1 luglio 2018

Non stancarti di andare, di Teresa Radice e Stefano Turconi: il manuale della controffensiva

Ho impiegato molto tempo ad assaporare le oltre trecento pagine di questa delicata ma concreta graphic novel.
Non ci sono fronzoli nè retorica, ma arte, dignità, verità.
Avendo seguito con sgomento, angoscia e scoramento le vicende Siriane sin dall'inizio (e l'assenza di reazioni da parte delle Opinioni Pubbliche Occidentali) ho trovato subito interessante storia e ambientazioni.
Non sono un esperto d'arte ma al mio occhio inesperto le tavole sono di una bellezza emotiva che non ricordo da tempo.
L'opera è complessa e lunga, densa, con vari piano di lettura.
Le tavole sono intermezzate da testi, insomma, non è un fumetto che si legge in un pomeriggio.
Io ci ho impiegato settimane, godendomi la tristezza, la trepidazione e i pensieri che questa storia, appassionante e tragicamente attuale, mi ha trasmesso.
Ma, soprattutto, questa è una storia di speranza e di coraggio.
Il coraggio, sta nel scriverla una storia come questa.
Una storia che trabocca di verità, deserta di luoghi comuni.
Io credo che il punto di forza sia nel dimostrare che può capitare a chiunque di essere travolti dalle tragedie della Storia, lasciare tutto, mettersi in cammino e trovarsi profugo, in fuga, braccato, separato dai figli e anche peggio.
A chiunque.
E che l'accoglienza è un gesto razionale (ma questo ce lo metto io) oltre che di minima umanità (e questo lo descrivono alla perfezione gli autori).
Non stancarti di andare non parla solo di accoglienza, immigrazione, amore.
Parla della quotidianità di persone normali che, viste da vicino, sono tutte uniche e straordinarie.
Parla della distanza:

tra le persone, fisicamente separate dall'odio.
Tra una madre ed un figlio, mentre cresce dentro il suo seno.
Tra persone che si amano, perchè anche l'amore soggiace alla termodinamica.
Tra generazioni, non semplicemente padri e figli.
Tra la fede e la sua applicazione.

E parla dei ponti, tutti diversi, ma fatti tutti della stessa sostanza:
Amore, conoscenza, tolleranza.






In questo fumetto non ci sono eroi e nemmeno malvagi, ma persone comuni che sono travolte dall'amore oltre che dalla storia.
Ma c'è almeno una persona reale che ha ispirato uno dei personaggi più grandi di questo fumetto:
Padre Dall'Oglio, per cui si spera e si prega ancora...



Un'opera preziosa e da diffondere, perchè è solida, perchè non è campata in aria ed è un'ancora di cultura italiana in un mare di decadenza morale e sociale.