5 settembre 2026

Ttra un mese esce "Un inverno di due stagioni": ecco la copertina!


 

Eccovi la copertina del mio romanzo "Un inverno di due stagioni" in uscita il 4 ottobre 2026.

E' disponibile qui per la prenotazione in ebook, dal 4 ottobre sarà disponibile anche in cartaceo.

E' il seguito de "La Ricostruzione".

Marta si muove tra due mondi. 

E deve fare i conti con due anime e due inverni:

quello degli affetti più intimi e quello della violenza che minaccia da vicino il suo Gruppo Scout.

Tra un mese, il 4 ottobre, si torna a camminare sulle Murge e nel cuore della Basilicata, mentre anche l'amicizia più consolidata è immersa nel gelo e  Marta è di fronte al bivio più complesso della sua vita.



3 settembre 2026

la verità sul convitato di pietra delle nostre Comunità Capi: indaghiamo sul turnover



La bolla spaziotemporale che ha racchiuso otto giorni e sette notti di perfezione è andata.

E' alle spalle, nel passato.

Nessuno può farci nulla.

Il Campo Scout è cominciato, è durato, è finito.

Ed è già passato un mese.

Come al solito, quell'esperienza così forte e pura mi lascia in circolo nel sangue frammenti del puzzle che il Campo è stato.

Il catalizzatore per ragionarci e parlarne è il ritrovamento del mio quaderno di Caccia con allegati quello del CFA.

Più precisamente, ho trovato parecchio interessante (per me, si intende) la rilettura delle mie riflessioni scritte durante la notte del mio ultimo (per ora) Hike in solitaria.








Già a quei tempi il convitato di pietra era il turnover dei Capi.

E a riguardo penso che sia arrivato il momento di trasformare le idee in azioni.

Beh, per prima cosa, una volta tanto, lasciatemi festeggiare.

Se penso al Capo di (quasi) 20 anni fa raffrontato al Capo delle VDBC 2026 ritengo di potermi ritenere soddisfatto.

E a pensarci bene mi sembra quasi un miracolo che io sia ancora in uniforme con quelle premesse.

E devo ricordare che tra me e quegli anni c'è di mezzo il trauma dell'emigrazione e la trasformazione del matrimonio, sfociata nel completamento della genitorialità.

Eppure, eccomi qua, 20 anni dopo il mio CFA.

Però non vorrei tediarvi con anniversari, parliamo per l'ennesima volta del turnover dei capi.

Invece di continuare a ripetere soluzioni (che ho ma che se non sono adottate ufficialmente non servono a nulla) vorrei proporre un metodo.

E' un problema scout.

Affrontiamolo con gli strumenti che ci siamo dati.

Qualcosa tipo PEG (Progetto Educativo di Gruppo, per chi non è dei nostri).

Facciamo una bella indagine.

Gruppo per gruppo.

Cioè. 

Prima facciamo una mozione, sia chiaro.

Ma, gruppo per gruppo, chiediamo agli ex capi scout, a mente fredda, di spiegare in un breve questionario cosa li ha spinti ad andar via, cosa servirebbe per tornare e quale sia il livello di impegno accettabile, espresso, magari tanto per restare sul pratico, con un numero massimo di serate mensili tollerabile.

Prima di andare oltre, un dettaglio:

Questo turnover dei capi è una catastrofe umana ed educativa.

E' proprio la trave nel nostro occhio, non la pagliuzza.

Ecco, io penso che si dovrebbe fare una bella analisi dei dati ricavati da qualcosa del genere:

Bozza di Sondaggio sulla Sostenibilità del Servizio e Turnover dei Capi


Per quanti anni hai fatto servizio come Capo?

In quale branca presti (o hai prestato per la maggior parte del tempo) servizio?

Oltre al servizio, come definiresti il tuo attuale carico di impegni quotidiani (lavoro, studio, famiglia)?

In una settimana "tipo", quante ore stimi di dedicare allo scautismo (incluse riunioni e preparazione)?

Soglia Massima di Impegni secondo te.Qual è la frequenza MASSIMA sostenibile per le riunioni di Co.Ca. (escluse le riunioni di staff)?

Qual è la frequenza MASSIMA sostenibile per le altre riunioni/attività (escluse le riunioni coi ragazzi, di staff e di Co.Ca.)?

Pensando alle uscite di unità (esclusi campi estivi/invernali), qual è il numero MASSIMO di weekend fuori casa in un anno scout?

Indica i maggiori Fattori di Criticità:

Mancanza di tempo per la vita privata/famiglia
Difficoltà di conciliazione con gli orari di lavoro/studio
Clima teso o mancanza di supporto all'interno della Co.Ca.
Dinamiche faticose all'interno dello Staff di unità
Eccessivo carico logistico e burocratico (censimenti, privacy, ecc.)
Sensazione di inadeguatezza o mancanza di strumenti educativi

Soluzioni (opzionale): quale di queste soluzioni aiuterebbe maggiormente a rendere il Servizio più sostenibile?

Divisione più netta dei compiti tra educazione e logistica;
Pianificazione annuale più rigida per evitare imprevisti;
Riduzione del numero di riunioni extra Staff e Co.Ca.;
Riunioni di Co.Ca. più brevi e con ODG strutturato;
integrazione con eventuale eliminazione dei duplicati educativi nelle attività parrocchiali e con terzi;
...

Le 'soluzioni' sono qui per eleganza: in realtà dovrebbero derivare da una analisi seria delle problematiche e non proposte apriori.

Chissà se qualche statistico serio potrebbe aiutarci a individuare le domande giuste e, poi, dati alla mano, gli elementi su cui intervenire.

Perché dobbiamo intervenire.
E non per i capi che vanno via.
Pazienza, sono adulti.
Dobbiamo intervenire per i ragazzi e le ragazze che restano.
In condizioni diverse da quelle non dico ideali ma almeno ragionevoli.
Per non parlare di quelli che non entrano.
E' troppo comodo scaricare il problema sui capi 'che non amano abbastanza i ragazzi' (sic.).
Scopriamo la verità, no?