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Giulia ha preso uno degli ultimi ascensori sociali rimasti in Basilicata: una laurea, un concorso, un posto di lavoro sicuro e che le piace.
Figlia di operai con una coscienza di classe, con poca voglia di studiare e tanta voglia di godersi la vita, la bellezza e la gioventù, non ha nessuna voglia di distruggersi, proprio perché è una scout che ha compreso, sin da quando era lupetta, la grandezza del dono di Dio che è la vita.
Giulia e Marta sono praticamente sorelle, si prendono cura l'una dell'altra da quando erano in fasce.
Ma è Giulia a badare davvero a Marta.
Sì, Marta l'ha aiutata nello studio, è vero.
Ma è stata Giulia a vegliare su Marta per tutta la vita.
Difendendola, proteggendola da se stessa.
E negli anni in cui un destino beffardo le ha separate, Marta è caduta in un abisso da cui non è mai uscita del tutto.
Giulia protegge Marta come nel saluto scout il pollice protegge il mignolo, il grande protegge il piccolo, il forte protegge il debole.
Perché Giulia è una persona costruita, integra.
Ha avuto una educazione razionale da dei genitori poveri ma, più che colti, consapevoli.
Ha avuto una educazione affettiva e sessuale.
Oltre ad una educazione scout seria e puntuale.
E' Giulia a costringere Marta ad uscire dal suo guscio.
E' Giulia a mantenerla ancorata alla realtà.
E' sempre Giulia a scatenare, per amore di Marta, una serie di eventi dalle implicazioni potenzialmente catastrofiche.
Ama la sua amica e sorella fino al punto da urlarle contro.
Giulia ha la sua missione, che è quella di tutte le guide, tutte le scolte, tutte le Capo: essere custodi delle proprie sorelle scout.
Giulia è la persona più equilibrata di questa saga.
Ma l'equilibrio non risolve automaticamente i problemi e non è una bacchetta magica.
Che ne sarà della quasi trentennale amicizia tra Giulia e Marta?
Giulia sarà costretta a scegliere tra quell'amicizia e la salvezza della sua amica?

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