19 marzo 2024

Liturgia del dovere

La Camicia dell'Uniforme scout di Don Peppe Diana


Guardate in basso a destra.

Qui, nella colonna dei menu.

C'è una piccola foto di Don Peppe Diana in uniforme scout.

Sta lì da tanto, tanto tempo.

Da prima di questo blog.

E' una foto antica, che viene dal passato, da quando sul web la risoluzione era molto più bassa di quella attuale.

Quando Don Peppe fu assassinato io non avevo ancora vent'anni.

Stavo per prendere la Partenza.

E di quei fatti ricordo solo il trauma.

Il trauma di vedere un Capo Scout assassinato.

Internet non esisteva, ai tempi.

Le informazioni più approfondite arrivavano dai giornali, a saperli scegliere.

E anche se ho dimenticato tutti i miei pensieri di quegli anni, non ho dimenticato la consapevolezza che la morte di Don Diana mi appiccicò addosso: era stato ucciso uno di noi, uno dei nostri, proprio mentre obbediva alla Legge Scout e teneva fede alla Promessa Scout.

Lo so che il Vangelo viene prima eh, già Don Pino Puglisi aveva pagato con la vita la fedeltà al Verbo, pochi mesi prima di Don Diana.

In quegli anni era in corso la trasformazione della criminalità organizzata in terrorismo ed in forza eversiva, il tutto associato all'eversione leghista della secessione.

E vedere un Capo Scout assassinato fu una specie di ultima goccia.

Mescolata alla completa frustrazione dell'impotenza.

Così, riservai un bell'angolino di cervello alla Memoria di Don Peppe Diana.

Per anni ho sperato che sarebbe arrivata l'occasione per 'fare qualcosa'.

E quando l'occasione è arrivata... non me ne sono accorto.

Perché l'occasione era il Servizio.

E non ho ricominciato a far Servizio perché memore del Martirio di Don Peppe.

Ma la Memoria non mi ha mai abbandonato, tanto è vero che la sua foto è sempre stata qua, ormai da quasi vent'anni.

Piano piano, nel tempo, ho realizzato qual era il mio Dovere, proprio il mio, quello di Angelo, dico, l'ingegnere, l'appassionato di Linux, di Storia, il militante politico, quel tizio là.

Allacciare le scarpe ad una cocci ed andare a votare la mozione di Zona sull'Identità di Genere. Andare alle VDBC o partire per l'Aquila distrutta dal Terremoto.

Accettare l'incarico di redattore di Proposta Educativa o gestire l'amabile burocrazia associativa dei Censimenti.

Il mio piccolo Dovere.

Ed è stata la consapevolezza maturata nel corso di tanti anni di star facendo il mio Dovere a non avermi fatto sentire a disagio Domenica 17 Marzo 2024 a marciare per Casal di Principe assieme a scout che il proprio Dovere lo fanno molto più di me in quei contesti così amari.

Conosco bene l'amarezza di aver rinunciato e aver scelto l'emigrazione ma so anche riconoscere la pienezza dei frutti del Dovere anche lontano da casa.

Il mio viaggio a Casal di Principe è stato accompagnato da tenerezza e coraggio.

L'onda azzurra di quelle ore, le testimonianze di tutte le persone che ho incontrato e la fratellanza della Redazione sono una prova della necessità del Dovere.

Uso la parola Dovere non in antitesi a quella Diritto.

I Diritti sono di ciascuno, il Dovere è diverso per ognuno.

Don Peppe doveva fare certe cose, il sindaco di Casal di Principe Renato Natale ne ha dovute fare altre.

A ciascuno il suo, direbbe Sciascia.

Ma c'è anche un Dovere collettivo: quello di tutta l'AGESCI.

Che deve portare alto, ben alto il Nome di Don Peppe: il nostro più grande martire.

E devo dire che gli esploratori e le guide del Casal di Principe 1 gli hanno dato gran lustro.

Ho letto la consapevolezza nei loro occhi, prima ancora che la semplice bellezza ed entusiasmo di tutte le Guide e gli Scout che si rispettino.

A Casal di Principe sanno bene quale sia il loro Dovere nel 2024.

E tutti gli scout di mezz'Italia che erano presenti alla manifestazione del trentennale l'hanno compiuto.

Io, entrando in punta di piedi nella chiesa in cui Don Peppe Diana ha incontrato il Martirio, ho sentito di aver portato a termine un pellegrinaggio durato tutta la mia vita adulta.

Non ho dimenticato.

E, nel mio piccolo, spero di aver agito.

Il Martirio di Don Diana è la mia liturgia del dovere.

E penso che questo Scout dovrebbe essere considerato Beato da tutti gli scout d'Italia.

In attesa di qualcosa di meglio, in attesa che le gerarchie si diano una mossa e magari che trovino il tempo di lavorarci su: il vescovo della diocesi aveva un altro impegno, evidentemente più importante di essere a Casal di Principe un'ora assieme all'AGESCI per commemorare i trent'anni del Martirio di un Sacerdote.




lo zaino scout di Don Peppe









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