20 ottobre 2026
15 ottobre 2026
Savoia-Marchetti S.M.81 Pipistrello
Il Savoia-Marchetti S.M.81 Pipistrello fu il primo bombardiere trimotore della Regia Aeronautica.
Una buona macchina con qualche soluzione tecnica d'avanguardia (le torrette retrattili per esempio) e almeno una di retroguardia (il carrello fisso)
Contribuì alla vittoria fascista in Spagna ma allo Scoppio della Seconda Guerra Mondiale era già obsoleto anche per gli standard italioti e venne impiegato come bombardiere notturno (da cui il soprannome pipistrello) e trasporto.
Qui potete trovare un ottimo e dettagliato articolo su questo aereo.
Assemblare il modellino è stato divertente e anche se il kit non è molto dettagliato (e come unico carico bellco era previsto un antistorico siluro).
Il prossimo modellino sarà del XXI Secolo, ma ho già in programma un altro trimotore dei nostri ...
4 ottobre 2026
Un Inverno di Due Stagioni
Un Inverno di Due Stagioni è disponibile su Amazon qui.
La pagina della saga, invece è qua.
Come La Ricostruzione, di cui è il seguito, è disponibile in tre edizioni:
📖 Copertina flessibile📚 Copertina rigida
📱 Ebook Kindle
Un Inverno di Due Stagioni non è pienamente comprensibile senza aver letto prima La Ricostruzione.
Grazie ai miei lettori per aver voluto incontrare Marta.
3 ottobre 2026
Un inverno di due stagioni esce domani, ma ...
NON comprate Un Inverno di Due stagioni se prima non avete letto La Ricostruzione.
Ci sono note a piè pagina e riferimenti esplicativi, ma più come promemoria per il lettore che come vano tentativo di rendere il secondo romanzo fruibile senza aver letto il primo.
Ecco, dopo aver dimostrato ulteriormente la mia inettitudine commerciale, ricordo a sommi capi perché questa saga scout ha un senso.
Ma per chi?
Beh, per il lettore con esperienza nello scautismo è una specie di inno alla gioia del Servizio: ti costa caro ma vale molto di più sia per te che per le bambini e ragazzi.
Per chi dovesse aver trovato nello scautismo un porto sicuro salvifico, beh, quel porto esiste ancora.
Per chi, invece, non ha trovato nessun rifugio di fronte all'asprezza del proprio diventare donna o uomo negli anni della crescita, beh, nei romanzi è descritto un percorso che non prevede né resa né resistenza.
Poi, se qualcuno che dello scautismo conosce solo i pregiudizi altrui per sentito dire dovesse imbattersi in queste pagine, potrebbe scoprire che è un gioco serissimo che salva vite e migliora un pochettino anche la vita di chi non ci ha mai avuto a che fare direttamente.
Perché?
Perché circa un milione di italiani viventi hanno fatto almeno un paio di anni di reparto.
E le storie di quei frammenti di tutte quelle vite meritano una traccia.
Oh, io lo so bene che come in tutte le realtà anche nello scautismo succedono cose che non dovrebbero succedere.
L'idillio non c'è, è vero, ma la realtà è fatta, in media, da situazioni molto simili a quelle che la saga racconta.
E questa parte della nostra realtà merita sul serio una narrazione.
Decine di migliaia di vite si incontrano di sabato pomeriggio per educarsi, crescere, costruire, aggiustarsi.
Io non sarò di certo il loro Omero e non mi serve neppure il lauro da poeta minore di cui cantava Guccini.
Ho scritto la storia di una persona che è stata lupetta, guida, scolta e capo.
Che ha attraversato uno dei tanti inferni che assediano l'Umanità grazie alle amicizie sbocciate nello scautismo.
Ho scritto la storia di una persona travolta da una parafilia che non ha scelto.
Ho scritto una storia d'amore, di rinascita e di menzogne che non possono essere rivelate.
Ho scritto di una persona che non rispetta i canoni: né quelli di bellezza, né quelli di prestanza fisica, né qualli lavorativi e neppure gli stringenti criteri morali che vorrebbero almeno per gli scout una purezza che, nel caso di Marta, significherebbe sterilità e amarezza tali da inquinare per sempre ogni possibilità di bene ed amore.
Nei (quattro?) romanzi che compongolo la saga di Marta il lettore assisterà a come una bambina brillante e gioiosa sarà schiacciata, di come una ragazza ferita saprà rimettersi in piedi e di come una giovane donna dovrà affrontare qualcosa che con lo scautismo non c'entra proprio niente ma che è una minaccia esistenziale a tutto quello in cui crede.
Domani Un Inverno di Due Stagioni sarà disponibile su Amazon qui:
https://www.amazon.it/dp/B0HF5FQ1V7
E nei primi mesi del 2027 arriverà il prequel della saga: Scissione.
Ma di questo parleremo un'altra volta.
Infine: la mia speranza, il motivo più scout per cui ho scritto questi romanzi, è che la storia di Marta porti sollievo anche a un solo lettore che possa riconoscersi nel suo travaglio ed avere dalle mie pagine anche solo per un minuto la certezza che potrà riuscirci anche lui. No, non di tornare al Sud lavorando eh, c'è un limite ai miracoli che possono capitare in Italia.
Ma di sentirsi intero.
Integro.
Amato.
Buona Lettura.
2 ottobre 2026
E' Annalisa il male? (mancano 2 giorni all'arrivo di Un Inverno di Due Stagioni)
E' Annalisa il male?
E' la corruzione?
E' la tentazione fatta carne?
E' una manipolatrice ed è egoista, questo è vero.
Ma anche lei ha avuto un ruolo positivo nella ricostruzione di Marta.
Le ha dato ossigeno, l'ha aiutata ad arrivare a Torino e a laurearsi.
Ha vegliato su di lei, per egoismo, certo, ma ha vegliato.
Lavorando insieme hanno avuto un successo incredibile (e storicamente assolutamente plausibile considerando l'evoluzione del web in quegli anni).
Ora sono socie alla pari.
Ma non sono pari in nient'altro.
Ma dov'è il male?
Nell'essere nata?
Annalisa è sia salvezza che catastrofe.
Marta, intanto, si illude di poter camminare per sempre in bilico su quell'orlo.
Ma sarà costretta a scegliere in che abisso cadere.
1 ottobre 2026
Giulia ha (mancano 3 giorni all'arrivo di Un Inverno di Due Stagioni)
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Giulia ha preso uno degli ultimi ascensori sociali rimasti in Basilicata: una laurea, un concorso, un posto di lavoro sicuro e che le piace.
Figlia di operai con una coscienza di classe, con poca voglia di studiare e tanta voglia di godersi la vita, la bellezza e la gioventù, non ha nessuna voglia di distruggersi, proprio perché è una scout che ha compreso, sin da quando era lupetta, la grandezza del dono di Dio che è la vita.
Giulia e Marta sono praticamente sorelle, si prendono cura l'una dell'altra da quando erano in fasce.
Ma è Giulia a badare davvero a Marta.
Sì, Marta l'ha aiutata nello studio, è vero.
Ma è stata Giulia a vegliare su Marta per tutta la vita.
Difendendola, proteggendola da se stessa.
E negli anni in cui un destino beffardo le ha separate, Marta è caduta in un abisso da cui non è mai uscita del tutto.
Giulia protegge Marta come nel saluto scout il pollice protegge il mignolo, il grande protegge il piccolo, il forte protegge il debole.
Perché Giulia è una persona costruita, integra.
Ha avuto una educazione razionale da dei genitori poveri ma, più che colti, consapevoli.
Ha avuto una educazione affettiva e sessuale.
Oltre ad una educazione scout seria e puntuale.
E' Giulia a costringere Marta ad uscire dal suo guscio.
E' Giulia a mantenerla ancorata alla realtà.
E' sempre Giulia a scatenare, per amore di Marta, una serie di eventi dalle implicazioni potenzialmente catastrofiche.
Ama la sua amica e sorella fino al punto da urlarle contro.
Giulia ha la sua missione, che è quella di tutte le guide, tutte le scolte, tutte le Capo: essere custodi delle proprie sorelle scout.
Giulia è la persona più equilibrata di questa saga.
Ma l'equilibrio non risolve automaticamente i problemi e non è una bacchetta magica.
Che ne sarà della quasi trentennale amicizia tra Giulia e Marta?
Giulia sarà costretta a scegliere tra quell'amicizia e la salvezza della sua amica?











