività su questa mozione (a cui penso di essere l'unico o quasi ad aver votato contro) in cui mi si assevererà sull'importanza della democrazia associativa.

Sarà senz'altro meglio che ricopiare a manina moduli da pdf a formato editabile.

PS: qui potete trovare i moduli di iscrizione AGESCI e la scheda sanitaria per l'anno scout 2025/2026 in formato editabile.

Una mia piccola ricompensa per qualche capo che per caso fosse capitato su queste pagine.

Prego, non c'è di che.





PS: carina, Cento.

4 novembre 2025

Un mese di "La Ricostruzione: rebuilding Marta"

 




Un mese dall'uscita de "La Ricostruzione: rebuilding Marta". 

Copie vendute: poche, soddisfazione: tanta. 

Penso a quel paio di sconosciuti che ora stanno leggendo la storia di Marta e un po' mi emoziono.

Non sono per niente abile con il marketing, temo di aver sbagliato tutto lo sbagliabile ma pazienza.

Il romanzo avrà un sequel ed un prequel, a suo tempo. 

E l'aereo? Beh, un piccolo spoiler per il futuro ...

Nel frattempo, il link è qua

Se potete, condividete. E, se avete comprato, per favore: recensite.

Grazie.

27 ottobre 2025

Manuale del Pacifista Dilettante, di Franz Gustincich

 




Ho letto con attenzione e crescente senso di ... Conforto questo breve saggio di Franz Gustincich.

La parola conforto significa che mi sono sentito meglio già dopo aver letto le prime pagine.

Anche se 'non sembra', iniziano a formarsi nuclei di resistenza all'occupazione da guerra ibrida che l'Occidente in generale e l'Italia in particolare, sta subendo da decenni.

Ed è un vero sollievo trovarne, qua e là, tracce concrete.

E questo piccolo saggio è estremamente concreto.

E matematico.

Mi ci sono riconosciuto perché vi ho trovato quanto scrivo io su questo blog (male e a rate) da quasi vent'anni.

Quindi vi conviene comprare il libro piuttosto che tornare indietro su questo blog e spulciare tra i mille e più post.

Inoltre, la sintesi non è il mio forte e la lettura di questo centinaio di pagine potrebbe aiutare molti a far chiarezza nei propri pensieri, ammesso e non concesso che ci sia ancora spazio per il dubbio nelle coscienze degli italiani.

Le immagini di folle pervase senz'altro da un sentimento positivo che non ho nessuna intenzione di mistificare, sono però singoli fotogrammi di un film dell'orrore che di pacifista ha ben poco e che, in Italia, si risolve in ebrei aggrediti, pietre d'inciampo vandalizzate ed insulti a Liliana Segre. Mentre, altrove, la tregua è imposta manu militari da personaggi ben poco pacifici.

La struttura del saggio, per quanto breve, è complessa: si parta da una definizione di cosa sia la Pace, che non è schiavitù per terzi, tanto per fare un piccolo spoiler. Si da grande importanza al rapporto tra Pace e Verità, condizione imprescindibile per la Giustizia. E si rammenta, al volenteroso pacifista dilettante, che, volente o nolente, è un combattente nella guerra ibrida condotta contro l'Occidente dalle autocrazie.

Segnalo, in aggiunta a quanto potreste trovare anche da queste parti, il debunking sulla bufala del potere economico delle aziende della difesa rispetto a quelle... dei telefonini, ma, soprattutto, il concetto di Democrazia Cognitiva: se l'elettorato è soggiogato da disinformazione e dal 'potere algoritmico' siamo fregati e anche in un sistema pluripartitico si arriva ad una dittatura di fatto controllata dal mandante della disinformazione e/o dal proprietario dell'algoritmo.

Ben vengano punti di aggregazione per i sostenitori di una Società Aperta basata sul rispetto dei diritti umani e sulla Scienza e non sulla scelta estemporanea ed arbitraria di chi ha diritto di vivere e chi no, per non parlare della Menzogna accettata per ideologia.

Questo libro è un sorso di antidoto al veleno di questi anni.

Lo consiglio soprattutto a chi non ha la competenza ed il tempo di crearsene una nelle questioni correlate ma si rende anche conto che, se il frutto della propria indignazione è un vantaggio materiale per Putin &C., allora qualcosa non va...

Ma anche a chi si è sentito solo (come me) in una impari fatica di Sisifo contro la disinformazione e l'ignoranza ideologica (già: mi sono imbattuto in tanta gente che ha deciso di non sapere pur avendo tutti gli strumenti per sapere).

Il Fascismo è la Menzogna che crede di essere la Verità e la Pace non ammette ignoranza.

Pertanto, questo è davvero un manuale pacifista.


7 ottobre 2025

“La Ricostruzione” è finalmente disponibile su Amazon !!!






È ufficiale!
Il mio romanzo “La Ricostruzione” è finalmente disponibile su Amazon Kindle Direct Publishing in tre edizioni:
📖 Copertina flessibile
📚 Copertina rigida
📱 Ebook Kindle

👉 Lo trovi qui: https://www.amazon.it/dp/B0FQTBSRCR

Ma non solo:
per chi vuole avvicinarsi alla storia di Marta, Giulia, Marco, Annalisa e Raffaele prima dell’uscita completa, ho deciso di condividere in anteprima i primi capitoli gratuitamente su Wattpad.

📖 Inizia a leggere qui: https://www.wattpad.com/story/400359863-la-ricostruzione

💬 Se ti appassiona, fammelo sapere con un commento o condividendo il link: ogni passaparola aiuta!

Un GRANDE GRAZIE a tutte le amiche e gli amici che hanno letto il manoscritto e mi hanno aiutato coi loro consigli e le loro impressioni!






4 ottobre 2025

Ciao, sono Marta: vuoi leggere la mia storia?

Marta

 

Ciao, sono Marta.

Questo è il mio volto e l'AI è stata anche troppo generosa a disegnarlo così.

Perché quello vero è molto peggio.

Non ve l'aspettavate, vero? 

Le mie immagini che avete visto fin qua vi farebbero pensare a tutt'altro e, in effetti, a volto coperto sono una gran figa col fisico da super top model che mi ritrovo.

Che ironia: qualche centimetro di coscia in meno, di tette in meno ma anche di naso in meno e magari la mia vita sarebbe stata normale.

Il (primo ?) libro sulla mia storia è appena stato pubblicato.

Una storia che non è non solo mia.

A chi può interessare la storia di una ragazza materana di periferia, povera, bullizzata a scuola ed abusata a casa che trova conforto solo nello scautismo e nello studio?

Tanto per cominciare, a tutte le PERSONE che si sentono fuori posto.

Non mi riferisco solo all'orientamento sessuale, questioni di genere o di accettazione del proprio corpo.

Ma al bullismo, alla solitudine, all'incapacità di incastrarsi con gli altri.

Sia per un corpo non standard, sia per un pensiero non conforme.

E anche a chi il successo ce l'ha, ha ricevuto dai geni un bell'aspetto ed una parlantina da influencer ma sente che tutte le sue relazioni sono in bilico, provvisorie, se non fasulle.

E' per chi non accetta che ci sia un ultimo, un escluso, qualunque sia la ragione.

Questo libro parla anche di scautismo, inteso come medicina, rimedio, cura.

Ma non parla solo di scautismo.

Parla di lacerazioni e di come si possono ricomporre.

Almeno un po'.

Volete conoscere la mia storia?

Eccola qua!




3 ottobre 2025

La Ricostruzione: Rebuilding Marta esce tra poche ore!

 


Il Romanzo "La Ricostruzione: rebuilding Marta" sta per arrivare! 🚀 Esce domani, 4 Ottobre!

L'ebook può essere prenotato anche subito, mentre la versione cartacea (e copertina rigida) sono acquistabili da questa notte.

Siete pronti a condividere con me l'avventura di Marta?

Un grazie di cuore a chi vorrà sostenermi e diffondere la notizia! 🙏

Il libro può essere acquistato qua.

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Concorso Racconti intorno al fuoco 2025: vittorie!

 




Due righe di ringraziamento agli organizzatori e a tutti i partecipanti alla terza edizione del Concorso Racconti intorno al fuoco 

Sono davvero il minimo.

La finale del concorso è iniziata con un'interessante visita alla pinacoteca privata di Palazzo Foresti ed è proseguita con l'intervento di Stefania Carini che ha presentato il suo romanzo "Il coraggio di Oscar" la cui presentazione è stata davvero interessante soprattutto considerando che... L'autrice non ha un passato scout.

E poi è arrivato il momento delle premiazioni.

Beh, non c'è un modo elegante per dirlo: ho vinto con entrambi i racconti finalisti per le due categorie del concorso.

Non riesco a decifrare le mie emozioni: vincere un concorso letterario, vincerlo 24 ore prima dell'uscita del mio primo romanzo, soprattutto: vincere con storie ispirate al mio Servizio di Capo.

I racconti finalisti premiati di cui sono stati letti gli incipit mi sono sembrati tutti bellissimi. 

Mi sono incantato ad ascoltare quelli dei partecipanti più giovani e individuare quella sottile linea che congiunge tutte le persone che hanno trovato forza, conforto, gioia, amore e bellezza nello scautismo.

Lo scautismo chiede a tutti i giocatori di questo grande, grandissimo gioco, di voler bene al prossimo. 

Ma non (solo) quello lontano, di cui avere compassione, quello facile da amare nel suo dolore e nelle sue miserie.

Quello vicino, a mezzo metro da te, che urla, è insopportabile, poi ti prende per mano e magari devi asciugargli le lacrime e magari un giorno capire che tra il tuo prossimo e infinite sfumature di male ci sei solo tu, lupetto del cda, capo squadriglia, rover, capo, con più magagne che capelli ma che hai deciso in cuor tuo, bimbo o adulto, che non lascerai indietro nessuno.

Grazie per questa splendida opportunità, spero che continui e che questo concorso sia conosciuto sempre di più: è una splendida opportunità proprio per E/G ed R/S  oltre che per gli adulti.

PS: Aggiornerò il post con foto e link.


2 ottobre 2025

Capitolo 3: l'incontro, parte 8

‘Adesso arriverò lì, ci sarà l’incontro e la fantasia diventerà realtà’.

E invece no: non sono mai arrivata lì.

«E con la faccia pulita cammini per strada mangiando una mela coi libri di scuola».

La sua voce, mai sentita dal vivo fino ad ora.

Proveniva dalle mie spalle e sobbalzai per la sorpresa.

Mi voltai.

Aveva un sorriso meraviglioso.

«Che bello vederti, Marta, sei uno splendore».

«Grazie».

«Beh, e non ricambio il complimento?»

Ero sovraccarica, ma mi ripresi subito:

«Scusami, mi sono emozionata, sei bellissima Annalisa».


Annalisa


Marta incontra Annalisa alle bancarelle

つづく


Il resto della storia è disponibile qui su Amazon a partire dal 4 Ottobre.

Grazie per aver seguito questa anteprima.


In ogni caso, Marta tornerà.


Annalisa


29 settembre 2025

Capitolo 3: l'incontro, parte 7

 


Mi feci il caffè sul fornello elettrico, tirai fuori uno degli ultimi e stantii pezzi di ciambella

di mia madre

e iniziai a controllare tutto due volte.

Mi ero preparata con cura e filò tutto liscio.

Mi feci la doccia come ultimissima cosa.

All’uscita, in portineria, non c’era nessuno.

Decisi di prendere il tram invece che andare a piedi, non avevo intenzione di presentarmi

grondante di sudore.

Presi il numero 10 alle 08:05 e timbrai il biglietto.

Marta, ricordati di fare l’abbonamento la prossima settimana’. 

Dovetti concentrarmi parecchio per contare le fermate fino a Corso Inghilterra.

Il mio stato d’animo era completamente diverso da quello della sera prima.

Somigliava a quello che provavo durante le interrogazioni, quando rispondevo ad una domanda

difficile per cui ero preparata.

Somigliava al primo giorno di route, quando tutto sembra così difficile eppure a portata di mano.

Lo stavo facendo, senza costrizioni, lo stavo facendo davvero.

Pensavo solo a Corso Siccardi e a quello che sarebbe cominciato lì.

Scesi e mi avviai verso via Cernaia, riparandomi dal Sole all’ombra dei portici.

Ero in anticipo e non aveva senso affrettarsi, non aveva senso sudare.

Sudare più di quello che mi stava facendo sudare l’eccitazione.

Distrarsi era impossibile e a un certo punto mi venne addirittura in mente la divina commedia

nei versi in cui le anime dannate si affrettano a raggiungere l’inferno.

Mancava un quarto d’ora all’appuntamento.

Le bancarelle erano tutte chiuse.

Un po’ ci speravo, non avrei voluto attirare l’attenzione del libraio.

Un po’ lo temevo: tra i libri mi sento forte.

Otto minuti.

«Tra otto minuti devo trovarmi qui, all’angolo con Via Cernaia».

Lo dissi a me stessa ad alta voce, lo ricordo perfettamente.

Mi incamminai attraverso le due file di bancarelle chiuse, direzione centro.

Gli alberi, ancora in pieno rigoglio estivo, rendevano fresco il mio camminare

tra le serrande abbassate.

Arrivai in fondo al Corso, guardai l’orologio.

Cinque minuti.

Invece di voltarmi indietro avrei potuto attraversare la piazza, raggiungere il centro storico.

Prendere un gelato, entrare in una libreria.

Godere il tepore degli ultimi giorni d’estate.

Telefonare a Marco, scrivergli una mail o addirittura una lettera.

Se gli scrivessi che mi manca?’.

Uscii dall’ombra e la luce del Sole mi fece starnutire.

No, oggi non scriverò a nessuno’.

Mi voltai e mi incamminai verso il mio destino.

Guardai dritto davanti a me, verso il luogo dell’appuntamento, oltre le bancarelle.

I pensieri erano evaporati.


つづく

26 settembre 2025

Capitolo 3: l'incontro, parte 6

 


Mi chiusi in camera per iniziare i preparativi: fondamentalmente una lunga e

dolorosa seduta di depilazione.

Per gli abiti non c’era nulla da fare: non avevo trovato niente di economico

che potesse soppiantare la mia unica gonna rossa al ginocchio e anche a voler

disobbedire e presentarmi all’appuntamento con la mia unica minigonna

non sarei mai riuscita a passare inosservata davanti ai cerberi della Portineria:

per le suorine sarei dovuta sempre essere la brava ragazza cattolica da manuale dei boy scout.

In camera non c’era la TV e non riuscivo a concentrarmi su nessuna lettura.

Man mano che la sera avanzava e tutti i dettagli del mio piano andavano a posto,

l’ansia cresceva fino a divorarmi le viscere.

Vorrei dire che l’ansia e la determinazione si contendevano il mio corpo ma non era così.

L’ansia per quello che sarebbe accaduto l’indomani non era contrastata dalla mia determinazione

a proseguire. 

Due campi di battaglia diversi.

Avrei capito solo dopo qualche tempo che la determinazione veniva da me stessa,

l’ansia da mia madre, l’avrei capito quando avrei imparato a trasformare l’ansia in eccitazione

e poi in piacere.

Provai con un po’ di musica, provai anche a vedere un film in divx sul portatile,

neppure giocare mi aiutò: il tempo si era, ormai, alleato con l’ansia e non ci fu nulla da fare

fino alle ore piccole.


Marta legge per addormentarsi

Mentre, sdraiata sul letto, leggevo senza capire nulla «La Strada delle Stelle»

(il giorno dopo sarei stata costretta a rileggere tutto) mi venne anche l’ansia di non riuscire

a svegliarmi in tempo.

Misi la sveglia all’orologio, al cellulare, pure alla vecchia radiosveglia che avevo trovato

in camera.

Mi addormentai verso le tre e alle sette fui strappata da due sveglie diverse al sonno

di ragazza per entrare nel giorno che mi avrebbe visto diventare donna.


つづく