3 ottobre 2026

Un inverno di due stagioni esce domani, ma ...

 



NON comprate Un Inverno di Due stagioni se prima non avete letto La Ricostruzione.

Ci sono note a piè pagina e riferimenti esplicativi, ma più come promemoria per il lettore che come vano tentativo di rendere il secondo romanzo fruibile senza aver letto il primo.

Ecco, dopo aver dimostrato ulteriormente la mia inettitudine commerciale, ricordo a sommi capi perché questa saga scout ha un senso.

Ma per chi?

Beh, per il lettore con esperienza nello scautismo è una specie di inno alla gioia del Servizio: ti costa caro ma vale molto di più sia per te che per le bambini e ragazzi.

Per chi dovesse aver trovato nello scautismo un porto sicuro salvifico, beh, quel porto esiste ancora.

Per chi, invece, non ha trovato nessun rifugio di fronte all'asprezza del proprio diventare donna o uomo negli anni della crescita, beh, nei romanzi è descritto un percorso che non prevede né resa né resistenza.

Poi, se qualcuno che dello scautismo conosce solo i pregiudizi altrui per sentito dire dovesse imbattersi in queste pagine, potrebbe scoprire che è un gioco serissimo che salva vite e migliora un pochettino anche la vita di chi non ci ha mai avuto a che fare direttamente.


Perché?

Perché circa un milione di italiani viventi hanno fatto almeno un paio di anni di reparto.

E le storie di quei frammenti di tutte quelle vite meritano una traccia.

Oh, io lo so bene che come in tutte le realtà anche nello scautismo succedono cose che non dovrebbero succedere.

L'idillio non c'è, è vero, ma la realtà è fatta, in media, da situazioni molto simili a quelle che la saga racconta.

E questa parte della nostra realtà merita sul serio una narrazione.

Decine di migliaia di vite si incontrano di sabato pomeriggio per educarsi, crescere, costruire, aggiustarsi.

Io non sarò di certo il loro Omero e non mi serve neppure il lauro da poeta minore di cui cantava Guccini.

Ho scritto la storia di una persona che è stata lupetta, guida, scolta e capo.

Che ha attraversato uno dei tanti inferni che assediano l'Umanità grazie alle amicizie sbocciate nello scautismo.

Ho scritto la storia di una persona travolta da una parafilia che non ha scelto.

Ho scritto una storia d'amore, di rinascita e di menzogne che non possono essere rivelate.

Ho scritto di una persona che non rispetta i canoni: né quelli di bellezza, né quelli di prestanza fisica, né qualli lavorativi e neppure gli stringenti criteri morali che vorrebbero almeno per gli scout una purezza che, nel caso di Marta, significherebbe sterilità e amarezza tali da inquinare per sempre ogni possibilità di bene ed amore.

Nei (quattro?) romanzi che compongolo la saga di Marta il lettore assisterà a come una bambina brillante e gioiosa sarà schiacciata, di come una ragazza ferita saprà rimettersi in piedi e di come una giovane donna dovrà affrontare qualcosa che con lo scautismo non c'entra proprio niente ma che è una minaccia esistenziale a tutto quello in cui crede.

Domani Un Inverno di Due Stagioni sarà disponibile su Amazon qui:

https://www.amazon.it/dp/B0HF5FQ1V7

E nei primi mesi del 2027 arriverà il prequel della saga: Scissione.

Ma di questo parleremo un'altra volta.

Infine: la mia speranza, il motivo più scout per cui ho scritto questi romanzi, è che la storia di Marta porti sollievo anche a un solo lettore che possa riconoscersi nel suo travaglio ed avere dalle mie pagine anche solo per un minuto la certezza che potrà riuscirci anche lui. No, non di tornare al Sud lavorando eh, c'è un limite ai miracoli che possono capitare in Italia.

Ma di sentirsi intero.

Integro.

Amato.

Buona Lettura.

Nessun commento:

Posta un commento

Che ne dici?