25 ottobre 2026

Scautismo nelle periferie? Ottima idea. Ehm, fatto da quali Capi?

 



L'ondata di violenza giovanile, per quanto localmente eterodiretta delle autocrazie e dai fondamentalismi religiosi, è sicuramente una manifestazione di disagio reale: dopotutto l'Italia non è mai stato un paese per giovani.

Dell'ondata di violenza giovanile, però, io non parlerò e non scriverò.

Mancanza di competenze, incompatibilità anagrafica.

Sapete, la formazione politica una volta era una cosa seria e implicava, ad esempio, la consapevolezza che se non sei nero non puoi parlare di come ci si sente ad essere discriminato razzialmente, se non sei meridionale non sei titolato a disquisire di quanto gli insulti leghisti fossero scherzosi o atroci, se non sei donna non disquisici di aborto.

Ah, ovviamente, l'eccezione alla regola c'è: se non sei ebreo puoi serenamente negare le discriminazioni e il concetto stesso di antisemitismo.

Deve averlo scritto un pezzo grosso dei diritti umani e del progesso dell'umanità da qualche parte, altrimenti non si spiega.

Comunque, torniamo nel più confortevole mondo dello scautismo.

Giornali vicini all'associazione, portali, Assistenti Ecclesiastici ed altri Capi ben più autorevoli di me hanno analizzato la questione e c'è voluto poco per individuare nello scautismo un ottimo strumento educativo per affrontare una parte dei problemi giovanili del Bel Paese.

Come già scritto da vari lustri anche su queste pagine, io concordo totalmente.

A dimostrazione, un singolo esempio tra tanti possibili è qua, ma posso andare molto indietro nel tempo con tante altre prese di posizione.

Insomma, lo scautismo, se diffuso adeguatamente nel Paese, potrebbe davvero cambiare le cose e non mi riferisco al numero di vetrine rotte o tergicristalli strappati dalle auto.

Il gruppo scout in cui sono stato Esploratore era proprio uno di quei gruppi di Periferia: so bene quanto possa fare la differenza per tante vite un gruppo scout lì dove non arrivano manco gli autobus e a volte neppure l'asfalto.

Quindi?

Beh, siamo tutti d'accordo, no?

Fino a quando, scendendo la catena gerarchica, quella delle buone intenzioni e quella della corretta progettualità, magari Strategia Nazionale d'Intervento inclusa, si arriva a me.

Che rispondo:

<<Bambole, nun c'è 'na lira!>>.

Uno dei miei sfondi Desktop è la foto ricordo della Route Nazionale del 2024 (non 2014: 2024 ossia 2 anni fa).

Bene, di 14 capi in Servizio Attivi presenti all'epoca oggi ne sono rimasti solo 5, me compreso.

Sapete? Quei 9 capi che non sono più in Servizio sarebbero proprio un bel nucleo di una Co.Ca. che, so, a Borgo Panigale.

(Al Pilastro no, ci abbiamo già pensato e qualcosa si sta costruendo lì con grande fatica da parte di Capi volenterosi).

Insomma, devo davvero continuare?

Con un turnover così dove lo si può anche solo immaginare uno scoutismo che espanda la frontiera invece di limitarsi a presidiarla?

Togli prima la trave dal tuo occhio e poi eccetera eccetera.

A questo punto potrei anche addentrarmi nell'assai poco costruttivo territorio del "Ma se vi viene in mente una cosa del genere evidentemente non avete la più pallida idea della realtà in cui operiamo".

Lanciamoci, invece, in quello della progettazione di questo scautismo aggiuntivo così necessario.

Analizziamo le cause del turnover dei capi in maniera scientifica e formale.

Affrontiamole con lo scopo di mitigarle il più possibile.

Verifichiamo che il tempo medio di permanenza in Servizio dei capi raddoppi e magari anche triplichi.

E il resto verrà da sé.

Fino ad allora, un'espansione dei gruppi sul territorio nazionale (periferie o ztl che siano)  è impedita dalle stesse sovrastrutture che la auspicano.

E, davvero, su questo eviterei qualsivoglia cenno perché scivolerei immediatamente nel pantano di una polemica oggettivamente inutile: chi è sazio non crede a chi è digiuno.

PS: a onor del vero, forse qualcosa si muove:

Al consiglio generale 2026 è stata approvata una mozioncina sul turnover dei capi (al momento non riesco ad essere più preciso perché il sito Agesci è down per il week end: a parte la home page tutto il resto del sito restituisce un errore Not Found), 






prometto che aggiornerò il post appena recupero il documento.


PS: libro del giorno: Utopia per Realisti, di Rutger Bregman




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